Si è conclusa a Fermo "Tipicità" con un bilancio più che positivo

11/03/2017

di Alba Simigliani


Giornate importanti e pregnanti quelle che dal 3 al 6 marzo si sono svolte nelle province marchigiane in un intenso susseguirsi di degustazioni, e assaggi di territori, proposte turistiche ed esperienziali organizzate dal Comune di Fermo insieme a molti enti locali ed imprese attente al valore delle identità e dei luoghi. 
A Tipicità abbiamo visto un territorio che rinasce!

Il terremoto appartiene al passato, non ne vogliono più sentir parlare qui! Questo fiero territorio vive ancora le difficoltà, ma punta tenacemente a rilanciare l'economia e la promozione turistica. Con la gioia e la consapevolezza di aver imboccato la strada giusta, da questa consolidata iniziativa si ritrova la forza, l'energia, il coraggio di combinazioni nuove, di percorsi inesplorati e torna a fiorire, anche sulle rovine, la primavera!

“ Venite nelle Marche” è l'invito unanime di amministratori, associazioni ed imprenditori.
Accoglienza, diversità, lungimiranza, Tipicità rappresenta per tutti una risorsa preziosa da cui ripartire; è un grande contenitore culturale di analisi e di elaborazione di idee . Qui c'è ricerca. Qui si raccolgono le sfide del nostro tempo.
“Il segreto della nostra longevità è quello di aver sempre monitorato lo scenario psicografico ed economico motivazionale dei territori, di innovarci nei contenuti. La nostra missione è rendere appetibile a livello globale identità e valori territoriali- ha affermato nella inaugurazione Angelo Serri, Direttore di TipicitàTipicità non è più una Fiera e neanche un semplice Festival, è un contenitore di eventi. In questa edizione oltre 90, tra cibi di alta gamma, creatività, manualità e territori a confronto”.

Molto più che un Festival, dunque, che parte dalla “Zona Rossa” per “agguantare” il futuro. Questa è la denominazione dello spazio dedicato alle località più colpite dal recente sisma, ma che con la forza del proprio patrimonio di bontà e di bellezza, di tradizioni e di genius loci enogastronomico vuole ripartire.  
Si è conclusa a Fermo "Tipicità" con un bilancio più che positivo
Nata come vetrina, Tipicità è diventata un importante Laboratorio di idee. Facendo sempre scelte di qualità, oggi è ancora più convinta ad operare nella eccellenza e ad incentivare e proseguire su questa strada e su quella della identità territoriale.
Terra del “saper fare”, con Tipicità questo territorio ha travalicato i confini regionali e nazionali e tra identità e varie offerte culturali, turistiche e gastronomiche si apre al confronto internazionale con la Cina , Emirati Arabi Uniti, con Russia, Moldova e Stati Uniti.

Un Format sorprendentemente attuale, perché negli anni ha saputo crescere, rinnovarsi, inglobare, aggregare, superando quei particolarismi che frenano e impediscono spesso un reale progresso e sviluppo. Una vera e propria rivoluzione copernicana che fa emergere la parte migliore dell'Italia!
Le esperienze ed i confronti non finiscono nel grande Padiglione di Fermo Forum, continuano la sera anche nel centro storico della bella città di Fermo con Tipicità in the City.
Tipicità si fa pioniere di un modello indispensabile ed imprescindibile su cui riflettere e i cui contributi e risultati interessano e comprendono tutto lo sfaccettato panorama enogastronomico non solo marchigiano.
Una sola regione abbraccia il mondo e restituisce un mondo di saperi e di sapori indispensabile per meglio interpretare il presente ed intercettare il futuro.
Nei saluti delle Istituzioni, negli interventi di esperti e cattedratici, nelle riflessioni dei numerosi incontri il riconoscimento è unanime, Il plauso ad una iniziativa consolidata nel tempo e che fa risplendere al meglio questa regione è doveroso.
Sapendo cogliere con tempestività i repentini cambiamenti, rispondere alle esigenze che mutano velocemente, gli ideatori e gli organizzatori hanno coniato uno slogan quanto mai appropriato, efficace e sostanziale che sollecita tutti i campi e tutti gli attori della scena regionale, nazionale e internazionale: “Dalle radici nel Futuro”.

“E' una Tipicità che esplora il futuro afferma Angelo Serri nel commentare gli esiti della Venticinquesima Edizione appena conclusa e che rappresenta un momento di rinascita per le tantissime eccellenze che questi territori esprimono!”
Qui si è respirata aria di rinascita, di ripartenza. Il bello e il buono sono tornati al centro della scena in un incredibile sfoggio di qualità, visione creativa, voglia di presentarsi al mondo con ancora maggiore forza.
226 realtà presenti, oltre 11.500 biglietti staccati.
Una Tipicità bellissima sotto l'aspetto scenografico, una vero EXPO con tante aree interattive e ben 110 eventi!

Un modello esemplare, da esportare e a cui ispirarsi.
Raccontare e mettere a confronto le differenze senza pregiudizi, puntare alla convivenza costruttiva fra le diversità è la sfida più grande del nostro tempo. Accogliere richiede prima di tutto un passaggio culturale, una conquista di consapevolezza che ha ripercussioni positive in tutti i campi del vivere: dai servizi al turismo, dalla ristorazione ai trasporti e così via”, è il pregnante messaggio dei sempre presenti ed infaticabili organizzatori: Angelo Serri e Alberto Monachesi.

I numerosi Convegni e l'Accademia hanno rappresentato il cuore pulsante di Tipicità. Una esperienza gastronomica e culturale indimenticabile in cui si sono “esibiti” tanti personaggi famosi fra cui Michele Mirabella, il Signor Elisir, che è stato il protagonista dell'incontro dedicato al rapporto tra cibo sano, movimento e longevità attiva.
Il tema dei cooking show di questa edizione è stato tutto imperniato sul rapporto tra materie prime locali e linguaggio internazionale del cibo ed interpretato al meglio dai numerosi e prestigiosi chef presenti fra cui Giacomo Gallina, uno degli ambasciatori dell'italian style nel mondo e Ciccio Sultano, due stelle Michelin, personaggio emblematico, scelto da Tipicità per la Lectio Magistralis durante la quale ha riaffermato l'assoluta necessità di restare legati al territorio e ha sottolineato che per lui “ Creare un piatto è come improvvisare nel jazz: puoi rifarlo mille volte, ma rispecchia sempre emozioni e umori di quel momento”.
In Accademia non poteva mancare Enrico Derflingher, chef di fama planetaria, dai Reali d' Inghilterra alla Casa Bianca. Senza dubbio uno degli ambasciatori più rappresentativi dell'Italia nel mondo che parla un linguaggio internazionale, ma conserva radici molto salde in Italia. Nominato per quattro volte tra i primi 10 chef al mondo nella “Five Star Diamond Award as one of the World's Best Chefs”. Premiato “Fuoriclasse” al Vinitaly, è Presidente Euro Toques International.

Al Forum di apertura Adriana Pannitteri, nota conduttrice del TG1, ha aperto il dibattito cui sono intervenuti diversi esperti ed i Rettori delle Università di Macerata, di Camerino e dell'Università Politecnica delle Marche.
Gli interventi hanno composto un mosaico ricco e completo incorniciato dalle parole d'ordine: rigenerazione e rinascita e dal motto vincente: insieme si è più forti!

Si è parlato di occasione unica quella offerta da Tipicità per riflettere sui temi e le problematiche che si delineano nello scenario mondiale dove l'orientamento, molto preoccupante, è quello della chiusura e del protezionismo. Un reale pericolo e una grandissima limitazione per l'economia come quella marchigiana che punta soprattutto sull'esportazione dei prodotti manifatturieri di eccellenza che si posizionano sulle fasce alte.

I numerosi interventi hanno ribadito che in un mondo sempre più competitivo la formula vincente è puntare sulla qualità e fare rete per crescere e sostenere i costi che il mercato mondiale impone. La qualità è nel DNA delle Marche, è stato ricordato, e si poggia su piccole e medie imprese. La morfologia geografica non fa immaginare grandi industrie, ma quelle esistenti sono chiamate ad unire le forze per poter investire su ricerca e sviluppo.

Tutti consapevoli che pur restando fedeli alle proprie radici occorra consolidare le relazioni col mondo e costruire nuovi paradigmi, nuove strade, superare i confini ed impaginare il futuro partendo dalla propria distintività.

Le soluzioni vanno costruite su valori positivi condivisi, nella collaborazione, nella cooperazione, nella solidarietà e soprattutto investendo sull'istruzione, è il messaggio che arriva forte e chiaro anche dai Rettori delle Università delle Marche.
Grande voglia di futuro e diffusa solidarietà, è questa la piattaforma su cui costruire il domani. Tipicità si è prestata volentieri ad essere la casa di questo sentiment e con il Gran Tour delle Marche lavoreremo ancora più alacremente insieme a tutta la community di Tipicità per diffondere il seme di una consapevole e fattiva rigenerazione del nostro territorio”- con questo saluto del Direttore Angelo Serri scende il sipario sui 25 anni di Tipicità, ma noi continueremo a raccontare le molteplici eccellenze artigianali e produttive, le bellezze e le bontà delle diverse realtà di questo territorio su cui l' Evento appena concluso ha acceso i riflettori.
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