Olio Extravergine di oliva: firmato l'accordo di filiera per valorizzare l'olio d'oliva italiano

Le associazioni firmatarie Aipo, Assitol, Assofrantoi, Cno, Federolio, Unapol, Unaprol e Unasco

27/11/2015

Olio Extravergine di oliva: firmato l'accordo di filiera per valorizzare l'olio d'oliva italiano
Roma novembre 2015. Dopo l'inchiesta aperta a Torino sulla presunta vendita di falso olio di oliva extra vergine e forse proprio per rispondere allo scandalo le associazioni di categoria dell'intero comparto oleario hanno firmato, nei giorni scorsi a Roma un accordo-quadro per valorizzare tutti i protagonisti dell'intera filiera, dall'olivicoltura all'industria passando per il commercio.
Queste le associazioni firmatarie - Aipo, Assitol, Assofrantoi, Cno, Federolio, Unapol, Unaprol e Unasco – che ora puntano all’attuazione del Piano olivicolo.

E’ un segnale di coesione virtuosa perché dimostra che gli olivicoltori, i frantoiani, l’industria e il commercio hanno fatto prevalere l’interesse comune, rispetto a rivendicazioni di parte.

In particolare, l’accordo riconosce un adeguato sostegno al mondo olivicolo italiano, prevedendo per i produttori capaci di fornire un olio di elevato livello qualitativo un vero e proprio premio, vale a dire il pagamento di 40 centesimi al chilo in più rispetto al prezzo di mercato. L’olio in questione dovrà possedere un’acidità massima di 0,4 e requisiti chimico fisici migliori rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente.

I firmatari dell’accordo sono consapevoli dell’importanza e del peso storico degli impegni assunti dall’intero tavolo di trattativa e invitano tutte le aziende olearie a condividerli, senza alcuna esclusione.

Gli ultimi eventi nel mondo dell’olio hanno convinto ancora di più della necessità di maggiore coesione all’interno del settore, messo a dura prova.
Quindi l’intero tavolo si impegna a costituire una commissione di lavoro per un miglioramento dell’applicazione del panel test anche attraverso i marker chimici, il blind test e il test di identità genetica. E’ quindi necessario un aggiornamento del metodo, che deve coinvolgere tutta la filiera, allo scopo di rafforzare tale tipologia di test e garantire così gli operatori che lavorano con serietà e trasparenza.

La filiera concorda altresì sulla necessità di applicare norme già vigenti volte alla corresponsabilità della distribuzione sulla conformità dei prodotti commercializzati.

I firmatari dell’accordo lanciano infine un appello al Ministero della Politiche Agricole e Agroalimentari perché promuova e valorizzi a sua volta la storica intesa del comparto oleario e, nel contempo, il lavoro di studio e miglioramento del panel test con i fondi del PON. Al riguardo, le associazioni si augurano che la firma dell’accordo possa essere il preludio all’avvio definitivo del Piano Olivicolo nazionale.

Il commento del Ministro Maurizio Martina
“L’accordo è un risultato molto positivo per uno dei settori più rappresentativi e strategici di tutto il patrimonio agroalimentare italiano come quello oleario - ha commentato il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina - In questi mesi abbiamo lavorato intensamente con la filiera per raggiungere una posizione unitaria da parte delle associazioni di categoria, che finalmente valorizza ancora di più la qualità delle nostre produzioni. Allo stesso tempo abbiamo definito il nuovo Piano olivicolo nazionale che è uno strumento fondamentale per sostenere le politiche di aggregazione del comparto e lavorare al recupero anche quantitativo della produzione di olio Made in Italy. Stiamo lavorando in sinergia con la Conferenza Stato-Regioni per arrivare all’approvazione nelle prossime giornate e per integrare le risorse nazionali con quelle regionali. Sul lato dei controlli continuiamo a tenere ben alta la guardia, proseguendo un lavoro costante che abbiamo rafforzato già dallo scorso anno”.
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