Per l'Expo i treni Frecciarossa "devono fermarsi a Parma e Piacenza"

Le richieste delle associazioni degli industriali dei due capoluoghi

14/02/2015

Per l'Expo i treni Frecciarossa "devono fermarsi a Parma e Piacenza"
Parma 14 febbraio 2015. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane al recente incontro Le Idee di Expo, svoltosi all’hangar Bicocca,  aveva elencato per  Expo Milano 2015,  un’ampia offerta ferroviaria di qualità: capillare, efficace e conveniente.
L’inaugurazione di Expo il primo maggio coinciderà con il primo viaggio del Frecciarossa 1000, il non plus ultra della tecnologia europea nell’Alta Velocità ferroviaria e con un’offerta complessiva di 130mila posti al giorno da e per Milano, sulle Frecce e gli altri collegamenti nazionali internazionali.
Milano e Rho-Fiera Milano diventano il principale hub Trenitalia perché collegate con più frequenza con Roma, Torino, Bologna, Reggio Emilia AV, Firenze, Napoli, Salerno oltre a Venezia, Padova, Verona, Rimini, Ancona, Bari, Lecce: 236 treni al giorno da tutta Italia, di cui 148 Frecce.

Ma ora, a pochi giorni dall’incontro milanese, arrivano se non le proteste quantomeno le proposte.
Parma e Piacenza, le città escluse alzano la voce.

I presidenti delle associazioni degli industriali dei due capoluoghi, Unione Parmense degli Industriali e Confindustria Piacenza, insieme ai rispettivi sindaci e presidenti delle Province, ieri hanno lanciato un appello a Ferrovie dello Stato perché introduca treni speciali che effettuino fermate anche nelle stazioni di Parma e di Piacenza, entrambe attrezzate ad accogliere convogli ad Alta velocità. Lo hanno fatto a Parma con una conferenza stampa pubblica presso palazzo Soragna, sede dell'Unione parmense degli Industriali.

"Le numerose iniziative che saranno realizzate nei territori delle province di Parma e Piacenza sono pensate come un contributo alla migliore riuscita dell'Expo, ma allo stesso tempo sono espressione della capacità di essere coprotagonista di un evento la cui riuscita dipenderà anche dall'offrire ai visitatori l'opportunità di conoscere il patrimonio storico, culturale, produttivo ed enogastronomico di realtà come quelle piacentine e parmensi", ha dichiarato il presidente dell'Upi Alberto Figna, rimarcando come il contributo di Ferrovie dello Stato sia importante se non doveroso.
Emilio Bolzoni, presidente di Confindustria Piacenza, ha invitato la società delle Ferrovie a rivedere “quella che a tutti gli effetti sembra una dimenticanza”.

Anche il sindaco della città Federico Pizzarotti ha ricordato che Parma sarà presente in Expo con il padiglione di Cibus e fino al prossimo autunno organizzerà numerose iniziative sul territorio. I visitatori debbono avere l'opportunità di arrivare a Parma per conoscerne le peculiarità, e debbono poterlo fare in modo veloce, efficiente e senza i disagi che comporterebbe un altro tipo di treno o l'automobile, considerato che non sono state potenziate le arterie stradali verso l'Emilia.
"Sono convinto che la sfida di Expo sia un passaggio decisivo che i territori di Parma e Piacenza non possono perdere" ha ribadito il presidente della Provincia di Parma, Filippo Fritelli.

Mentre dai deputati del Pd di Parma (ne sono tre) ancora nessuna presa di posizione, Lorenzo Lavagetto, il segretario cittadino del Pd in una nota ricorda che gli accordi del 1996 tra Comune, governo e Tav prevedevano per la città ducale 8 treni ad alta velocità, e che quindi il servizio sarebbe un atto dovuto, anche se in passato gli amministratori non hanno fatto valere questo diritto. “Era il pezzo più rilevante delle controprestazioni che il governo e la Tav avevano offerto a Parma per accettare che la Mediopadana andasse a Reggio – spiega Lorenzo Lavagetto – Oltre ai soldi per fare la tangenziale. Poi purtroppo negli anni successivi al 1999 nessuno ha preteso per Parma l’esecuzione di quegli accordi”.


Ora la parola passa ai vertici di Trenitalia e al ministro competente in materia, Maurizio Lupi.
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