Teresa Balzano è la foodblogger più cliccata e più seguita del web, addirittura prima in classifica

La foodblogger è nata a Crotone e lavora a Milano ed è Food Blogger di INformaCIBO

06/12/2013

Teresa Balzano è la foodblogger più cliccata e più seguita del web, addirittura prima in classifica

a cura di Raffaele D'Angelo

Il fenomeno dei foodblogger è oramai una realtà consolidata nel mondo della comunicazione nel web e per questo abbiamo pensato di intervistare Teresa Balzano, bravissima, con il suo blog, “peperoni e patate”, questo mese è arrivata primo nella classifica di Ebuzzing. (http://labs.ebuzzing.it/top-blogs/gastronomia)

Intervista a Teresa Balzano, foodblogger di Milano, di Crotone trapiantata a Milano, o di Milano con le radici anche a Crotone, buh… ce lo chiarirà lei. 

Teresa Balzano

Teresa, secondo la classifica di Ebuzzing, questo mese è la foodblogger più cliccata e più seguita del web, addirittura prima in classifica.
Da quando nutri questa passione per il cibo e soprattutto da quando trovi questo piacere di volerlo raccontare e condividere con i suoi tanti followers di ogni parte d’Italia?

Sono nata e cresciuta a Crotone, poi, come tanti giovani del Sud, la mia vita è cambiata per portare avanti i miei studi. Così sono arrivata a Milano ancora diciottenne, appena finito il diploma e ormai sono 10 anni che vivo qui.
La passione per il cibo la porto con me da quando ero piccola. Seguivo mia madre in cucina e con il tempo ho iniziato a voler preparare qualche ricetta da sola. E’ stato un crescendo e, finita l’università, ho avuto il desiderio di condividere il mio amore per la cucina con chi provava le stesse cose. Ormai sono quasi 4 anni di blog e non mi sembra vero che da quel giorno in cui ho scritto un banalissimo “Ci sono anch’io” ad oggi sia passato tanto tempo e soprattutto tante esperienze che mi hanno avvicinato ancora di più al mondo dell’enogastronomia.

Il titolo del tuo blog è tutto un programma: Peperoni e patate, http://www.peperoniepatate.com/ che come tutti sanno è un piatto calabrese, forse uno dei piatti che mette d’accordo tutti i calabresi a tavola. Da piatto povero a delizia del palato, un simbolo per i tanti calabresi oriundi sparsi per il mondo. Sembra una ricetta semplice ma ognuno ha il suo segreto, ci spieghi la tua?

In Calabria esistono una infinità di varianti di questo piatto. Per qualcuno i due ingredienti devono disfarsi insieme e rimanere morbidi, per me invece devono diventare croccantissimi.
Per farlo lascio cuocere a lungo, mescolandoli con delicatezza e cercando di mantenere intatte le patate. Il calore, mediamente vivace, consentirà di far cuocere le patate bene dentro e poi farle diventare croccanti.
Non dimentichiamo, inoltre, che le patate sono quelle della Sila, non sono ammessi sostituti e, i peperoni sono i classici del Sud, tipo papaccelle e assolutamente piccanti.

Peperoni e Patate
 

Che rapporto hai ancora con la Calabria o meglio per il cibo calabrese? So che hai una passione per il pane.

La Calabria è e rimarrà sempre casa mia e, il suo cibo rappresenta i sapori della mia infanzia, quelli che mi riportano e mi fanno sentire a casa. Quando torno a Crotone, la mia città, ho gli appuntamenti gastronomici fissi. Il pane di Cutro è uno di questi.
Per non sentirne la mancanza faccio scorta di semola al molino di Cutro e ogni settimana panifico in casa seguendo le regole con cui viene preparato il famoso pane delle colline del crotonese. Solo semola rimacinata, lievito naturale e lenta lievitazione. Purtroppo non posso cuocere in forno a legna, ma mi sono attrezzata con pietra refrattaria per cercare di riprodurre la modalità di cottura. Ormai anche gli amici fanno espressamente richiesta del mio pane, senza sapere che non è altro una riproduzione del pane di casa mia.

Ho conosciuto Teresa circa sei mesi fa, ho capito subito, che nonostante sia di poche parole, molto timida e riservata ha una marcia in più sulla non verbale e riesce ad esprimersi molto bene con la tastiera.
Mi è bastato coinvolgerla in una degustazione di vini a Milano dove la ho subito arruolata tra i “Calabresi di Parma”, nell’iniziativa in questione ha dato il meglio di se, portandomi circa 20 colleghi super preparati e competenti oltre al suo prezioso contributo personale.
Cosa ti è rimasto di quella serata dedicata ai vini calabresi?

Innanzitutto grazie mille per questa gentilissima presentazione!
Quella serata mi ha fatto conoscere tanti buonissimi vini che non avevo ancora avuto modo di assaggiare. Alcuni sono stati una vera scoperta per me!
Prima di questo, però, è stato poter far conoscere un po’ della mia Calabria a chi ne ha solo sentito parlare e non sa che splendida tradizione vinicola esiste nel territorio.
Di Calabria si parla troppo poco e portarla fuori da quelle mura è uno dei miei desideri più grandi.

Da allora le ho anche offerto una rubrica da tenere su INformaCIBO. Quindi oltre che membri della stessa associazione siamo diventati amici di INformaCIBO.....
Altre due domande banali che chiunque ti fa quando ti propone una intervista: Hai mai pensato di tornare in Calabria? Lì a mio avviso c’è proprio bisogno di “comunicatori” ci sono tante specialità enogastronomiche che nessuno riesce a valorizzare almeno dal punto di vista della comunicazione web, sei d’accordo?

Ci penso spesso, ma tra lavoro e vita privata non è una cosa realizzabile al momento. Chissà, forse un giorno.
La Calabria ha bisogno di comunicatori per il web, ma anche al di fuori. Ancor prima – a mio avviso - ha bisogno che la sua gente creda in lei e la veda per quello che è: una splendida regione che offre frutti ricchi e di qualità.
Fuori regione nessuno conosce la tradizione vinicola, l’eccellente olio che non ha niente da invidiare ai migliori toscani, i salumi o le lavorazioni del pescato. Se solo chi ci vive sentisse la Calabria più sua e capisse quanto è fortunato, forse la nostra regione non sarebbe quel buco nero che attualmente è nella mente di chi non l’ha mai visitata
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