Ricerca SSICA di Angri sul tonno in scatola: ok per dieta

05/07/2016

Ricerca SSICA di Angri sul tonno in scatola: ok per dieta
Siete per una dieta sana ed equilibrata? State attenti al gusto e alla leggerezza? Il pesce è un elemento importante nella vostra dieta? Il tonno occupa un posto privilegiato nei vostri menu estivi?

Allora per voi ci sono buone notizie.

Proprio sul tonno, già famoso per essere ricco di Omega 3, arrivano ora buone notizie dalla cittadina di Angri in provincia di Salerno.
 
Un recente studio svolto dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Angri (sede meridionale della più nota SSICA di Parma fondata nel 1922 e recentemente trasformata in Fondazione nazionale per la ricerca, presieduta da Andrea Zanlari) ha rilevato riscontri positivi in particolare per i bassi contenuti di mercurio e di selenio presenti nelle conserve di tonno.

La ricerca condotta su una quindicina di marche di conserve di tonno presenti sul mercato italiano, ha infatto  rilevato un livello medio di selenio di circa 80 µg per 100 g di prodotto.
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La responsabile del dipartimento conserve ittiche SSICA Ivana Orlando: "mercurio al di sotto dei limiti consentiti dalle normative europee"

«L'approvvigionamento dei campioni di tonno in scatola -ha detto ad INformaCIBO la responsabile della ricerca e responsabile del dipartimento conserve ittiche Ivana Orlando- è stato del tutto casuale, attraverso le più comuni filiere di distribuzione sull’intero territorio nazionale come farebbe un normale consumatore. A parte il contenuto di selenio che è valore aggiunto alla matrice assieme ad altri micronutrienti che stiamo indagando, la cosa più importante è risultato il bassissimo contenuto di mercurio, molto al di sotto dei limiti consentiti dalle normative europee».

Da segnalare che i dati del dipartimento conserve ittiche sono perfettamente in linea con quelli dell’Istituto superiore della sanità.

In generale - osserva Ancit - Associazione nazionale conservieri ittici e tonnare, committente della ricerca - portare in tavola il tonno in scatola equivale ad assumere un mix di nutrienti che contribuisce al corretto funzionamento del nostro organismo: dagli acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3 che determinano l'aumento del colesterolo buono, allo iodio (in media 50-100 µg di iodio per 100 grammi) importante per la sintesi degli ormoni tiroidei e per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea; al potassio, un costituente delle membrane cellulari fondamentale per la contrazione muscolare e per la trasmissione degli impulsi nervosi. Da non dimenticare poi le vitamine A e B, importanti per innumerevoli funzioni biologiche e il ferro, elemento necessario per la sintesi dei globuli rossi.

In una dichiarazione riportata in questi giorni dall'agenzia Ansa il nutrizionista Pietro Migliaccio, presidente della Società italiana di Scienza dell'alimentazione, così si esprime: "Il tonno in scatola può essere consumato due/tre volte alla settimana nell'ambito di una dieta sana ed equilibrata. Inoltre parliamo di un alimento soggetto a controlli frequenti, puntuali ed estesi lungo tutta la filiera - dalla cattura, alla selezione accurata delle materie prime, fino alla commercializzazione - tali da garantire livelli di salubrità e sicurezza massimi per il prodotto lavorato soprattutto per quanto riguarda eventuali livelli di mercurio presenti".
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