Reportage Viaggio in Grecia nel regno della classicità

Una visita ad Atene non può prescindere dall’ascesa all’Acropoli

18/04/2016

Reportage Viaggio in Grecia nel regno della classicità
di Luciano Scarzello

Quando il sole cala e l’Egeo inizia ad assumere le mille nuance che i giochi di luce le regalano ogni sera, dall’alto del tempio di Poseidone a Capo Sunion, il tempo sembra assumere una dimensione immutabile. Sembrerà di vedere all’orizzonte le vele delle milizie impegnate nelle epiche battaglie cantate da Omero o immaginarsi il prode Ulisse in mare, in una delle mille peripezie della sua “Odissea”. Il tempo si fermerà e la Grecia si potrà apprezzare per quanto è ancora in grado di emozionare ma anche per quanto ha potuto lasciare nell’ormai immutabile storia dell’uomo.

Ma un viaggio in Grecia al quale partecipo per metà come turista e per l’altra metà come giornalista con una comitiva organizzata dal tour operator “Utat Viaggi” di Toscolano Maderno (Bs) non può che partire dalla sua capitale, Atene, cui neppure i travagliati tempi moderni riescono a fiaccare. Dai saccheggi della sua Acropoli e del suo straordinario patrimonio archeologico a quelli più recenti, immolata sull’altare dell’austerità, la capitale greca non abdica fierezza e orgoglio di essere stata una delle più prestigiose capitali del tempo antico.

Una nobiltà d’animo che si assapora in ogni luogo: dalla maestosità dei suoi palazzi all’orgoglio della Piazza della Costituzione, monito granitico della voglia dei greci di determinare il proprio presente. Una visita ad Atene non può prescindere dall’ascesa all’Acropoli, con i suoi sempiterni esempi dell’arte classica, dove la sommità del Partenone altro non è che la meta finale di un crescendo di grandiosità e manifestazione di potenza.

L’Arco di Adriano e il Tempio di Zeus possono essere il giusto antipasto prima di salire verso i Propilei, il Tempio di Atena Nike e l’Eretteo, non mancando di chiudere il tour ammirando le preziosissime collezioni del Museo Archeologico Nazionale, davvero unico al mondo. Ma i suoi stadi olimpici, laddove nel passato veniva celebrato il rito dei Giochi, o in quello moderno nei pressi dell’area turistica del Pireo, sono ulteriori luoghi che raccontano quanto il passato non sia del tuto passato in queste terre. Per gli amanti della buona tavola, poi, Atene è fucina di mille cucine: dalla tradizionale greca alle mille varianti di quelle del mondo globalizzato. Senza dimenticare i vini che pur soprattutto un mercato interno sono comunque ottimi al palato. Ma il vero sapore della Grecia si può assaporare proprio al Pireo, nella zona del porto, in uno dei caratteristici ristoranti che sanno mescolare l’ottimo pesce dell’Egeo ai piatti di terra, a base ovina, dell’interno.

Basterà però percorrere pochi chilometri, in direzione di Epidauro, per fermare ancora una volta il tempo e scoprire quanto il suo teatro antico rappresenti una meraviglia architettonica, con la sua acustica inimitata, e un luogo che evoca una Magna Grecia che la crisi economica degli ultimi anni non riesce a mettere in ombra. Lungo il tracciato, l’impressionante ingegneria del profondo canale di Corinto, che conduce alla regione dell’Argolide. Ma prima ancora una tappa d’obbligo e’ Micene, la patria di Agamennone e dalla quale – secondo l’Iliade – partì la spedizione contro Troia. Di Agamennone è possibile visitare la tomba e il palazzo nel quale visse. Poi Olimpia dove si svolsero le prime Olimpiadi e la prima capitale della Grecia moderna, Napulia.

Nel Pelopponeso (nella foto) dove arriviamo subito dopo scendendo verso sud vi sono luoghi delle guerre che mutarono equilibri e destini dell’Europa pre-cristiana, senza dimenticare che a Lepanto si scontrarono le truppe della Lega Santa guidata dai veneziani e le navi dell’Impero Ottomano. Uno scontro di civiltà si disse allora.
Quanto la storia ha ancora da insegnare!

Ancora a proposito del passato della Grecia, la dottoressa Helen Stabouli che ci accompagna e lavora per il corrispondente in Grecia della “Utat Viaggi” ha un’interessante sorpresa da proporci: torniamo indietro con il pulmino e raggiungiamo il luogo dove avvenne la fase finale della celebre battaglia delle Termopili del 480 a.c. e dove l’eroico Leonida tenne testa all’esercito persiano fino a venirne sopraffatto. Il luogo è stato un po’ trascurato e stupisce che qualcuno non abbia provveduto a collocare almeno una segnaletica per i molti turisti che vi si recano in visita. Nei tempi antichi, ad insegnare erano anche gli oracoli, come quello celebre di Delfi, cittadina nella quale ancora oggi è possibile percorrere la Via Sacra che ne conduceva al cospetto, proprio a pochi passi dal tempio di Apollo e in direzione del maestoso Tholos, meta obbligata per ogni viaggio nell’Ellade che si rispetti. Conosciuta oggi per la qualità dei suoi profumatissimi mieli e per la prelibata cucina di terra, Delfi rappresenta una tappa in direzione di Kalambaka, lungo la pianura della Tessaglia. Poi l’atmosfera unica delle “Meteore”, monasteri autenticamente e sorprendentemente sospesi tra cielo e terra, tra le massime testimonianze della raffinata arte bizantina. Ancora oggi i monasteri sono abitati da coloro che han deciso di trascorrere la loro vita lontani dal mondo invogliati dal desiderio di avvicinarsi al Divino.
L’Olimpo veglia in lontananza, ma il tempo sembra davvero non essere passato.
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