Slow Food ospita il Consiglio informale dei 28 Ministri europei dell'agricoltura presso l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Carlo Petrini ha dato il benvenuto alla delegazione dell’Unione europea

07/10/2014

Slow Food ospita il Consiglio informale dei 28 Ministri europei dell'agricoltura presso l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Lunedì 29 settembre, Slow Food ha ospitato i 28 ministri europei dell’agricoltura e della pesca presso l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) per un incontro informale che ha visto gli interventi del Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Dacian Ciolos, del Ministro italiano delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, del presidente di Slow Food Carlo Petrini e del rettore dell’UNISG Piercarlo Grimaldi.

Dacian Ciolos, nel suo caloroso discorso, si è complimentato con Slow Food e con l’Università dicendo: “Vengo sempre qui con piacere perché è come sentirsi a casa. Questo perché ho le stesse convinzioni di Slow Food: entrambi crediamo che la tradizione sia una questione moderna e che ciò che proviene dal passato e dalla tradizione sia fortemente in linea con ciò che ci aspettiamo per il futuro. […] Credo che, con l’arrivo dell’Expo nel 2015, il messaggio che l’Italia e l’Europa vogliono mandare sia che tradizione significa futuro, significa modernità.”

Maurizio Martina nel suo discorso ha dichiarato: “L’Europa ha una grande responsabilità: quella di condurre il dibattito sulla sicurezza alimentare mondiale, uno dei temi più importanti per il futuro del nostro pianeta. […] Sentiamo il peso di questo incarico, ma anche la necessità di affrontare con concretezza e determinazione la questione della lotta alla fame nel mondo. È il momento di pensare a politiche di sviluppo, a modelli agricoli che sappiano mettere insieme innovazione e sostenibilità per poter rispondere alle esigenze che anche recentemente la FAO ci ha ricordato. Ridurre la povertà alimentare è possibile, ma solo se l’Unione europea per prima metterà in campo azioni specifiche in una cornice strategica che sta a noi scrivere.”

Carlo Petrini ha dato il benvenuto alla delegazione dell’Unione europea dicendo: “L'occasione della riunione dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione europea a Pollenzo è un onore straordinario per questa terra, per l'Associazione Slow Food e per l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.”

Le istituzioni europee giocano un ruolo importante nelle decisioni riguardo il futuro del cibo e dell’agricoltura nell’Unione europea, ed è per questo che Petrini ha concluso il suo discorso affermando: “L'Unione europea porta sulle spalle un grande fardello, fatto di opportunità e di speranze, ma anche di legittime attese da parte del resto del pianeta, che guarda al nostro mercato ed alle sue regole come una chiave per interpretare, e talora costruire, il proprio futuro. Garantire a tutti, e in particolare ai gruppi più vulnerabili, l’accesso a un cibo sano, prodotto in modo sostenibile, che nutra con la cultura e non solo le calorie, è un obiettivo possibile, verso il quale Slow Food e l'Unione europea possono e moralmente debbono procedere, innanzitutto favorendo produzioni di piccola scala, tradizionali, destinate al mercato locale.”

Dopo la sessione di dibattito, i 28 ministri europei sono stati invitati ad assaggiare e a scoprire alcuni prodotti tradizionali europei dei Presìdi Slow Food e dell’Arca del Gusto, due progetti che proteggono le produzioni alimentari artigianali di piccola scala. Ogni Paese europeo è stato rappresentato da un prodotto, affiancato dal suo produttore, per fare un modo che potesse spiegare l’importanza e il valore di questi cibi e i problemi sociali e politici che i produttori devono affrontare durante la produzione e nel momento della vendita.
Dalla Bulgaria, Dessislava Dimitrova, rappresentante dei piccoli produttori della rete locale, ha sottolineato che i piccoli produttori vengono abitualmente esclusi dalle decisioni e dalle trattative politiche. Proprio per questo la rete bulgara spera fortemente che la nuova Politica Agricola Comune supporti i piccoli produttori.

Con questa iniziativa, Slow Food spera di aver offerto ai 28 ministri un panorama della vasta biodiversità alimentare europea e di aver portato la loro attenzione sulle realtà di questi piccoli produttori, espressione di un’agricoltura familiare che ancora oggi è viva e produttiva grazie al lavoro di custodi del sapere tradizionale, della biodiversità, del paesaggio e della gastronomia europea. Lo scopo di questo incontro è stato inoltre incoraggiare coloro che possono influenzare le linee politiche europee ad agire e proporre politiche che prendano in considerazione le esigenze specifiche dei piccoli produttori.
I prodotti sono strettamente connessi con il territorio, la cultura, le tradizioni locali e sono quindi testimoni del patrimonio culinario che ogni paese possiede e che vale la pena di essere preservato e protetto.
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