Tipicità da 25 anni promuove in toto il territorio marchigiano: dai suoi aspetti tradizionali a quelli più innovativi

20/03/2017

Efficace strumento di marketing territoriale, forte della sua memoria storica, affronta con ottimismo le sfide globali ed avvicina il passato al futuro delle Marche.

di Alba Simigliani foto di Nicola Zinni
Accanto ai percorsi dei sapori, agli itinerari tematici, alle riflessioni ed approfondimenti a 360 gradi, di cui abbiamo già riferito, Tipicità 2017 ha festeggiato il suo venticinquesimo compleanno con più forza e significato che mai. L'edizione conclusasi il 6 marzo scorso ha rappresentato una occasione anche per conoscere piccoli borghi fra i più belli d'Italia, fuori dai grandi soliti circuiti; ha messo in luce tesori sconosciuti; ha organizzato incontri ravvicinati con i maestri artigiani. E' stato un viaggio alla scoperta di aziende che viaggiano di generazione in generazione all'insegna della qualità. Un viaggio nella storia e nei sensi in una coinvolgente atmosfera di gusto che ha posto a confronto prodotti di eccellenza, ha messo tutti d'accordo portando il meglio delle Marche a tavola con le inconfondibili specialità.

Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia ricorda che “le Marche sono plurale” un arcobaleno a tinte romagnole con sfumature toscane e umbre, accenni d'Abruzzo e della Sabina. Tanti diversi spiriti ed influenze si palesano anche nella natura, che “ come un grande giardino” offre un paesaggio vario e mutevole diviso dai fiumi, che fra lucide colline e valli va ad incontrare l'Adriatico in uno sguardo infinito.
Ma pur accogliendo i riverberi delle regioni vicine il suo carattere primeggia con tinte accese e sfumature decise proprie delle materie preziose e dei marmi pregiati, gentili, levigati, equilibrati.
Per la grande bellezza naturale, per le eccellenze artigianali e produttive, per le significative testimonianze artistiche e paesaggistiche, dove prosperano aziende agricole e importanti industrie all'avanguardia, le Marche sono la perfetta sintesi dell'Italia.
Esiste anche una corrispondenza fra paesaggio e qualità degli uomini e delle donne. Il buon senso, una sana diffidenza, solide virtù ed umanità, uniti al carattere pragmatico e senza eccessi, sanno tenere in equilibrio anche esperienze discordanti.
Ad un paesaggio plurale corrisponde un mosaico di piccole e medie imprese, piccoli e grandi proprietari, borghi incastellati in colline dolci, sfumate di verdi e marroni, ed una enogastronomia ricca e varia.

Fermo, la bella e accogliente città di studi e di arte che ospita Tipicità, sorge in posizione privilegiata, in alto, ma a pochi chilometri dal mare.
Antica colonia romana nel 265 a.C. , fu annessa successivamente al regno dei Franchi e divenne centro e capoluogo della Marca Fermana: un'ampia area che si estendeva dal Musone a oltre Vasto (Ch) nella parte più a sud dell'Abruzzo. Libero Comune alla fine del XII sec., conobbe successivamente l'avvicendamento di diverse Signorie che hanno lasciato un raffinato impianto urbano rinascimentale. Il suo centro storico è costellato di Chiese e Palazzi nobiliari. Fra i beni culturali più prestigiosi ci sono il settecentesco Teatro Comunale, un patrimonio librario antico e numerose opere d'arte che la rendono una delle città più belle non solo delle Marche.

Fra le colline prossime al mare, accarezzata da buona aria, Sant'Elpidio a Mare è un punto di riferimento per le specialità culinarie, ma anche per il suo reticolo di imprese, per le sue industrie calzaturiere la cui storia è raccontata nel Museo della Calzatura!
Sulla collina che domina le valli del Chienti e del Tenna, chiusa fra l'antica cinta muraria è anche città della Contesa e dell'Accademia Organistica. Borgo fra le più interessanti e attive delle Marche, è meta turistica interessante, da visitare, magari, nella seconda domenica di agosto quando la città con le sue Contrade ritorna al passato e, tra storia, spettacolo e tradizione, dà vita ad una rievocazione avvincente ed originale.
Qui la memoria conserva tutto il suo valore anche a tavola grazie all'opera di tanti appassionati custodi e il coinvolgimento dei volontari che preservano l'identità del luogo organizzando anche pantagrueliche cene a tema in cui le specialità gastronomiche si fondono con suoni di antiche musiche.

Fra antiche mura e porte medievali si ha accesso alla città di Castelfidardo.
Una gloriosa storia (qui si è disputata la famosa battaglia del Risorgimento italiano!) e il Museo della Fisarmonica sono i capisaldi di questo borgo situato tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone nella dolce collina della Riviera del Conero.
L'anima intensa e struggente della fisarmonica trova, dunque, a Castelfidardo la sua patria e il famoso Museo, celebre in tutto il mondo, ripercorre la sua storia dal prototipo di Leonardo da Vinci al primo strumento “copiato” da Paolo Soprani che, sul finire dell'Ottocento, diede poi vita qui alla prima industria della fisarmonica. Nata per accompagnare le processioni religiose, porta con sé anche storie di emigrazioni degli italiani che la fecero conoscere in Argentina, dove diventa strumento del famoso tango.
Da oltre un secolo Castelfidardo costruisce fisarmoniche conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Tra i maestri artigiani di questo virtuoso strumento c'è Armando Bugari e la sua Fabbrica di Fisarmonica che, fondendo le moderne tecniche di produzione con l'accuratezza e creatività di sempre, riesce a soddisfare anche i clienti più esigenti nazionali ed internazionali.

Anche il piccolo e grazioso centro di Torre di Palme, entrato da poco nel novero dei i Borghi più belli d'Italia, accoglie con orgoglio l'ambito riconoscimento e la cerimonia ufficiale, all'interno di Tipicità, amplifica il suo valore e sottolinea l'impegno e l'amore dei suoi abitanti per il proprio paese.



Tipicità a Tavola

Sulle ricche tavole imbandite da Tipicità troneggia il ciauscolo, il tipico insaccato della regione Marche che ha ricevuto il riconoscimento IGP nel 2009. Di origini antichissime, roseo profumato, saporito e delicato, per morbidezza e spalmabilità è unico nel suo genere e simbolo per eccellenza dei salumi marchigiani. A Tipicità sono presenti, tra gli altri, anche salumi provenienti dalla Norcineria Alto Nera di Castelsantangelo sul Nera, di recente colpito dal sisma e il Salame Fabriano.
La pasta di Campofilone con il classico ragù contadino, non può mancare, come pure il pollo in potacchio alla marchigiana. La vera-tenera oliva ascolana fritta è la regina fra i piatti tipici della gastronomia marchigiana e alcune olive, da sole, bastano per un pranzo!
Particolarmente apprezzata è da ricordare anche la polenta di mais otto-file di Roccacontrada, per non parlare dei famosi vincisgrassi, una ricca variante regionale delle lasagne al forno con il ragù tradizionale dove non possono mancare le rigaglie di pollo, le animelle e spesso perfino prosciutto e tartufo. Si dice siano state preparate in onore del valente generale austriaco Alfred von Windisch - Graetz (da cui prende il nome semplificato ed italianizzato). Piatto ricco dei giorni di festa con besciamella bella soda e speziata con noce moscata e chiodo di garofano.
Molte le specialità sulla generosa tavola di Tipicità, impossibile elencarle tutte, ma doveroso ricordare la Mela rosa dei Monti Sibillini: simbolo della primavera dei territori colpiti dal sisma. Nota anche come mela rosa marchigiana, è un frutto tipico delle cultivar più antiche e tradizionali, intrinsecamente biologico, riconosciuto dal 2008 come Presidio Slow Food.
 
Sulla tavola non possono mancare, naturalmente, gli ottimi vini marchigiani.



Le Marche Terra di vini fra Borghi e “interminati spazi”
territorio prodigo di vini di grande qualità

Terra che a Sant' Elpidio nel 1524 ha dato i natali ad Andrea Bacci, autore del monumentale trattato “De Naturali Vinorum Historia”, un compendio in 7 libri su tutti i vini conosciuti a quei tempi, con temi relativi alla vinificazione e conservazione, alle caratteristiche dei vini in uso fin dall'antichità classica, che ha introdotto il concetto di tipicità. Il primo che ha parlato di spumante e bollicine molto prima del famoso Dom Pérignon !
Egli propone nei suoi volumi anche annotazioni sul clima, sul paesaggio agrario, sulle iniziative economiche, sul carattere degli abitanti e sulle tradizioni conviviali dei vari paesi. Una miniera da cui ancora oggi non si finisce di attingere!
Mario Soldati nel suo Vino al vino dice che “ le Marche sono, insieme, il Sud del Nord e il Nord del Sud”. Per dire anche che le Marche, indipendentemente dalla latitudine, sono un paese duplice in cui spiccano colli coltivati a vigna in una varietà ordinata e variopinta.
Terra, dunque, di grandi vini conosciuti ed affermati in tutto il mondo e di aziende storiche esemplari.
Tra i numerosi ed eccellenti esempi di genuinità, squisitezza, autenticità, schiettezza e tipicità, ci limitiamo a parlare dell'Azienda Agricola Poderi dei Colli di Giuseppe Mannocchi e Tiziana Gobbi (nella foto con Alberto Monachesi) che produce vini biologici di alta qualità.

Tra le colline di Montaldo delle Marche, i 50 ettari di vigneto sono immersi nel cuore verde della provincia di Ascoli Piceno, favoriti dal particolare microclima d'alta collina. “In vigna si lavora con il guyot e il cordone speronato, rigorosamente con metodo biologico certificato dal 2012- ci dicono Giuseppe e Tiziana, fieri anche di portare alla ribalta gli antichi vitigni autoctoni. Dove vive profondo lo spirito del luogo sono stretti i legami con il passato, con l' agricoltura e l'antica pastorizia, ma anche la tecnologia all'avanguardia viene accolta con favore quando serve a fare meglio ed a perfezionare la qualità.
La cantina moderna, pulita ed attrezzata, è il cuore della casa e rappresenta la continuità di una lunga tradizione contadina.

Patrimonio prezioso dell'Azienda sono gli antichi vigneti di famiglia di varietà autoctone. “La filosofia è quella di elaborare vini che sappiano esprimere la tipicità delle nostre fertili terre.” - ci spiega Giuseppe - Per produrre ottimi vini di qualità Tiziana e Giuseppe, con cuore generoso e vero, senza artificio, ripercorrono con scrupolosa attenzione le orme dell'antica tradizione di famiglia e senza tradirla accolgono con intelligenza e lungimiranza ciò che di meglio il mondo attuale offre! Incontrarli è un modo per conoscere da vicino la schiettezza e la autenticità anche dei loro prodotti.

I Poderi accolgono varietà a bacca rossa e bacca bianca, tra le quali spiccano i vitigni Pecorino e Passerina e gli intramontabili Trebbiani e Verdicchio, oltre al carattere inconfondibile di Montepulciano e Sangiovese, inoltre possono vantare il pregio internazionale di Merlot e Cabernet Sauvignon. Notevole il livello dei bianchi, profumatissimi e con spiccata persistenza.
I Ricchi profumi e le note aromatiche di due grandi vitigni a bacca rossa , come il Montepulciano e
il Sangiovese, si fondono nel Piceno in un prezioso vino rosato: il Marche Rosato IGP , mentre rosso rubino, morbido ed equilibrato si presenta il Marche Sangiovese IGP . “La DOP Rosso Piceno è il risultato di una consolidata formula della tradizione“- ci spiega ancora Giuseppe - che aromatizza il carattere del Sangiovese e l'eleganza delle uve Montepulciano”. Carattere deciso ha
il Marche Rosso IGP proposto dai Poderi dei Colli, un Montepulciano in purezza che affonda le sue radici nella tradizione vitivinicola più prestigiosa. Rosso rubino intenso, dal gusto avvolgente, ideale per i piatti forti di carne e salumi di queste parti, è il Rigò Marche Rosso IGP.

Nell'Azienda Podere dei Colli ci sembra che abbiano compreso pienamente le raccomandazioni di Mario Soldati per fare un vino buono :”Quando si comincerà a capire che il vino appartiene a un'attività artistica o quasi artistica, prima che a un'attività industriale e commerciale? Che è un organismo vivente e fantastico? Che sfugge ad ogni regola troppo fissa? Che ha bisogno di cure appassionate, scrupolose, personali?...” .
L'Azienda sarà presente al prossimo Vinitaly all'interno del salone espositivo dedicato ai vini biologici, Padiglione 8 Stand 51 Bio.



Le Marche -famose nel mondo- per le prestigiose griffe del fashion

Un fiore all'occhiello delle Marche è il settore sartoriale, in questo campo un fiore infilato nell'occhiello delle giacche, è il segno distintivo di Lardini: perla marchigiana dello stile classico contemporaneo.
La Famiglia Lardini è tra le storiche Aziende della Marche che produce per grandi marchi, per le più note ed affermate griffe, che dal 1993 ha lanciato anche collezioni uomo con il brand di famiglia e da 4 anni è presente sul mercato anche con la linea donna.
Il primo laboratorio sartoriale nasce negli anni 70 con Luigi Lardini e nel tempo si afferma come una delle eccellenze del Made in Italy e una delle aziende di abbigliamento più importanti a livello nazionale ed internazionale.
Custode di una conoscenza manifatturiera antica, rappresenta la nota maestria marchigiana, la consolidata tradizione sartoriale che affonda le sue radici nell'esperienza e nelle approfondite cognizioni fatte di storia, di territorio, di coraggio e amore per la qualità.
La bella famiglia, rimasta unita e salda, da Filottrano, città della moda, guarda al mondo con ammirevole impegno e costante innovazione. Quattro fratelli: Luigi, responsabile dello stile, Andrea segue lo sviluppo tecnologico, Loredana ha la responsabilità della gestione finanziaria ed amministrativa, la sorella minore Annarita si occupa del controllo a garanzia della qualità di tutti i capi, scommettono sempre più sui mercati emergenti. Rigore, qualità delle produzioni, tessuti raffinati, eleganza strettamente legata ai valori tradizionali della sartoria italiana, fanno di Lardini una azienda leader nel panorama della moda.
“Siamo orgogliosi dei nostri risultati, ma col mondo che va sempre più veloce, non ci si può mai adagiare sugli allori.” - Sottolinea Andrea - “Non è permesso chiudersi e rimanere fermi! Il mondo odierno impone una frenetica e perfino esagerata corsa, un aggiornamento continuo di idee e di tecniche”.

Così, con le radici ben salde nella propria terra, oltre che nel vasto e vario patrimonio culturale, all'insegna del costante rinnovamento, con tecnologie all'avanguardia e passione tradizionale, le città, le aziende ed i produttori marchigiani affrontano a testa alta le più impegnative sfide del futuro.

Tipicità - Foto di Nicola Zinni

Tipicità  da 25 anni promuove in toto il territorio marchigiano: dai suoi aspetti tradizionali a quelli più innovativi
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