Oscar Farinetti dopo aver consigliato all'Italia di copiare la Francia ora sbarca nel mondo del turismo

Il patron di Eataly ha già creato una società ad hoc in compagnia di Alberto Peroglio Longhin

20/10/2013

Oscar Farinetti dopo aver consigliato  all'Italia di copiare la Francia ora sbarca nel mondo del turismo

Rimini 20 ottobre 2013. Nei mesi scorsi partecipando al convegno "La Grande Cucina, una grande eccellenza italiana" svoltosi nella sede romana di Eataly, alla presenza di Massimo Bray, Oscar Farinetti era entrato con i piedi sul piatto sul tema della valorizzazione del nostro territorio, affermando in modo procatorio "Cibo e turismo sono 'le vocazioni d'Italia' e non si capisce perché il ministero che le rappresenta non sia considerato fra i più importanti come da tempo fanno i francesi".

Già a gennaio Farinetti, aveva lanciato al comparto turistico un'altra provocazione "territoriale": "Affiderei la gestione dell'accoglienza ai romagnoli, che hanno il mare più brutto ma riescono ad attirare turisti con il loro spirito".

Ora  il ciclone Oscar Farinetti punta direttamente sul  turismo e lo spiega in una intervista rilasciata al direttore del più autorevole quotidiano del Turismo “TTG Italia”.

A Remo Evangelista che lo intervista l’imprenditore di Alba dice: “Mi affascina molto il mix di bellezze attorno le quali si muove il mondo del turismo. Queste bellezze sono il vero motivo per cui le persone scelgono di fare un viaggio in un determinato luogo: il nostro paesaggio, la nostra arte e il nostro patrimonio agroalimentare. Mi piace che il turismo possa essere fatto in modo intelligente da persone che desiderano visitare e scoprire il mondo anche attraverso il cibo”.

Ma Farinetti non fa solo dichiarazione ma ha già creato una società ad hoc in compagnia di Alberto Peroglio Longhin e di altri soci minori. Dopo qualche mese di rallentamento, dovuto alle aperture dei nuovi centri Eataly per il mondo e alla stesura del libro ‘Storie di coraggio’ edito dalla Mondatori, (Un libro nato in giro per l’Italia con a fianco sul sedile le immancabili guide turistiche) ora il progetto riparte.

Alla domanda di Evangelisti, “Scettici e dubbiosi tra gli osservatori, ma lei tira dritto. Perché vuole entrare nel mondo incoming?” così il fondatore di Eataly risponde: “Veramente ci sono già entrato con Eataly New York, per esempio. Lo sa che svolge un’importante attività in questo senso. La mia idea è usare l’autorevolezza di cui gode Eataly per proporre a turisti intelligenti di visitare i luoghi dove nascono i prodotti tipici, sui quali si fonda la nostra cultura alimentare, e portarli così a conoscere e apprezzare l’Italia”.

Quale strumento (societario) intende utilizzare per entrare nel turismo?, gli chiedo ancora il direttore di TTG Italia e Farinetti risponde “Vari mezzi, non solo uno. Con Eatineari di cui Eataly è socia (www.eatinerari.it) lo faremo sia attraverso il sito b2b di incoming (www.italyiseataly.it), sia attraverso la commercializzazione della nostra offerta con partner locali, dove abbiamo i negozi Eataly all’estero. Tutto senza dimenticare l’originale formula delle scatole, che ha dato origine a un’ampia programmazione di proposte di viaggio per guardare l’Italia scoprendo le eccellenze enogastronomiche”.

Intende creare punti vendita del prodotto turistico sui mercati esteri?
Sì”, risponde Farinetti. “A New York abbiamo già un corner molto potente e pensiamo di organizzarne altri, anche nei prossimi Eataly che apriremo nel mondo, di cui i primi saranno Istanbul, Dubai e Chicago”.

QUI l'intervista integrale di Evangelista a Oscar Farinetti

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