Speciale ESTATE 2017

03/08/2017

 

 

I "Libri per l'Estate" per allietare le tue ore in spiaggia o in montagna

 

Torna puntuale con l’arrivo delle vacanze il nostro Speciale “Libri per l'Estate” per accompagnarvi in questo mese di vacanza.

Lo speciale libri per l’estate è pronto per suggerirvi, due giorni a settimana per tutta l’estate, libri, titoli, saggi, guide e romanzi per allietare le tue ore in spiaggia o in montagna.

 

Con un filo conduttore, come sempre, particolare: la qualità della lettura e con un occhio particolare agli aspetti che riguardano il cibo, il turismo, il viaggio

 

Troverete quindi consigli per le tue letture, recensioni di libri che affrontano vari aspetti di attualità da diversi punti di vista, trame e informazioni sugli autori. 

 

Nelle prossime puntate parleremo quindi di vini, di turismo, di viaggi, di terra e prodotti del territorio. Romanzi, guide, manuali e saggi, magari letti in totale relax, vicini a un panorama da sogno.

 

Quindi, mettetevi comodi e buona lettura! Comincia il viaggio di Libri per l’estate con il libro La favolosa storia delle verdure

 

 

"La favolosa storia delle verdure" di Éveline Bloch-Dano

 

Évelyne Bloch-Dano ha scritto “La favolosa storia delle verdure” sull'origine e la diffusione di quel che dalla campagna arriva sulle nostre tavole e il cui valore cambia con gli stili di vita.

Tutti prodotti della coltivazione naturale e dell'orto sono di gran moda. E come potrebbe essere altrimenti?

Chi non apprezza le insalatone condite con uno dei migliori prodotti mediterranei come l'Olio?

 

Nel recensire questo libro Marco Belpoliti su La Repubblica ha ricordato come gli ortaggi non piacciono a tutti. Come sa chi ha cresciuto bambini, almeno fino ai dieci-dodici anni Una repulsa verso le “cose verdi”. Anche nelle tavolo reali e nobiliari era respinto mentre ora viene apprezzato.

 

Lévi-Strauss ci ha illuminato quando ha detto che la cucina non solo è “buona da mangiare”, ma è “buona da pensare”.

 

Cardi e carciofi, topinambur, cavoli, pastinaca, carote, piselli, pomodori, fagioli, zucche, peperoni: quando si mangia la verdura, si inghiotte la storia del mondo. In un ortaggio si incontrano la grande Storia e la storia dei ricordi di ognuno di noi: le conquiste, la via delle spezie, l'apertura di passaggi marittimi, il commercio tra gli Imperi, l'economia, la diplomazia e la politica mescolati a racconti di madri e padri, di nonne e nonni, cucine e dispense piene di sapori. Passando da un orto a una poesia, da un quadro a un'ortolana che con la voce squillante tesse le lodi dell'insalata appena colta; da una canzone a un conquistador che trasporta nuovi germogli e condimenti nelle murate della sua caravella, l'autrice ritrova le tracce di una storia favolosa che porta il lettore di paese in paese, da una sfera simbolica a un'altra - perché le carote fanno gli occhi belli e i bambini nascono sotto i cavoli? - viaggiando nello spazio e nel tempo, dalla sfera collettiva a quella più intima.

 

Nel libro c'è un capitolo dedicato all'Italia, alla Sicilia e ai suoi mercati da tempo meta delle vacanze e luogo del cuore dell'autrice.

 

Un libro appassionato e appassionante. – Le Monde

Una biografia, delle verdure, ricca di aneddoti, riferimenti letterari, musicali e artistici, che instilla la curiosità di saperne di più. – TLS

Évelyne Bloch-Dano ci consegna un piacevolissimo e istruttivo libro – Marco Belpoliti su la Repubblica

 

Il libro ha venduto 20.000 copie in Francia ed è stato tradotto negli Stati Uniti, Germania, Brasile, Romania, Turchia.

Évelyne Bloch-Dano ha scritto, tra gli altri, diverse biografie di donne: Madame Zola, Flora Tristan,La signora Proust (Il melangolo, 2006), George Sand. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue. È membro della giuria del Prix Fémina e del Prix François Mauriac.

 

“La favolosa storia delle verdure” di Éveline Bloch-Dano

Add Editore

Traduzione: Sara Prencipe
Prefazione: Michel Onfray

Pagine: 192
Prezzo libro: 16.00 €
 

 

 

 

  Speciale INformaCIBO by Saporie

 

 

"Vino: femminile, plurale" di Cinzia Benzi

 

 

L'autrice del libro "Vino: femminile, plurale", Cinzia Benzi, originaria del Monferrato e giornalista curiosa, per far conoscere le storie di alcune donne del vino dà voce a 14 di loro, dalla Francia al Piemonte alla Sicilia: Sandrine Garbay, Julie Gonet Médeville, Anna e Valentina Abbona, Raffaella Bologna, Cristina Ziliani, Camilla Lunelli, Marilisa e Silvia Allegrini, Ginevra Venerosi Pesciolini, Cecilia Leoneschi, Susy e Caterina Ceraudo, Silvia Maestrelli, e racconta con bravura la loro vita privata e professionale nel mondo enoico, mettendo in luce valori e nuovi stili.

 

 

La scrittrice narra con empatia, acume, delicatezza e ironia i percorsi di vita di queste donne tenaci e coraggiose: enologhe, responsabili commerciali e della comunicazione o proprietarie factotum delle loro aziende, sono loro che portano nuovi valori e nuovi stili in uno dei settori più interessanti del life style italiano.

 

 

L'altro obiettivo del libro è quello di sostenere con i proventi la onlus "Food for soul", l'organizzazione non profit fondata dallo chef Massimo Bottura che mira ad accrescere la consapevolezza sociale su temi come lo spreco alimentare e la fame, promuovendo iniziative in collaborazione con chef, artigiani, artisti, designer ed enti.

 

Nella prefazione lo chef Bottura omaggia le figure femminili muse del suo lavoro: "Da Lidia Cristoni, mio mentore alla Trattoria del Campazzo, ho imparato a essere cuoco e quanto sia fondamentale condividere con l'intera brigata un pasto come una vera famiglia. Lara, mia moglie, ha fatto entrare l'arte, la bellezza e la cultura nella mia cucina. Mia figlia Alexa mi ha dato prova che bisogna guardare al passato senza nostalgia. A mia madre ho promesso di rendere visibile l'invisibile, e ho immaginato il Refettorio Ambrosiano e fondato Food for Soul, un progetto cultura che incoraggia a combattere lo spreco alimentare. Cucinare è un appello ad agire. E nelle storie narrate da Cinzia Benzi, il bello e il buono si uniscono".

Cinzia Benzi è autrice di diversi libri, con Giunti ha pubblicato Moreno Cedroni nel 2011 e Susci più che mai nel 2014.

 

Editore: Giunti Editore

Collana: I contorni di Piattoforte

Cinzia Benzi, Vino: femminile, plurale, Giunti, pp, 123, euro 12 libro

 

 

 

Pubblichiamo di seguito l’introduzione al volume Vino: femminile, plurale di Cinzia Benzi

 

 

Il vino è da sempre una delle mie ragioni di vita. Grazie a mio padre ho iniziato un percorso che mi ha portato a studiare una materia complessa, affascinante, una materia soprattutto dove la mia anima era parte essenziale per distinguere le apparenze dalla realtà, alla ricerca di ciò che è autentico. Esattamente come le donne di cui leggerete tra poco, che il vino lo producono, lo promuovono e lo comunicano mettendoci tutta la loro femminilità.

 

Questo libro nasce dalla volontà ben precisa di far conoscere le storie di alcune tra le "donne del vino" che stimo e ho avuto l'onore di incontrare attraverso i miei viaggi nel mondo enoico, storie che svelano le loro belle anime femminee, delicate, tenaci e intrise di vino nel dna. Sono solo alcuni dei racconti che mi piacerebbe narrare in futuro al punto che, con l’entusiasmo che mi contraddistingue, ho già in testa le tracce di un volume 2, 3, 4, chissà...

 

Questa certezza assoluta si rafforza mentre rileggo i miei appunti di momenti passati con molte donne del vino. Quei racconti emozionanti mi affiorano spesso alla memoria proprio quando sono intenta a degustare un loro vino.

 

Da lunghissimo tempo ho la convinzione che, se il vino è maschile singolare, il mondo del vino è femminile plurale.

 

 

La capacità delle donne di credere nel valore di squadra, la volontà di equilibrio nelle grandi famiglie del vino, la voglia di sfidare i pregiudizi e intraprendere carriere da sempre maschili o di reinventarsi una professione distante dalla formazione didattica le inducono frequentemente a percorrere strade impervie, lastricate di ostacoli, sempre con l’obiettivo di migliorarsi e migliorare.

 

Portare avanti tradizioni di famiglia rinnovate nei contenuti, attuare progetti con idee che guardano anche all’estero e sfide con se stesse pur cercando di non perdere mai lo sguardo rivolto al passato, alle proprie radici, ai propri genitori o a chi aveva insegnato loro un mestiere. Donne del vino che hanno conciliato la professione con un equilibrio da funambolo gestendo la famiglia, la vita privata, in molti casi i figli. Cambi generazionali, visioni contaminate da esperienze disparate, il privato che a volte limita la professione ma fa vivere loro, con gioia, la condizione essenziale di "dama del vino".

 

Ecco allora undici racconti di donne profondamente diverse tra loro che voglio citare, una ad una, ripensando all’esatto momento in cui ci scambiavamo confidenze, sempre davanti a un bel calice di vino.

 

Partiamo dalla Francia e in particolare da una terra a me molto cara, il Sauternais, a pochi passi da Bordeaux, con Sandrine Garbay, enologa di Château d’Yquem, celebre per produrre l’unico vino francese definito Premier Cru Supérieur. È una delle donne più note nel mondo del vino, che io conosco da molti anni e stimo per la sua positività, oltre che per la preparazione enologica. Nella stessa regione passiamo a narrare gli intrecci di vita di Julie Gonet-Médeville, figlia e nipote di storici produttori di Sauternes, rapita dal mondo del vino e decisa a investire la sua professionalità, tempo e denaro in quel settore.

 

Varcato il confine, dal Piemonte arriveremo fino alla Sicilia incontrando Anna e Valentina Abbona, mamma e figlia, tenaci condottiere della Marchesi di Barolo, un marchio conosciuto in tutto il mondo;

 

Raffaella Bologna, enologa, proprietaria con il fratello di Braida, una delle più prestigiose cantine del Monferrato; Cristina Ziliani, donna di comunicazione e alla guida, con il padre e i fratelli, di una delle più importanti cantine di Franciacorta, la Guido Berlucchi; Camilla Lunelli, dama delle relazioni esterne e signora delle bollicine trentine di Cantine Ferrari; Marilisa e Silvia Allegrini, zia e nipote, le "donne dell’Amarone" e non solo, capitane di Allegrini Estates, un marchio di successo noto in tutto il mondo; Ginevra Venerosi Pesciolini, toscana, a capo di Tenuta di Ghizzano, con i suoi progetti di sostenibilità; Cecilia Leoneschi, l’enologa di Castiglion del Bosco a Montalcino, cantina meravigliosa immersa nella natura e nella filosofia bio; Susy e Caterina Ceraudo, sorelle, calabresi, che hanno conciliato cantina e cucina elevando l’azienda di famiglia e portando anche all’estero una porzione d’Italia ricca di sorprese; Silvia Maestrelli, una toscana sull’Etna per sfidare il pregiudizio maschile in una terra infuocata proprio con vini unici.

 

Ebbene, questo viaggio virtuale tra Italia e Francia si svelerà attraverso i racconti inediti di queste donne del vino. Sono i miei appunti di viaggi e di interviste, intervallati da emozionanti degustazioni con i vini, che terrò fra i miei ricordi più preziosi. Ho preferito evitare i tecnicismi, fondando il dialogo su un principio assoluto: il rispetto estremo dell’argomento "vino". Narrazione e degustazione sono un binomio più che perfetto: si assaggia un buon vino proprio come si può leggere un racconto, stimolando una concentrazione totale a vivere, senza freni, quell’attimo.

 

Ogni "donna del vino" ha riflettuto a lungo su una semplice domanda introspettiva, che spero possa spingere anche chi legge a un’analisi del proprio vissuto e delle proprie emozioni:

 

il vino può nutrire la nostra anima e donarle un’impressione profonda per tutta la vita?

 

Tutte noi crediamo di sì.

 

 

 

 

 

Etica del turismo, un libro di Corrado Del Bò

 

Ci sono luoghi inadatti ad accogliere troppi visitatori, come le Galapagos. E' giusto in questi casi introdurre il numero chiuso, senza discriminare? Che cosa c’è di sbagliato nel farsi un selfie ad Auschwitz? O nell’andare a vedere le donne “dal collo lungo” in Thailandia? O nel farsi scortare dagli sherpa sull’Everest? O, ancora, nel fare le vacanze in un villaggio turistico situato nel Sud del mondo?

 

Sono alcuni degli interrogativi cui risponde questo volume, inquadrandoli in un’indagine teorica più ampia, che parte dalla definizione di turista e dalla distinzione fra turista e viaggiatore per arrivare alle nozioni chiave della riflessione morale sul turismo: responsabilità, sostenibilità, equità e rispetto delle differenze culturali.

 

Il libro scritto dal professore di Filosofia del diritto e Filosofia del Turismo, Corrado Del Bò, non offre soltanto una panoramica delle questioni etiche con cui i turisti e l’industria turistica si misurano o dovrebbero misurarsi, ma esplicita e discute anche i loro presupposti e le loro implicazioni, consentendo al lettore di acquisire maggiore consapevolezza degli effetti del turismo sulle persone e sull’ambiente, e favorendo così una riflessione più approfondita sul tipo di turismo che sarebbe moralmente auspicabile realizzare e sui limiti che possiamo giustificatamente invocare per quello attuale.

 

Corrado Del Bò

Ricercatore di Filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Milano e insegna Etica e filosofia del Turismo alla Fondazione Campus di Lucca.

 

Le sue aree di ricerca sono le teorie della giustizia, il rapporto tra diritto e morale, il liberalismo politico. Tra i suoi: Un reddito per tutti. Un’introduzione al basic income, Ibis 2004 e I diritti sulle cose. Teorie della giustizia e validità dei titoli, Carocci 2008

 

Etica del Turismo di Corrado Del Bò

Editore Carocci

Prezzo 15 Euro

 

 

Codice Mondiale di Etica del Turismo

 

Sapevate che esiste un Codice Mondiale di Etica del Turismo? Sancito nel 2011 dalle Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale del Turismo segna le linee per un turismo responsabile.

 

Ecco i dieci articoli

 

Articolo 1: Il turismo quale strumento di comprensione e di rispetto reciproco tra i popoli e le società.

Al punto uno, si sottolinea che il turismo è uno degli strumenti che i popoli hanno per conoscersi, per apprezzare e rispettare le diversità.

 

Articolo 2: Il turismo quale mezzo di realizzazione individuale e collettiva.

Il turismo è l’attività più frequentemente associata al riposo, alla distensione, allo sport, all’accesso alla cultura e alla natura ed in questo senso è da considerarsi come mezzo privilegiato per realizzazione individuale e collettiva.

 

Articolo 3: Il turismo quale fattore di sviluppo sostenibile.

L’articolo tre ci ricorda che il turismo può essere uno strumento molto importante per lo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali. Per questo gli attori del settore turistico devono impegnarsi al fine di promuovere una crescita economica sana, tale da soddisfare in modo equo le necessità e le aspirazioni delle generazioni presenti e future.

 

Articolo 4: Il turismo come fruizione del patrimonio culturale dell’umanità e sostegno al suo arricchimento.

Questo è altro punto importante, il turismo permette di visitare i siti che sono patrimonio mondiale dell’umanità. Le risorse finanziare derivanti dalla visita a questi siti ed ai monumenti devono essere utilizzate, almeno in parte, per il mantenimento, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio stesso.

 

Articolo 5: Il turismo quale attività vantaggiosa per i paesi e le comunità ospitanti.

Questo articolo si collega al punto tre, le popolazioni locali devono essere partecipi dell’attività turistica e condividere in maniera equa i benefici economici, sociali e culturali in modo particolare per quanto riguarda la creazione diretta o indiretta dell’occupazione.

 

Articolo 6: Obblighi degli attori del sottore turistico.

I professionisti del turismo devono fornire informazioni obbiettive ed oneste e devono garantire la sicurezza dei viaggiatori, vigilando sui turisti.

 

Articolo 7: Diritto al turismo.

Questo è punto molto bello e lo riportiamo alla lettera. La possibilità di accedere direttamente e personalmente alla scoperta ed al godimento delle ricchezze del pianeta rappresenta un diritto di cui tutti gli abitanti del mondo devono poter usufruire in modo paritario.

 

Articolo 8: Libertà di movimento a scopo turistico.

I turisti ed i viaggiatori, nel rispetto delle leggi, hanno il diritto di circolare liberamente all’interno dei paesi da loro visitati senza dover subire eccessive formalità né discriminazione alcuna.

 

Articolo 9 : Diritti dei lavoratori e degli imprenditori dell’industria turistica.

I lavoratori dell’industria turistica hanno il diritto ed il dovere di acquisire una formazione idonea, tutte le persone che hanno le capacità e le qualità professionali necessarie hanno il diritto di condurre un’attività professionale nel turismo.

 

Articolo 10 : Applicazione dei principi del Codice Mondiale di Etica del Turismo.

Gli attori del turismo si impegnano a vigilare che questi principi vengano applicati.

 

La lunga strada di sabbia

 

Nell’estate del 1959, Pier Paolo Pasolini percorre con una Fiat Millecento tutta la costa italiana

 

 

Da Guanda con la prefazione di Paolo Mauri ritorna la «La lunga strada di sabbia», il resoconto del viaggio di Pier Paolo Pasolini insieme al fotografo Paolo Di Paolo, oggi novantaduenne.

 

È un Pasolini che si abbandona a momenti di vera e propria gioia quello che tra il giugno e l’agosto del 1959, al volante di una Fiat 1100, percorre la «lunga strada di sabbia», da Ventimiglia a Palmi e poi, spinto da una specie di «ossessione deliziosa», fino al comune siciliano più meridionale, per risalire infine la costa orientale e arrivare a Trieste.

 

A La Spezia, da dove parte per San Terenzo e Lerici, sente che sta per avere inizio una fra le domeniche più belle della sua vita; a Livorno, non lascerebbe mai «l’enorme lungomare, pieno di ragazzi e marinai, liberi e felici»; non manca Ostia «Arrivo a Ostia sotto un temporale, blu come la morte», e, finalmente, il Circeo: «Il cuore mi batte di gioia, di impazienza, di orgasmo. Solo, con la mia millecento e tutto il Sud davanti a me. L’avventura comincia».

 

E poi ancora Pescara, Ancona, Senigallia, Cattolica, Rimini dove le donne appaiono più belle, più femminee e desiderabili rispetto a quelle del meridione.

 

A commissionargli il viaggio è stata la rivista «Successo», che pubblicherà il reportage in tre puntate fra luglio e settembre, e Pasolini, spiaggia dopo spiaggia, incontra amici intellettuali e personaggi noti, si lascia incantare dalla gente semplice dei paeselli più remoti (a Portopalo «la gente è tutta fuori, ed è la più bella gente d’Italia, razza purissima, elegante, forte e dolce») e, portandosi in giro il suo entusiasmo per la scoperta, il suo sguardo emozionato e insieme acuto di futuro regista, annota scorci e impressioni tanto potenti da restituirci un quadro dell’Italia di allora: un’Italia in cui il boom economico, solo presagito, non riesce ancora ad avere la meglio sulla felicità del sogno pasoliniano d’innocenza.

 

La lunga strada di sabbia

di Pier Paolo Pasolini

Casa Editrice GUANDA

144 pagine, Brossura

Prezzo 14,00€

 

 

Una recensione di Paolo Minucci dal Centro Studi Pier Pasolo Pasolini

 

Pier Paolo Pasolini e la lunga strada di sabbia di Alessandro Leogrande pubblicato il 17 novembre 2014 sul Corriere del Mezzogiorno

 

Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner