Solo i Pizzoccheri della provincia di Sondrio si possono chiamare "della Valtellina"

Secondo i giudici illegittimo l'uso della denominazione da parte di altri produttori

18/04/2014

Solo i Pizzoccheri della provincia di Sondrio si possono chiamare "della Valtellina"

I Pizzoccheri sono della Valtellina e solo della Valtellina: lo hanno sancito i giudici del Tribunale delle Imprese di Milano che, con la sentenza datata 4 aprile 2014, hanno dato ragione al Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina e al Pastificio di Chiavenna, condannando il Pastificio Annoni di Fara Gera d’Adda, nella bassa Bergamasca, per l’uso illegittimo dell’indicazione ‘della Valtellina’ per contraddistinguere i propri prodotti. I giudici parlano apertamente di ‘sleale concorrenza’, in quanto l’azienda, con stabilimento a sud dell’autostrada Milano-Venezia, “vuole attrarre il consumatore attraverso l’assunta provenienza del prodotto dai luoghi della sua storica origine, laddove, invece, se si trattasse di una semplice indicazione di ingredienti o di sistema produttivo occorrerebbe usare espressioni ben diverse”.

Per i giudici della sezione ‘A’ del Tribunale delle Imprese di Milano, quella che si occupa di diritto industriale e di concorrenza sleale, una delle più importanti in Italia, il Pastificio Annoni è giudicato doppiamente colpevole: di concorrenza sleale nei confronti del Pastificio di Chiavenna e dei produttori della provincia di Sondrio, i soli a poter commercializzare i Pizzoccheri con l’indicazione ‘della Valtellina’, in quanto prodotti all’interno di un’area delimitata; di uso illegittimo e ingannevole dell’indicazione geografica ‘della Valtellina’, in quanto induce a credere che i Pizzoccheri siano prodotti in Valtellina. La Valchiavenna, sede dello stabilimento del Pastificio di Chiavenna, viene ovviamente assimilata alla Valtellina, in quanto valle laterale.

Il Tribunale ha quindi inibito, con effetto immediato, l’utilizzo dell’indicazione ‘della Valtellina’ al Pastificio Annoni che dovrà distruggere le confezioni e i materiali promozionali con tale indicazione e non potrà più commercializzare i Pizzoccheri della Valtellina, pena il pagamento di 200 euro per ogni confezione venduta. Il Pastificio Annoni dovrà inoltre risarcire i danni causati al Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri e al Pastificio di Chiavenna, nonché pagare le spese di giudizio.

Una vittoria su tutta la linea per la Valtellina enogastronomica e per i produttori di Pizzoccheri, secchi e freschi, poiché la sentenza di primo grado riconosce l’esclusività dell’indicazione ‘della Valtellina’, aprendo la strada alla ripartenza dell’iter per l’ottenimento dell’Indicazione geografica protetta fermo da anni, com’è noto, proprio per l’opposizione del Pastificio Annoni, nel frattempo ceduto a Pasta Lensi, società di proprietà di American Italian Pasta Company, a sua volta nella galassia della multinazionale americana Ralcorp Holdings, che rivendicava le origini storiche dei Pizzoccheri nell’area della bassa Bergamasca e che chiedeva l’allargamento della zona di produzione. Il Comitato valtellinese, fieramente, sempre sostenuto dagli enti e da tutti gli attori del territorio, si è opposto a quello che si configurava come un falso storico, uno scippo che la Valtellina tutta non avrebbe mai potuto accettare, se non in presenza di prove inoppugnabili.

Con questa sentenza in mano, il Comitato si presenterà alla Regione Lombardia e al ministero per le Politiche agricole chiedendo l’accelerazione dell’iter per la concessione dell’Igp ai soli Pizzoccheri prodotti in provincia di Sondrio.
 


Un momento della conferenza stampa sulla decisione dei giudici

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