Tutto esaurito a “Di Gavi in Gavi, il “Barolo bianco” del Piemonte

05/09/2017

di Luciano Scarzello
 
“Gavishire”, così è stato ribattezzato da tempo il territorio di 11 comuni del basso Piemonte compresi tra Liguria e Lombardia dove viene prodotto il Gavi docg, vino bianco per eccellenza del Piemonte che – con una punta di ambizione - qualcuno chiama anche il Barolo docg bianco. E’ un terroir, per usare il termine classico francese, con aspetti molto suggestivi dove i vigneti si alternano a boschi e valli e monumenti che ne raccontano l’antica storia fin dai tempi dei romani. Colore giallo paglierino, ottimi profumi che ricordano il miele e la frutta bianca e matura, il Gavi docg è prodotto con le uve Cortese in purezza negli 11 comuni sopraccitati (tra questi, oltre a Gavi anche Novi Ligure, Serravalle Scrivia e altri) e ne esistono 5 tipologie e cioè fermo, frizzante,spumante ,riserva e riserva spumante metodo classico.

Il Gavi gode da sempre di notorietà tanto è vero che da tempo ha superato, in termni di vednite, i confini nazionali e si vende in stragrande maggioranza all’estero. Molto apprezzata la qualità e ciò è dovuto anche alla resa massima di 95 quintali per ettaro per le tipologie fermo, frizzante e spumante e appena 65 quintali per la Riserva e la Riserva spumante. La resa massima dell’uva in vino non deve essere comunque – in base al disciplinare – non superiore al 70 per cento. A rendere ancora più appetibile il Gavi è il fatto che è il primo vino al mondo OGM FREE cioè non modificato geneticamente per preservare l’unicità del vitigno e tutelare il consumatore e il territorio che lo prduce. Inoltre esiste anche un progetto di selezione clonale.“Sul miglioramento consistente della qualità – spiega il presidente del Consorzio di tutela Maurizio Montobbio – stiamo puntando molto come anche ad allargarci al mercato italiano che finora è stato il segmento minore. Stiamo dando visibilità al territorio e alle sue attrattive paesaggistiche e vogliamo nostrare anche ai nostri clienti stranieri dove si produce il vino”.

Di rilievo a Gavi da segnalare anche la cucina ed in primis il prelibato raviolo alle tre carni, la fortezza medioevale che svetta dall’alto del paese e il santuario “Nostra Signora della Grazia”.
Da queste parti passò anche Napoleone nel 1805 diretto a Genova insieme alla consorte Josephine de Beaurnais.
A fine agosto è stato il week end “clou” del Gavi con la grande manifestazione “Di Gavi in Gavi” giunta alla 5^ edizione.Tra le altre presenze da segnalare più di 50 persone arruolate nell’organizzazione, nelle 6 Corti oltre 20 sommelier schierati hanno sbicchierato più di 2000 bottiglie di vino, 10 mila i visitatori.
Lo chef Carlo Cracco, Lisa Casali e alle spalle Francesco Bergaglio
Ospite d’onore il celebre chef Carlo Cracco che ha decretato il vincitore della gara tra i Comuni della denominazione, esortando il pubblico a tifare per la propria ricetta.
Ha vinto il Comune di Carrosio con la “Peperonata Carrosiana”.
Ecco la motivazione: "La morbidezza e la carnosità del peperone si sposano perfettamente con la freschezza del Gavi".


Prima ancora ha parlato del Gavi e degli abbinamenti con la cucina nel corso di una conferenza in municipio. “ Se penso al Gavi – ha detto Cracco - penso al connubio tra vento marino un po’ sapido e l’aria pulita di questo paese e di queste colline e allora propongo un piatto con l’uovo che avendo una parte grassa e l’altra magra si sposa idealmente con il vostro vino”.
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