"Omaggio alla semplicità" dal Congresso della FIC: al Santo Padre il pensiero della ristorazione italiana

Da Food and Wine in Progress il piatto pensato per la visita a Firenze del Papa

10/11/2015

"Omaggio alla semplicità" dal Congresso della FIC: al Santo Padre il pensiero della ristorazione italiana
Firenze, 10 novembre 2015. “Omaggio alla semplicità”. È il titolo della ricetta che gli chef della Federazione italiana cuochi, in collaborazione con la Fipe – Confcommercio, hanno realizzato alla Stazione Leopolda per il Santo Padre, Papa Francesco, nel giorno della sua visita a Firenze.

Carpaccio di cacio e pere con noci e arancia, sono gli ingredienti che il cuoco Sebastiano D’Onghia di Noci (Bari), ha utilizzato richiamando alcuni concetti espressi proprio dal Papa a Firenze. Così il pecorino, che ricorda la figura del pastore, «che deve odorare di gregge» come ha detto Francesco.
«Così devono essere i cuochi – ha spiegato il presidente della Federazione italiana cuochi, Rocco Pozzulo – uniti, insieme alla ristorazione per il consumatore». Un piatto realizzato con semplicità e che parte da un concetto etico, con i colori bianco e giallo del vaticano, e i prodotti semplici come il formaggio e la pare che hanno anche il valore della frugalità.
«I cuochi italiani lanciano da Firenze un piatto che rispecchia quello che è il messaggio universale di soliderietà vicinanza – dice Aldo Cursano, Presidente regionale e vicario nazionale di Fipe Confcommercio – e per dare un benvenuto al Santo Padre ricordando che i cuochi cucinano prodotti etici e poveri con l’obiettivo comune che il cibo è alimentazione e un diritto universale e inalienabile».

Il piatto è stato presentato nell’ultima giornata di Food and Wine in Progress, la manifestazione che da domenica 8 a martedì 10 novembre ha ospitato alla Stazione Leopolda di Firenze oltre 10mila visitatori, oltre 500 cuochi che hanno partecipato al Congresso “Cuoco 3.0” della Fic, ma anche 200 sommelier e oltre 150 produttori vitivinicoli toscani messi insieme nelle Eccellenze Toscane di Ais. «Buona la prima – dice Roberto Lodovichi, organizzatore dell’evento con l’Unione regionale cuochi toscani – per un evento che qualifica Firenze e la Toscana come centro di raccolta delle eccellenze agroalimentari nazionali».

Tutelare il vino e chi lo produce, manifesto per il cuoco 3.0.
Sono le due declinazioni di una stessa filosofia, valorizzazione di un territorio e dei suoi prodotti, che hanno fatto da cornice alla prima edizione di Food and Wine in progress, la manifestazione che chiude i battenti oggi alla Stazione Leopolda di Firenze.

Il concetto di Cuoco 3.0 si racchiude in tre “V”.
«V come Valori, prima di tutto sociali, perché il cuoco ha delle responsabilità nei confronti del consumatore, ma anche verso i produttori di materie prime. Valore anche promozionale, perché il cuoco può far conoscere un territorio attraverso i piatti e le sue eccellenze», commenta Rocco Pozzulo presidente della Fic, Federazione italiana cuochi. Ma anche «Valore gustativo, perché non ci dimentichiamo che dobbiamo creare emozioni nelle persone.
V come vantaggi. Vantaggi economici per tutta una filiera che va oltre quella dell’agroalimentare e vantaggi sociali, perché creiamo posti di lavoro e opportunità anche per i più giovani, in un momento in cui ce n’è bisogno.
V come visioni, quelle che stimolano ogni giorno la creatività mossa dalla professionalità dei cuochi di oggi, che guardano a ieri pensando a domani». E su queste basi è stato scelto «di aprire il Congresso per la prima volta a tutti perché è il momento di uscire dalla cucina del ristorante e prendere per mano il consumatore accompagnandolo a conoscere la passione e insieme la complessità della nostra professione». Domani sarà presentato il documento conclusivo.
 

Vino con le Eccellenze di Toscana di Ais.
La Leopolda e Food and Wine in progress sono state la vetrina per presentare in anteprima il testo unico della vite e del vino che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni in Commissione Agricoltura della Camera presieduta da Luca Sani.
Obiettivo del testo unico è tutelare e regolamentare nel modo più agevole il lavoro di chi contribuisce a costruire tali risultati, ma anche procedere a una semplificazione della normativa sul vino. Sono queste le idee per un comparto che in Italia vale circa 14 miliardi di euro e, con circa la metà del fatturato prodotto con l'export. «C'è l'esigenza di rivedere l'attuale legislazione farraginosa e datata con una operazione di "manutenzione straordinaria".

La Camera dei Deputati sta lavorando per incorporare in un Testo Unico tutte le normative ad essa riferite eliminando ripetizioni e togliendo passaggi inutili che per il produttore rappresentano soltanto un costo. Il Testo Unico dovrebbe arrivare in Commissione per l'analisi dei 72 articoli che lo compongono, già questa settimana e se si riesce ad accelerare il percorso di questo provvedimento potremmo riuscire ad avere un testo approvato dalla Camera entro il prossimo Vinitaly», ha spiegato Luca Sani che ha ricevuto l'attestato di sommelier ad honorem da parte di AIS in occasione di Food and Wine in Progress.
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