Strategie di futuro: il mondo dell'editoria e del design a confronto - Parma 29 e 30 novembre

Una due giorni di incontri in occasione delle celebrazioni Bodoniane

24/11/2013

Strategie di futuro: il mondo dell'editoria e del design a confronto - Parma  29 e  30 novembre
Parma 24 novembre 2013. L’Osservatorio Permanente GiovaniEditori e Fondazione Cariparma presentano i protagonisti del convegno «Il Segno italiano: moderno per tradizione» che si terrà al Teatro Regio di Parma venerdì 29 e Sabato 30 Novembre. 

Una di passeggiata a cavallo di due secoli, per trovare le origini dell’eccellenza italiana e capire quanto - su arte, ingegno, idee e scoperte - si possa ancora costruire il futuro. 

Una due giorni di incontri promossa in occasione della celebrazione del 200° anniversario dalla morte del grande stampatore, editore, disegnatore, incisore e designer di font tipografici Giambattista Bodoni. 
 
All’incontro saranno presenti ospiti nazionali ed internazionali del mondo dell’impresa, dell’informazione e del design. Tra tutti il vice presidente ed ex direttore del The Washington Post Marcus Brauchli che parlerà della storica svolta grafica, digitale e organizzativa sotto la sua direzione. 
 
Sarà una video intervista, da parte del corrispondente de La Stampa Maurizio Molinari, invece ad aprire i lavori del primo giorno di convegno. Protagonista, il famoso architetto e designer mondiale Massimo Vignelli, che parlerà della figura di Bodoni tracciando un ponte immaginario tra la figura di Bodoni ed il suo segno ai giorni nostri. 
Segno che ha rappresentato una delle prime forme di eccellenze: una sorta di antesignano del Made in Italy attuale. A parlare di questo tema interverrà Paolo Barilla Vice Presidente dell’omonimo gruppo emblema di uno dei più importanti aspetti dell’italian-style nel mondo: il cibo. Al suo fianco una giovane designer Marta Bernstein. Chiuderà i lavori della prima giornata Marcus Brauchli intervistato dal vice direttore de La Stampa Massimo Gramellini
 
Il secondo giorno a parlare del legame tra Bodoni, Parma e i giornali saranno prima l’amministratore delegato della Gazzetta di Parma, Matteo Montan (nella foto), e poi il direttore della Gazzetta di Parma, Giuliano Molossi
A seguire, l’intervista a Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, uno dei più autorevoli quotidiani italiani, che parlerà dell’importanza dell’informazione di qualità. 
Sarà infine il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi a chiudere il convegno parlando di come il servizio pubblico grazie al suo ruolo e attraverso le sue reti televisive possa aiutare a far conoscere sia in Italia che all’estero il segno e le eccellenze del nostro Paese. 

Gianbattista Bodoni, nel duecentesimo anniversario dalla scomparsa, sarà il filo conduttore del convegno. Una figura, quella dello stampatore per eccellenza, che continua ancora oggi a lasciare la sua impronta nel segno della modernità. Un esempio di come l’Italia sia stata, in passato, culla della cultura e del saper fare. Ma, anche, di come questi elementi possano rappresentare - oggi più che mai, in un periodo di crisi e sfiducia - solide fondamenta dalle quali ripartire. 

Il convegno, che si inserisce nel contesto delle celebrazioni bodoniane, è stato fortemente voluto dallo scomparso Presidente della Fondazione Cariparma Carlo Gabbi e portato avanti con la stessa volontà e orgoglio dal suo successore Paolo Andrei. Una manifestazione che rappresenta per Parma un vero e proprio evento di altissimo livello, che farà assumere alla città emiliana, per due giorni, il ruolo di capitale internazionale della cultura.  
A condurre la due giorni di lavori sarà l’editorialista del Corriere della Sera Dario Di Vico
 
Come sempre i protagonisti della manifestazione saranno soprattutto gli studenti, oltre 450 provenienti da tutta Italia, che partecipano al progetto “Il Quotidiano in Classe” promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori. 
Per gli studenti sarà un’opportunità unica. Un’occasione dove avranno modo di dialogare a tu per tu con i diretti protagonisti del convegno. Per loro una vera e propria iniezione di fiducia per ripartire di slancio nella costruzione di un Paese che, oggi più che mai, conta sulle nuove generazioni.  
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