Sanremo a modo mio

10/02/2017

Sanremo a modo mio

Le prime puntate di Chiara Iasuiolo

Se non lo guardi, ti accusano di snobismo e, se ti va bene, ti danno del finto intellettuale di sinistra. Ma poi comunque non ci credono e diranno che invece lo guardi, ma non lo dici. Il che è peggio del peggio.

Se lo guardi, ti rinfacciano di esserti convertita al conformismo nazional popolare.

Se lo guardi e lo critichi, allora si salvi chi può…

Tutto questo è il Festival della canzone italiana!

Sanremone 2017 è iniziato e, come ogni anno, tutti credono di dover dire la propria. A maggior ragione che per quest’edizione abbiamo nientepopodimeno che due big della conduzione televisiva, Carlo e Maria, per la prima volta insieme.

C’è chi parla di Carlo e dei suoi compensi e c’è chi parla di Maria e delle sue caramelle; chi della Rai e chi Mediaset; c’è chi commenta l’auditel e chi dà le pagelle alle canzoni.
Ma la nota diVINO è differente. Io, il Festival lo vedo così, a modo mio.

(Le prime puntate...).
 
Carlo è un tannino gentile per tutte le occasioni. Quello che ti fa fare sempre bella figura ovunque e con chiunque. Insomma con lui vai a colpo sicuro e non sbagli mai.

Maria piace a tutti. Un nome, una garanzia. Sarà pure commerciale, ma mette d’accordo tutti con le sue tante note diverse e tutte sapientemente dosate: minerale quanto basta e finale fresco e avvolgente.

Contro l’abbiocco, c’è Crozza. Finalmente un po’ di brio. Le bollicine sanremesi dal retrogusto amarognolo.
Quel certo non so che, ma che ci deve essere, ce lo dà il ciuffo di Malgioglio direttamente dalla platea.

Raoul Bova e Rocio, un residuo zuccherino eccessivo per i miei gusti, ma senza invidia.

Non possono certo mancare gli abiti femminili.

Quello di Giusy Ferreri? Un sentore di tappo imprevisto. Quelli di Maria? Fiumi di Champagne.

Gran rispolvero anche con Albano in un troppo facile bicchiere di vino con un panino.

Tra gli ospiti.
Robbie Williams, mi aspettavo di più. Un po’ come un calice pieno, ma lasciato lì sul tavolo perché ricevi un invito a cena improvviso.
Keanu Reeves: un’annata introvabile, ma qui sono di parte.
E poi Tiziano Ferro che sta a Carmen Consoli come lo zafferano al Sauternes.
Il grande assente: Beppe Vessicchio. Maestro starà mica in Riserva?

Alla salute.

Nota fuori concorso.
Ricky Martin, sempre un bel vedere per carità, ma senza voce mi ha ricordato un po’ il chinotto alle feste di compleanno del liceo: faceva figo averlo, ma poi non lo beveva nessuno.
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