Renzi lascia Expo dopo l'incontro con Putin e il discorso all'assemblea Federalimentare

Scordamaglia: "il mercato russo è strategico e insostituibile e va recuperato a qualsiasi costo"

10/06/2015

Renzi lascia Expo dopo l'incontro con Putin e il discorso all'assemblea Federalimentare
Milano Expo 2015. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha lasciato il sito espositivo di Expo 2015 questo pomeriggio dopo essere intervenuto all'assemblea di Federalimentare.
L'incontro con il mondo dell'industria alimentare italiano si è tenuto subito dopo la fine della visita a Expo del presidente della Federazione russa, Vladimir Putin che si è recato a Roma per incontrare il Papa.


Assemblea Federalimentare
Mentre il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, è tornato a dire che "il mercato russo è strategico e insostituibile e va recuperato a qualsiasi costo", il premier Matteo Renzi, nel suo intervento all'assemblea (dopo il faccia a faccia con il presidente della Russia Valdimir Putin), è tornato su temi come immigrazione e corruzione.
"L'emergenza legalità - ha detto il premier - è un'emergenza oggettiva anche perché si ruba sui più poveri: credo che l'opera di pulizia non solo non sia conclusa ma vada velocizzata e condotta nel modo più duro possibile".

"La nostra cultura volta alla divisione ci ha impedito di fare il salto di qualità", ha detto ancora Renzi. "L'Italia ha tutto per poter essere protagonista" ha affermato, aggiungendo che "l'Italia è a un bivio e l'agroalimentare ne rappresenta tutte le potenzialità. Voi siete leader mondiali".

"Naturalmente l'immigrazione è un problema, anche perché sul tema c'è un derby ideologico, con una parte che dice 'mandiamoli a casa'", ha detto poi il premier aggiungendo che "magari sono gli stessi che hanno tagliato i fondi per la cooperazione, che hanno votato al Parlamento europeo contro la distribuzione degli immigrati in tutti i Paesi Ue e che quando hanno amministrato hanno fatto le stesse cose" che si stanno facendo adesso: "Ma questo elettoralmente paga".
"Poi c'è la parte che dice 'venghino signori c'è posto per tutti': sono due estremi ma entrambi inaccettabili". "Ma dell'Africa - ha concluso - non ci si può occupare a giorni alterni: è possibile che io sia stato il primo presidente del Consiglio di sempre che è andato in visita ufficiale sotto la linea dell'Africa del Nord?".
"L'Italia è a un bivio e l'agroalimentare ne rappresenta le potenzialità e le difficoltà", ha detto quindi il premier a proposito di temi più strettamente legati all'assemblea.

"Noi siamo in questo settore leader mondiali, non c'é dubbio, eppure forse perché in passato non siamo stati uniti, non abbiamo fatto il salto di qualità", ha aggiunto. "L'Italia ha tutto per poter essere protagonista nel mondo che cambia, le manca talvolta solo la consapevolezza e la volontà", ha proseguito Renzi. "Se c'è un aspetto che è una risorsa per il nostro paese è la globalizzazione. Sono 20 anni che l'Italia ha smesso di crescere, prima di allora siamo cresciuti più di tutti gli altri, siamo stati una delle più straordinarie potenze mondiali. Poi negli ultimi 20 anni per come abbiamo concepito l'Europa e la globalizzazione, pensando che fosse una minaccia, l'Italia si è rinsecchita e ha smesso di guardare con speranza al domani. Oggi sta accadendo la stessa cosa. Il problema non è il numero di riforme che sta facendo il governo, del quale sono orgoglioso, ma che sono consapevole sia insufficiente", ha concluso Renzi.

L'intervento di Scordamaglia
"Grazie all'Italia, l'agroalimentare può essere un ponte di rilancio. L'auspicio è che l'incontro di oggi tra il presidente Putin ed il presidente del Consiglio Renzi, in un contesto così universale come Expo, possa riavviare il dialogo favorendo il ritorno delle eccellenze del food and beverage italiano sul mercato russo", ha detto il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia.

Secondo Federalimentare, il protrarsi dell'embargo penalizza l'industria alimentare italiana in uno dei suoi sbocchi più strategici. I numeri mostrano un trend inequivocabile: nel 2013 (ultimo anno pre-embargo), con una quota export di 562,4 milioni di euro, la Russia aveva consolidato l'undicesimo posto tra gli sbocchi del "food & beverage" nazionale, coprendo il 2,2% dell'intero export alimentare nazionale e una variazione del +24,4% sul 2012, contro il +5,8% segnato in parallelo dall'export globale di settore. Nel 2014 l'export dell'industria alimentare in Russia ha accusato un calo del -6,0% e nel primo bimestre del 2015 le esportazioni alimentari italiane si sono dimezzate (-46,3%). Colpiti soprattutto il comparto delle carni preparate (-83%) e il lattiero-caseario, che si è praticamente azzerato (-97%).

Secondo Scordamaglia, "In meno di un anno, i limiti imposti a questo mercato sono costati alle nostre aziende alimentari circa 165 milioni di euro. Ma la perdita in valore assoluto di mancata esportazione è un dato trascurabile rispetto all'interruzione di un processo di scoperta e fidelizzazione che sta avvantaggiando la concorrenza e la contraffazione. In altre parole, non potendo accedere direttamente ai nostri prodotti, i russi stanno acquistando delle imitazioni. Per la prima volta, in Russia si sta affermando l'italian sounding. Se non si interviene al più presto, sarà difficile recuperare".
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