Prosciutto di Parma, approvato il piano di regolazione dell’offerta 2018-2020

02/02/2018

Obiettivi: più equilibrio sul mercato, valorizzazione della qualità e maggiore efficienza produttiva
Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha recentemente approvato il piano di regolazione dell’offerta del Prosciutto di Parma per il triennio 2018-2020.

Il piano, in essere dal 1 gennaio 2018, è il fulcro della strategia di sviluppo del comparto volta a definire il futuro del Prosciutto di Parma nell’ambito dell’evoluzione del mercato alimentare italiano e mondiale. In relazione ai risultati positivi ottenuti con il piano 2015-2017, l’obiettivo resta quello di favorire l’adeguamento tra domanda e offerta di prodotto sul mercato, in modo da assicurare una maggiore stabilità al comparto e tutelare la qualità del prodotto.
 
L’applicazione del piano ha portato molti vantaggi a tutta la filiera in questi ultimi anni – ha dichiarato Vittorio Capanna, presidente del Consorzio. L’aspetto più positivo è quello dello smaltimento delle scorte di magazzino dovute agli eccessi produttivi del passato e del raggiungimento di una situazione di equilibrio fra domanda e offerta, con un prezzo di mercato corretto e sufficientemente remunerativo per tutti gli attori del circuito tutelato, senza particolari riflessi negativi sul prezzo al consumo.
 
Contiamo inoltre di consolidare la nostra presenza sui mercati internazionali in maniera tale da diminuire l’attuale dipendenza dal mercato domestico e favorire la crescita delle nostre imprese, stimolandone l’efficienza e la produttività.
 
Il piano definisce un modello operativo per gestire i volumi produttivi e garantire il giusto equilibrio sul mercato, senza il quale si produrrebbero dinamiche produttive e commerciali tali da nuocere a tutti gli operatori economici della filiera.
 
Il comparto del Prosciutto di Parma sta imparando a muoversi seguendo le effettive potenzialità del mercato e la reale capacità di assorbimento scongiurando così possibili situazioni di crisi e uno sconsiderato aumento produttivo che in passato hanno causato molti danni al settore.
 
Abbiamo costruito un progetto che tenesse conto delle diverse realtà produttive delle nostre aziende – ha aggiunto Fanti, direttore del Consorzio – e abbiamo rivolto una particolare attenzione ai piccoli produttori che maggiormente rappresentano il nostro comparto.
 
Siamo inoltre riusciti a mantenere un dialogo costante con l’intera filiera produttiva nell’ottica di migliorare il livello qualitativo del prodotto a vantaggio del consumatore finale.
 
Un sentito ringraziamento va pertanto alla Regione Emilia-Romagna e soprattutto al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per la fattiva collaborazione e per aver sostenuto il progetto consortile che continuerà a portare indubbi benefici a tutto il settore – ha concluso Fanti.
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