Terre ai giovani, consegnati i primi due lotti. Il Presidente del Lazio Zingaretti: "Creiamo lavoro attraverso l'innovazione"

L'agricoltura si conferma un settore dinamico in grado di creare occupazione

02/09/2014

Terre ai giovani, consegnati i primi due lotti. Il Presidente del Lazio Zingaretti: "Creiamo lavoro attraverso l'innovazione"
Roma 2 settembre 2014. Nel giorni scorsi commentato i dati sull'occupazione del II trimestre 2014 resi noti dall'Istat il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, aveva così commentato: "L'agricoltura si conferma un settore dinamico e in grado di creare occupazione anche nel II trimestre 2014 con un positivo +1,8%. Cresce anche in maniera incoraggiante il numero dei dipendenti con un +5,6% che rappresenta un segno di vitalità importante''.
''Ora – aveva aggiunto il ministro Martina - dobbiamo insistere, con tenacia e continuità, consapevoli del momento delicato che anche il settore primario sta attraversando”.

Una risposta al commento del ministro nella lotta alla disoccupazione giovanile e al 'Piano Giovani' nell'agroalimentare del suo ministero arriva oggi dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha concesso i primi due lotti del bando "Terre ai giovani", affittando a giovani imprenditori i terreni di proprietà dell'Arsial in provincia di Roma e Viterbo per un totale di 343 ettari.

In particolare un oliveto di 7,2 ettari a Nazzano, in provincia di Roma, e un ex vigneto di 15,2 ettari a Proceno, nella Tuscia.
A consegnarli, oltre il governatore, anche l”assessore all”Agricoltura, Sonia Ricci, e il commissario straordinario di Arsial, Antonio Rosati.

Il progetto complessivo
Il progetto complessivo prevede l”affitto di 8 lotti, per un totale di 343 ettari. Ci sono poi due fondi, uno da 150.000 euro da destinare al credito e uno di garanzia di 500.000 euro per il sostegno agli investimenti (garantiti, presso le banche, dal patrimonio Arsial) e la dilazione di pagamento dei primi 3 canoni annui d”affitto, da erogare a partire dal quarto anno. La durata complessiva dell”affitto dei terreni e” di 15 anni (rinnovabile di ulteriori 15 su richiesta del concessionario). In entrambi i lotti assegnati oggi, il primo e” andato all”imprenditore Francesco Ippoliti e il secondo alla cooperativa ”Officina del gusto”, e” previsto un piano di valorizzazione aziendale, con un impatto sociale e ambientale legato all”uso di forze occupazionali e al miglioramento del paesaggio. In particolare a Nazzano sara” prodotto olio biologico certificato, mentre a Proceno saranno prodotti, tra l”altro, nocciole e grano saraceno.

LE PAROLE DI ZINGARETTI - «Dopo oltre 40 anni in Italia si ricomincia a dare le terre ai giovani per aprire nuove aziende ha detto il presidente Nicola Zingaretti – Noi siamo orgogliosi di aver mantenuto la promessa, abbiamo dimostrato che si può fare, in sei mesi siamo riusciti a preparare il bando, definire le imprese, accogliere le domande. E la cosa importante e” che questo esperimento non e” costituito solo dalla terra, ci sono anche dei fondi, c”e” un tutoraggio dell”Arsial affinche” queste imprese diventino delle imprese vere”.

L’ASSESSORE RICCI - Anche per l”assessore all”Agricoltura, Sonia Ricci, il bando «è un grande successo, ma il vero successo sarà quando questi due progetti saranno operativi e chi ha investito insieme a noi comincerà a vedere i primi risultati economici. Non nascondo la mia soddisfazione. In Italia, per le lungaggini amministrative e la paura di innovare, spesso non si fa nulla. Noi abbiamo voluto scommettere partendo da un principio molto semplice: i terreni vanno coltivati, e noi li mettiamo a disposizione di chi ha voglia e passione di iniziare una nuova attività. Siamo in questo confortati dai numeri dell’agricoltura, un settore che continua a registrare un incremento costante, +0,4% solo nell’ultimo semestre».

IL COMMISSARIO ROSATI - «Oggi è una giornata storica – ha commentato il commissario straordinario dell’Arsial Antonio Rosati – Ho molto creduto in questa operazione non solo per la forza dell’agro-industria che è tra i settori che possono aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi, ma anche per il lavoro culturale enorme perché nel 1951 fu fatta una grande riforma agraria in un periodo di deflazione come oggi, naturalmente erano condizioni diverse, ma si può dimostrare che per creare lavoro e sviluppo si deve avere molta fantasia e passione e fare grandi operazioni in Europa ma anche micro-operazioni».
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