Scienziati e chef insieme per un’alimentazione sana e sostenibile senza perdere di vista il gusto

05/02/2018

Lelio Morricone, responsabile scientifico del Progetto EAT-Alimentazione sostenibile e direttore del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiovascolare, IRCCS Policlinico San Donato: Mangiare bene ha importanti risvolti psicologici e saper apprezzare i cibi è cultura e conoscenza, non solo degli alimenti, ma anche del territorio dove viviamo e delle opportunità che ci offre”
A tavola per prevenire, a tavola per guarire. Il cibo nella prevenzione e cura delle patologie oncologiche” con questo  titolo si è svolto a Milano lo scorso  3 febbraio, presso la sala Alessi del Comune di Milano un Convegno che ha messo  a confronto alcuni tra i più autorevoli Istituti di Ricerca e Cura milanesi (i ricercatori dell’IRCCS Policlinico San Donato, dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, dell’Istituto Nazionale dei Tumori e dell’Istituto Europeo di Oncologia)   e tre chef - uno per ogni istituto ospedaliero - che hanno cercato di tradurre in pratica i consigli degli esperti.

Questi gli chef presenti:  Giovanni Allegro del Campus Cascina Rosa,  Pietro Leeman di Joia Academy e Fabrizio Cadei dell’Hotel Principe di Savoia.

L’incontro è stato organizzato da Salute allo Specchio Onlus, associazione no profit  attiva all’IRCCS Ospedale San Raffaele  e da Casa dei Diritti del Comune di Milano.
 
Dopo il saluto portato dall’Assessore alle politiche sociali e alla cultura della salute del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorinoè stata la volta di Valentina Di Mattei, psicologa e ricercatrice dell’Università Vita-Salute San Raffaele, nonché vice presidente di Salute allo Specchio, ad aprile i lavori, sottolineando che ci troviamo di fronte ad una crescente mole di informazioni sui temi della salute e dell’alimentazione  ma nel contempo tante sono le teorie antiscientifiche diffuse soprattutto sul web, che hanno convinto gli organizzatori a preparare questa giornata di discussione e approfondimento.
Un’alimentazione sana, associata ad un’adeguata attività fisica e al controllo di alcuni fattori di rischio (ad esempio fumo e alcol), costituisce –ha detto Di Mattei- uno strumento fondamentale nella prevenzione e gestione di numerose patologie. Un regime dietetico equilibrato, oltre a fornire un apporto di nutrienti necessari a soddisfare i fabbisogni dell’organismo, consente anche di introdurre elementi che svolgono una funzione preventiva e protettiva nei confronti di determinate condizioni patologiche, tra cui i tumori. Mangiare troppo e in maniera non appropriata, infatti, può causare sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete e, quindi, aumentare il rischio di varie malattie”.
 
A sua volta, Mauro Grimoldi, psicologo e direttore scientifico della Casa dei Diritti, ha parlato del  “crescente interesse del pubblico sui temi dell’alimentazione e della salute” che ha portato  le persone ad utilizzare sempre più nuovi prodotti come il Curcuma, largamente impiegata come spezia soprattutto nella cucina indiana, le bacche di Goji e i  semi di canapa.
 
“Con l’incontro di oggi –ha precisato Grimoldi-  e  con la nostra iniziativa, che proseguirà in futuro con varie modalità, vogliamo contribuire a fare maggiore chiarezza per aiutare tutti a vivere meglio”.

Gruppo ospedaliero San Donato: aspetti psico-sensoriali della sana alimentazione e Programma EAT

A sottolineare lo stretto legame tra la salute dell’uomo e quella dell’ambiente è stato il dottor Lelio Morricone, responsabile scientifico del Progetto EAT-Alimentazione sostenibile e direttore del Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiovascolare, IRCCS Policlinico San Donato, che ha ricordato come “Le malattie cronico-degenerative rappresentano oggi in Italia la causa principale di richieste di assistenza sanitaria. Molte di esse, come indicato dall’OMS, sono attribuibili a comportamenti che si instaurano sin dalla infanzia, come l’eccessivo consumo di alimenti ipercalorici e nutrizionalmente poveri insieme a una ridotta attività fisica, con il conseguente aumento di obesità e sovrappeso. L’Istituto Superiore di Sanità riporta che in Italia il 22,9% dei bambini è in sovrappeso e l’11,1% è obeso. Intervenire attraverso la prevenzione e farlo sui giovani rappresenta quindi un investimento cruciale per la salute di oggi e del futuro”. 
Lelio Morricone, Direttore del Servizio di Nutrizione (IRCCS Policlinico San Donato), Responsabile scientifico EAT-Alimentazione sostenibile

Ed ecco l’intervento svolto dal dottor Lelio Morricone

“E’ ormai nota e ben stabilita la relazione esistente tra obesità ed alcuni tipi di tumore. I meccanismi che correlano l’obesità ai tumori sono ben chiari, e si possono strettamente rapportare alla presenza di cattivi stili di vita ed alimentazione scorretta.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica, tra gli obiettivi per ridurre del 25% le patologie cronico-degenerative nei prossimi 10 anni, una crescita zero di obesità e diabete.
L’obesità permane tuttavia un enorme problema a livello planetario, tanto da poter essere definita una epidemia.
Essa interessa gli adulti ma anche i bambini e gli adolescenti; in Italia si stima che circa un terzo dei bambini e degli adolescenti siano obesi o sovrappeso., se pur con differenze loco-regionali.
Risolta pertanto urgente ed improcrastinabile un intensivo intervento di prevenzione, atto a ridurre l’entità del fenomeno.
Da molti anni il Gruppo Ospedaliero San Donato Foundation è impegnato su questo fronte, promuovendo e sostenendo attivamente il programma EAT Educational.

EAT Educational è un programma di intervento multicomponente per la promozione della salute e la prevenzione dell’obesità indirizzato a ragazzi dagli 11-15 anni, ideato dai medici nutrizionisti dell’IRCCS Policlinico San Donato. Nato dal 2009, come progetto di intervento, prevenzione e ricerca, il progetto EAT, alla luce dei risultati conseguiti, è diventato un programma permanente, promosso e sostenuto dalla Gruppo Ospedaliero San Donato Foundation. Fino ad oggi ha coinvolto oltre 5000 adolescenti (età media 13.2 anni) di 22 scuole, le loro famiglie e gli insegnanti.

È previsto che tutti i partecipanti siano pesati e misurati, a scuola, direttamente da personale medico, all’inizio ed al termine dell’intervento, cioè dopo 18 mesi; inizialmente tutti i partecipanti compilano, con assistenza in tempo reale, un questionario sulle principali abitudini alimentari, relative agli stili di vita e al movimento.

L'intervento comprende lezioni in classe di educazione alimentare e al movimento svolte da medici e da nutrizionisti alla presenza degli insegnanti; viene fornito un libro di testo redatto dai nutrizionisti a supporto degli argomenti trattati, rivolto agli adolescenti e alle loro famiglie; inoltre vengono distribuiti ai ragazzi un contapassi per il monitoraggio dell’attività fisica quotidiana e una borraccia (fabbricata con materiale ecologico e sano) per favorire l’adeguato apporto di acqua; l’intervento prevede anche l’invio di SMS come rinforzo educativo agli adolescenti e ai loro genitori.
Inoltre si cerca di attuare una modifica dell’ambente scolastico con (quando possibile, in riferimento alle normative) l’installazione di distributori automatici salutari contenenti snack sicuri e di qualità selezionati dai medici nutrizionisti, e con l’esposizione di poster educativi del “Il PIATTO IN-FORMA” e di altri argomenti relativi all’alimentazione sana ed equilibrata. Tutto il materiale viene fornito gratuitamente, come, naturalmente, viene fornito alla scuole a titolo gratuito tutto il programma.

I dati scientifici emersi dall’attività di EAT hanno dimostrato l’efficacia del programma nel praticare cambiamenti concreti già dopo due anni scolastici, sia nelle abitudini alimentari sia negli aspetti comportamentali, incrementando la consapevolezza nella scelta degli alimenti e la propensione al movimento dei ragazzi e delle famiglie con conseguenti cambiamenti degli indicatori antropometrici.
In particolare EAT ha mantenuto un elevato consumo settimanale di frutta e verdura, mentre ha ridotto quello di bevande con zuccheri aggiunti o di snack poco salutari. E’ stato possibile incrementare l’utilizzo dell’acqua (fondamentale) e si è riscontrato un incremento significativo dell’attività fisica e del numero di passi giornalieri; la prevalenza dei ragazzi in sovrappeso è scesa dal 25,5% al 17,6%, e quella dei ragazzi obesi dal 9.2% al 6,8%.

Il progetto si è giovato del monitoraggio del Comitato Tecnico e Scientifico “SCUOLA per EXPO 2015” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il patrocino del Comune di San Donato Milanese e della Regione Lombardia e in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Ha partecipato inoltre al bando internazionale “best sustanaible development practices on food security” ed è stato selezionato (su 9622 progetti presentati a livello mondiale) tra i 749 finalisti che sono stati presentati con spazio dedicato ad EXPO 2015. Inoltre è stato valorizzato dalla “stella d’argento”, un riconoscimento particolare riservato solo a 35 tra i 749 progetti selezionati1.

Per verificare i risultati ottenuti è stato disegnato e completato anche uno studio scientifico, con la presenza di un gruppo di intervento ed un gruppo di controllo, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2016 sulla prestigiosa rivista Internazionale “Obesity”2.
EAT Educational è diventato ora anche un progetto che si rivolge a tutta la popolazione e a tutte le fasce d’età, per sensibilizzare su corretti stili di vita e sana alimentazione, come strumenti fondamentali per prevenire le malattie. Il progetto ha voluto rivolgere la propria attenzione a temi come l’alimentazione in gravidanza e negli sportivi, ha affrontato le complesse relazioni esistenti tra sonno e alimentazione e le particolari condizioni patologiche che si giovano di una sana alimentazione come principio generale di cura come le cardiopatie, il diabete, le patologie del cavo orale: tutti le pubblicazioni con i consigli alimentari di EAT sono scaricabili gratuitamente dal sito del progetto.

Il tutto senza perdere di vista gli aspetti di cultura e tradizione legati al cibo ed al gusto. Mangiare bene ha importanti risvolti psicologici e saper apprezzare i cibi è – prima di tutto – cultura e conoscenza, non solo degli alimenti, ma anche del territorio dove viviamo e delle opportunità che ci offre. La vista di un buon cibo, l’apprezzare i suoi profumi, l’imparare a prepararlo al meglio, assaggiarlo e consumarlo nelle giuste quantità: tutto ciò non è precluso a chi sceglie di nutrirsi in modo corretto ed equilibrato.

Per maggiori informazioni visitare i seguenti siti:
www.progetto-eat.it

http://www.saluteallospecchio.it/web/
http://www.amicidellacasadeidiritti.it/
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