Soave, ovvero il paradiso di Bacco: Valpolicella, non solo vino, ma ………tante golosità

20/01/2017

Soave, ovvero il paradiso di Bacco: Valpolicella, non solo vino, ma ………tante golosità
di Ines Roscio Pavia

Distratti dallo scenario del lago di Garda che si trova proprio a due passi ed ammirato la bellezza della celeberrima Verona, ci addentriamo in una valle turisticamente poco conosciuta, ma della quale apprezziamo i grandi vini e non solo. La valle ha in serbo un insieme di buona tavola, tradizioni popolari, paesaggi indimenticabili, antiche chiese, maestose ville, villaggi costruiti con pietre appena sbozzate e squadrate, pievi medioevali. Il nome Valpolicella sta ad indicare un’ampia porzione di territorio che comprende non una sola valle, ma addirittura tre, percorse da torrenti, il Negrar, il Marano e il Fumane. A questo va aggiunta una larga fascia pianeggiante sulla sinistra dell’Adige. Il particolare tipo di territorio presenta una vegetazione altrettanto tipica, frutteti nella parte pianeggiante con filari di peschi e ciliegi, olivi e vigne nella parte collinare, boschi di castagni, faggi ed abeti nelle zone montagnose.

La nota dominante dei prodotti della zona è il vino. Gli intenditori assicurano che era famosa per la produzione di “vino retico” (l’antenato del Valpolicella) fin dai tempi dell’antica Roma, di cui poeti e scrittori ne decantavano sapore e bontà. Il Valpolicella dei giorni nostri è un vino di un bel colore rubino, il profumo rievoca le bellezze delle terre in cui le uve sono maturate, varia secondo i luoghi di produzione, ricorda quello della mandorla, del giaggiolo, della viola e della rosa: Valpolicella Classico Superiore doc, Amarone docg. Un altro grande vino è il Recioto docg, la cui denominazione risale al 1800 e deriva dal termine dialettale recia (orecchio) in quanto allora, fra le uve scelte, si facevano appassire anche quelle ricavate dalle parti laterali dei grappoli più grossi, le recie o orecchie. Il Recioto sarebbe un vino amabile da dessert, ma trattato opportunamente diventa Recioto Amarone che è un vino da arrosto.
Soave, ovvero il paradiso di Bacco: Valpolicella, non solo vino, ma ………tante golosità
E’ impensabile per i veronesi far macerare la carne equina per preparare la Pastisada de’ Caval in altro vino che non sia l’Amarone. Questo piatto è tipico della zona. Si tratta di uno stracotto con verdure e aromi, molto appetitoso che viene servito con polenta o come condimento per gli gnocchi.

Entrando nelle aziende vinicole locali è divertente ed istruttivo visitare le cantine con soffitto a volta scavate nel tufo e spendere tempo a curiosare fra la raccolta di vecchie tappatrici ormai in disuso, ma degne di un museo.

Come non parlare dell’ottimo olio extra vergine di oliva e di cortili disseminati di arnie che danno dolcissimo miele? Negli agriturismi è possibile gustare il pranzo tradizionale che, come antipasto, offre soppressa e lardo con fettine di polenta, seguite dal risotto all’Amarone, risotto coi cucchi (una saporita erba di campo), bigoli, tortel con l’erba amara, stracotto di musso (asino), carne alla brace, faraona arrosto al profumo di timo, l’immancabile baccalà. Il tutto accompagnato da buon pane fatto in casa al rosmarino, al miele o al profumo di spezie. La conclusione spetta alle pissotte, dolci a base di pastafrolla imbevuti nella grappa.
Soave, ovvero il paradiso di Bacco: Valpolicella, non solo vino, ma ………tante golosità
Se abbiamo tempo di addentrarci più profondamente nella valle verso i monti Lessini, possiamo ammirare uno spettacolo naturale unico il Ponte di Veja, che non è un’opera di ingegneria, ma un ponte naturale, si suppone dovuto al crollo della volta di una grotta. Sotto il ponte uno strapiombo di trenta metri. Pare che Dante nella Divina Commedia si sia ispirate a questo inquietante paesaggio per la descrizione dei ponti infernali di Malebolge. Altro grande spettacolo il parco delle cascate a Molina dove possiamo ammirare la scenografica caduta di venticinque metri della cascata Spolverona.

Veneto, grande regione di vini: come dimenticare la produzione enologica di Soave, un comune bandiera arancione del Touring Club Italiano? La città ci accoglie con l’imponenza del Castello Scaligero che risale al mille per raggiungere, nei secoli, l’attuale imponente profilo che mostra la maestosa rocca centrale al culmine di una possente cinta muraria che richiama echi medievali, mentre tutto interno ammiriamo un rincorrersi di filari di vigneti che ci regalano un superbo vino Doc. Il Soave Doc è uno dei vini bianchi più apprezzati in Italia. Il Consorzio di tutela comprende la varietà Classica, Superiore e Recioto Docg.

Maggio e settembre sono i mesi in cui è possibile assistere della festa medioevale del vino bianco Soave. Una grandiosa scenografia con rievocazioni storiche ricche di figuranti, falconieri, giullari, menestrelli, cavalieri e dame di corte, mostre di arte e di antichi mestieri e l’ormai famosa Fontana del Vino. Momenti di.vini in cui la città di Soave, per esaltare l’uva Garganica, diventa il paradiso di Bacco.
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