Sua Maestà Tartufo: l'oro bianco di San Miniato

La festa dei profumi e dei sapori che fanno muovere buongustai

24/10/2013

Sua Maestà Tartufo: l'oro bianco di San Miniato

di Mariella Belloni

Milano, 24 Ottobre 2013 – La conferenza stampa di presentazione della 43° Mostra Mercato Nazionale Tartufo Bianco di San Miniato (Pisa), che si è tenuta nei goiorni scorsi a Palazzo Marino nella sala Alessi del Comune di Milano alla presenza del sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e moderata da Fabrizio Mandorlini, curatore della manifestazione, è stata preceduta da un ricordo dell’on. Pietro Bucalossi, già sindaco di Milano e originario di San Miniato.

Ogni anno, da alcune edizioni, la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato cerca di caratterizzarsi sviluppando un tema che possa, in qualche maniera catalizzare l’attenzione e cogliere l’attualità per una discussione nell’agro alimentare italiano.

Le nuove frontiere del Tartufo Bianco di San Miniato aprono il confronto a nuove progettualità e a nuove visioni. Sia sotto il profilo geografico sia sotto il profilo gastronomico. La mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi è una delle manifestazioni più importanti del panorama nazionale per la promozione del famoso tubero ed è a tutti gli effetti un festival dei sapori del territorio. E’ anche un festival dei saperi, sintesi dell’apporto del movimento delle Città Gemelle. Ma tartufo non è soltanto gusto inimitabile, è anche mercato e cultura locale. Il centro storico si trasforma nel più grande laboratorio del gusto a cielo aperto d’Italia dove fanno da corona al tartufo, esposto nella storica Piazza del Duomo, posto ai piedi della Rocca, i prodotti d’eccellenza nelle altre piazze, dove i sapori tipici sono offerti insieme alle specialità delle altre città del gusto italiane.
Ma non è che l’acme di questa straordinaria offerta stagionale.

Un vero e proprio giacimento enogastronomico caratterizza il territorio di San Miniato, con una varietà di prodotti tipici. Tra tutti il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi a cui la città dedica una Mostra Mercato Nazionale che si svolge ogni anno negli ultimi tre wee-kend di novembre.
San Miniato è una delle principali zone di produzione, tra le poche predilette dalla natura, per una felice combinazione tra vegetazione forestale e substrato geologico del pregiatissimo Tartufo Bianco definito il “Cibo dei Re” e chiamato scientificamente “Tuber Magnatum Pico”.
Il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, così definito da una specifica legge regionale, rappresenta una tradizione che nasce in epoca medievale tramandata da generazioni di tartufai. Negli ultimi anni si è andata rafforzando l’esigenza di conoscere lo stato delle risorse ambientali, le situazioni di rischio al fine di garantirne la salvaguardia e mantenere il territorio idoneo a questa produzione.

                                                                                       

La capitale del Tartufo Bianco pregiato

Inconfondibile, ineguagliabile, impareggiabile. Possiamo sbizzarrirci negli aggettivi dando prova di padronanza lessicale, ma la sostanza è una soltanto: il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi è un prodotto unico. Ed è talmente unico che non può non essere riconosciuto al primo impatto, come un divo che suscita entusiasmo nei fans, non appena viene intravisto. Nell’incontaminato entroterra rurale querci, tigli e salici ospitano, tra le loro radici, dove vive in simbiosi, il più pregiato dei funghi ipogei: il Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi, nel cuore della Toscana. Il Tuber Magnatum Pico è da sempre una ricchezza di queste terre. Da oltre un secolo i tartufai sanminiatesi escono la notte, in compagnia dei loro cani in cerca di trifola. Percorrono sentieri nascosti tra i boschi, intenti a catturare il minimo e flebile profumo per poter scavare qualche buca e raccogliere il prezioso tubero. A San Miniato, una delle città che ha fondato l’Associazione Nazionale delle Città del Tartufo, è stata costituita l’Associazione tartufai delle Colline Sanminiatesi, che si occupa della tutela e dello sviluppo delle aree tartufigene e promuove questo suo prezioso frutto nelle varie manifestazioni di settore in Italia e nel mondo. Ma è proprio a San Miniato che, tutti gli anni, nel mese di Novembre, prende vita la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco, una grande vetrina/mercato che richiama migliaia di visitatori italiani e stranieri.
Il clima, le caratteristiche del terreno, le piante e il mantenimento di luoghi incontaminati, tra colline sinuose e fondovalli nebbiosi e umidi, fanno in modo che il tartufo bianco si trovi in questa zona e abbia qui il suo habitat naturale dove crescere. Nel 2012 i tartufai in Toscana erano 4644 di cui 1200 nella provincia di Pisa; il Tartufo Bianco si raccoglie e si può cercare dal 10 settembre al 31 dicembre.
Chiamato l’Oro Bianco per il suo valore, ha nei tanti appuntamenti autunnali del territorio di San Miniato il luogo d’incontro ideale per i buongustai provenienti da tutto il mondo e apprezzarne al meglio la bontà. Il Tartufo Bianco delle colline Sanminiatesi è un prodotto unico. Già la sua parte esterna, il peridio, è caratteristico: la superficie è liscia, non verrucosa. Il colore è giallo chiaro con sfumature di verdicchio appena raccolto quando è fresco, acquistando sfumature tendenti al marroncino chiaro appena si asciuga. L’interno poi, la gleba, ha un colore marrone nella tonalità nocciola, percorsa da una fitta ragnatela di vene bianche, nette, ben distinte, che gli danno un aspetto quasi marmorizzato. Ma il profumo che lo caratterizza in modo inequivocabile; un odore squisito, mai stucchevole o troppo intenso, molto persistente a maturazione completa.
San Miniato ha un prodotto d’eccellenza e vanta molti primati per il tartufo bianco e una lunga e prestigiosa tradizione.
www.tartufobiancosanminiato.blogspot.com

Il territorio e le sue risorse

San Miniato e il suo territorio rappresentano un ricco spaccato della Toscana, dove un moderno sviluppo si fonde con vecchie tradizioni, una storia millenaria ed un grande patrimonio artistico, il tutto inserito in gentili paesaggi dove ancora si vive a “misura d’uomo”.
Tesori architettonici e artistici, in gran parte conservati nel Sistema Museale, caratterizzano il centro storico che si affaccia sulla campagna toscana più tipica.
Nell’ampia pianura che confina a nord con il fiume Arno, uniti da un fitto reticolo di strade, si trovano i moderni centri urbani e le attività produttive, ruotanti principalmente intorno al settore conciario e alla lavorazione del cuoio, orgoglio dello stile italiano nel mondo, che trova qui il polo di eccellenza.
San Miniato conserva ancora oggi intatto il proprio antico fascino in un perfetto equilibrio tra natura e storia. Città del buon vivere a tutti gli effetti, dove la qualità della vita è ancora un valore e una filosofia di essere che si sposa perfettamente con il profilo di una città slow. L’uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni; guarda con attenzione alla salute, alle genuinità dei prodotti e alla buona cucina.

Immergersi in più di dieci secoli di arte e storia, tra piazze medievali e quadri naturali

Percorri la valle dell’Arno e ti accorgi tra le sinuose linee dei colli ricoperti di verde, in cima a uno di essi, di una Torre. Ti avvicini e ti accorgi che la cittadina è molto di più. Non riesci a quantificare la sua grandezza. San Miniato non si mostra tutta intera. Ma più che ti avvicini e più che la città scopre i suoi veli.
La strada sale immersa nella natura, arrivi, sali su un ascensore panoramico e ti ritrovi a godere della valle dell’Arno, laggiù nel piano, dove il fiume scorre lento e silenzioso.
Pochi passi e sei circondato da palazzi carichi di secoli, di vie ricoperte di pietre consumate dagli anni. Inizi a percorrerle e ti accorgi che c’è ancora di più.

A ogni passo ti devi soffermare, un palazzo ha appena terminato di raccontarti la sua storia che eccone un altro voglioso anch’esso di narrarti le sue nobili origini.
Ci sono luoghi che hanno un’atmosfera magica, come Piazza del Duomo. Guardi e ti accorgi che nelle linee romaniche della facciata, sono inseriti dei bacini ceramici disposti come le costellazioni dell’Orsa.
Ci sono piazze eleganti e sobrie come quella del Seminario, ti metti a leggere sulla facciata, ci sono tante scritte latine. Massime di moralità.
Guardi ancora e pensi ai due archi che collegano la piazza dando vita a una sorta di corridoio vasariano. Una piazza unica. Pochi metri in discesa e piazza Mazzini diventa una terrazza panoramica sulla campagna, gustoso piccolo antipasto di questa terra.

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