Non solo Periscope: ecco le cinque app di video streaming per il giornalismo

Democratizzazione significa dare maggior spazio ai cittadini-giornalisti

07/04/2015

Non solo Periscope: ecco le cinque app di video streaming per il giornalismo
Roma 7 aprile 2015. Come sappiamo, Twitter ha fatto irruzione nel mercato del live streaming poche settimane fa con Periscope. Secondo molti, il lancio di questa app porta con sé la promessa di una nuova era di democratizzazione delle trasmissioni. Per i giornalisti significa più opzioni di riferire fatti di cronaca e per interagire con il pubblico in tempo reale; ma democratizzazione significa anche dare maggior spazio ai cittadini-giornalisti.

Journalism.co.uk ha stilato un breve glossario che riassume i pro e i contro delle principali app di live streaming: Periscope, Meerkat, Stre.am, Livestream, Ustream.

Periscope
- Pro: geolocalizzazione, interfaccia chiara, opzione ‘like’, stream privati, autosalvataggio.
- Contro: condivisione diretta solo su Twitter.

Meerkat
-Pro: semplice da usare, possibilità di programmare le trasmissioni, già dotata di un’utenza grande e social.
-Contro: non fruibile dal desktop, solo su Twitter, senza geolocalizzazione e autosalvataggio.

Stre.am
-Pro: geolocalizzazione, migliore integrazione con i social, fruizione in live o in differita.
-Contro: non visibile dal desktop.

Livestream
-Pro: connessione con altre videocamere, opzioni ‘pro’, filtri, programmazione delle trasmissioni, fruizione in live o in differita.
-Contro : iscrizione necessaria per la visione dal desktop.

Ustream
-Pro: griglia per l’inquadratura, grande utenza di base, fruizione in live o in differita, programmazione delle trasmissioni, opzioni ‘pro’.
-Contro: annunci pubblicitari, grossi ritardi nella trasmissione in diretta.

Tag: Periscope

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