Un codice etico per regolamentare i Social: la proposta di Vatinee Suvimol e Marta Savona

16/05/2017

Se ne discute da anni ma il problema è venuto a galla, o meglio è "esploso",  da quando se ne è occupato Report, il programma di RAI3 ideato e condotto per 20 anni da Milena Gabanelli ed ora diretto da Sigfrido Ranucci fido collaboratore della Gabanelli.

In un servizio Bernardo Iovene, punta di diamante della trasmisisone per il settore foodha puntato il dito sulla troppa confusione che esiste tra foodblogger, promotori, comunicatori, uffici stampa e testate giornalistiche.

Puntarella Rossa, il blog che ha come simbolo un maialino rosso con forcone, ha titolato: “Food influencer e Report: le affettuosità reciproche di food blogger, uffici stampa e sponsor”.

E' proprio così?  Tutti corrotti allora? Quando si fa di tutta l'erba un fascio si crea solo confusione. E nella confusione i furbi ci sguazzano e così, proprio per diradare la tanta nebbia che copre un settore non soggetto ad alcuna normativa, è benvenuto un codice di autoregolamentazione che attraverso un progetto di legge disciplini foto e attività promozionali sui social.

Una proposta, che potremmo chiamare di web reputation, avanzata dalle avvocatesse bergamasche Vatinee Suvimol, direttrice responsabile di iFood,  e Marta Savona in collaborazione di Ilaria Barbotti, presidente di Igers Italia. Al di là del chiacchiericcio questa è una proposta concreta che ci piace.

Ed ecco in dettaglio il "cammino" e la proposta avanzata da iFood e Igers Italia

Influencer, agenzie digital, legali e associazioni forensi insieme per regolamentare il wild west dei social

Benché non esista una normativa applicabile al fenomeno delle "sponsorizzazioni sui social", gli stessi interlocutori - le associazioni di categoria (Igersitalia), network di blogger (iFood) e le maggiori agenzie di comunicazione internazionale - si sono riuniti per avviare un progetto di autoregolamentazione a garanzia di legalità e trasparenza.
 

Il dibattito

Il primo tavolo di concertazione si è svolto il 5 aprile 2017 a Milano, quando si è costituito un Comitato Scientifico su iniziativa di Igersitalia, l'Associazione degli Instagramers in Italia, che ha riunito un nucleo di professionisti del settore digitale tra agenzie, blogger, instagramer e avvocati. Trasparenza, legalità, mediakit e un codice etico: questi sono stati i risultati della tavola rotonda promossa da Igersitalia, la realtà più importante del panorama italiano del mondo degli appassionati di Instagram, che presto annuncerà i prossimi step compiuti dal Direttivo per addivenire ad una autoregolamentazione del fenomeno.

Il problema di un vuoto legislativo è emerso anche l'11 aprile 2017, data in cui sempre a Milano, si è svolto un seminario promosso da NetAddiction e iFood.it (#iFoodlive), volto ad approfondire la legislazione in Italia in tema di pubblicità sui social. Il dibattito è stato portato avanti dall'Avv. Vatinee Suvimol, avvocato, direttrice responsabile di iFood e consigliere nazionale dell'Associazione Nazionale Forense unitamente all'avv. Marta Savona, avvocato e presidente AIGA - Bergamo e alla dott.ssa Ilaria Barbotti, presidente Instagram Italia.

 

La legislazione italiana

La domanda più frequente è stata: esistono leggi sul punto? Se sì, cosa dicono e quali sono gli ambiti di applicazione e gli organi competenti?
 

Esiste il Codice di Autodisciplina (1)

Esiste poi l’AGCOM cioè l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con funzione di regolamentazione e vigilanza, ma solo nei settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo e dell’editoria.

I social network sono editori? I social network NON sono editori, così ha dichiarato più volte Zuckerberg.

Esistono infine i DECRETI LEGISLATIVI: D. Lgs. 145/2007 e D. Lgs. 146/2007, che hanno dato attuazione alla direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali con poteri di vigilanza all’ANTITRUST. (2).

Dunque, non esiste una vera e propria normativa ad hoc che disciplini le attività promozionali sui social network, ma è pur vero che attraverso le segnalazioni all’Antitrust, i soggetti in gioco potrebbero subire inibitorie e sanzioni alla luce della definizione più ampia e larga di “Azioni ingannevoli e Omissioni ingannevoli” (ex D. Lgs. 146/2007).

 

E chi sono i predetti soggetti?

Sono sia le aziende, sia gli influencer, sia le agenzie che conferiscono l’incarico.

Tutti questi soggetti potrebbero concorrere, dunque, nella realizzazione e attuazione della pratica commerciale scorretta e ciò non solo in danno dei consumatori, ma anche delle aziende concorrenti.

E’ partito proprio in questi giorni la prima segnalazione all’Antitrust: l’unione consumatori ha denunciato vip come Ferragni, Fedez, Rodriguez e Satta per la massiccia pubblicità occulta operata sui rispettivi social. Come andrà a finire?

 

Il progetto a breve

Nelle more di un intervento legislativo vero e proprio e al fine di evitare la diffusione di prassi scorrette ed equivoche, il Comitato Scientifico IgersItalia è in procinto di varare un Codice Etico e di autoregolamentazione, in cui verrà definito l'obbligo di appalesare l'attività promozionale svolta dal singolo soggetto e/o azienda attraverso diciture non equivoche e altamente riconoscibili.

Non solo. Il gruppo di lavoro (composto da Igersitalia, iFood, Agenzie, Associazioni forensi) si prefigge l'obiettivo di creare tavoli di concertazione insieme alle altre Associazioni di categoria (in particolare quelle dei consumatori) e all’AntiTrust, al fine di redigere un disegno di legge che verrà presentato in Parlamento e con l’obiettivo di regolamentare il fenomeno in tutte le sue possibili accezioni e implicazioni.

Anche l’Aiga, Associazione Italiana Giovani Avvocati che nello scorso mese di gennaio ha adottato nel proprio Consiglio Direttivo Nazionale il “Manifesto della Giovane Avvocatura per l’impegno alla tutela dei diritti in internet”, ha già manifestato. tramite i propri rappresentanti nazionali, l’impegno a farsi portavoce e promotrice di un dibattito a livello parlamentare al fine di valutare la migliore regolamentazione di una “zona grigia” che non garantisce certezza giuridica a tutti gli operatori economici del settore.

Tutto ciò a conferma della volontà di tutti gli stakeholder del settore di operare secondo legalità , trasparenza e tutela degli utenti.

 

- Il comitato scientifico -

Partecipano al Comitato Scientifico (in ordine alfabetico): Giuliano Ambrosio - Creative Strategist @AQuest

Ilaria Barbotti - Presidente Igersitalia

Giovanni Boccia Artieri - Professore Ordinario di Sociologia dei Media digitali Nicola Carmignani - Esperto di Social media marketing e strategie digitali Luca Della Dora - Marketing & Innovation Director @We Are Social

Antonio Ficai - Tesoriere Igersitalia

Alessandro Ghioni - Communication Consultant @Burson-Marsteller

Marianna Lovagnini - Practice Leader @Havas PR Milano

Francesca Marchelli - Account Supervisor @MSL Italia Marco Massarotto - Partner & Co-Founder @Doing Giulia Mentore -Senior Vice President @Weber Shandwick

Francesco Montefusco - Membro del Consiglio Direttivo Igersitalia Raffaele Monaco - Membro del Consiglio Direttivo Igersitalia Mirko Pallera - Founder e CEO @Ninja Marketing

Nicola Pasianot - Head of Social Media Strategy @IDEAL Alessandra Polo - Membro del Consiglio Direttivo Igersitalia Claudio Rascio - Head of Digital Transformation @Ketchum

Gianpiero Riva - Ingegnere, giornalista, consulente di strategie digitali

Marta Savona - Avvocato presso SGSH LAW FIRM e Presidente AIGA Bergamo

Orazio Spoto - Segretario Igersitalia

Vatinee Suvimol - Avvocato presso SGHS LAW FIRM, Direttrice responsabile di iFood e Consigliere nazionale dell'Associazione Nazionale Forense

 

a cura di

Avv. Vatinee Suvimol Avv. Marta Savona

 

  1. emanato dall'Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (IAP), un Codice che promuove la comunicazione commerciale “onesta, veritiera e corretta” ed un sistema che ha sempre avuto l’obiettivo di eliminare“la cattiva pubblicità e di tutelare quella buona”.

Il Codice di Autodisciplina, tuttavia, è vincolante solo per le aziende e per tutti coloro che lo abbiano accettato, tramite la propria associazione o mediante la conclusione di un contratto di inserzione pubblicitaria. Si tratta, dunque, di una disciplina privata tra gli aderenti.

(2) Decreti Legislativi: D. Lgs. 145/2007 e D. Lgs. 146/2007, che hanno dato attuazione alla direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che sanciscono i seguenti precetti:

  • la pubblicità deve essere palese, veritiera, corretta e chiaramente riconoscibile come tale;
  • per pubblicità si intende: “qualsiasi forma di messaggio che é diffuso, in qualsiasi modo”;
  • i professionisti dalla pubblicità sono: “qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce nel quadro della sua attività e chiunque agisce in nome o per conto di un professionista”;
  • per pubblicità “ingannevole” si intende: “qualsiasi pubblicità che in qualunque modo é idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali é rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente”.
  • l’organo incaricato di dare attuazione ed erogare sanzioni relative alla pubblicità ingannevole è l'ANTITRUST (o l’AgCom);
  • l’ANTITRUST interviene - d’ufficio e su segnalazione -, anche nelle pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori: artt. 20-23 (Pratiche commerciali scorrette, Azioni ingannevoli, Omissioni ingannevoli, Pratiche commerciali considerate in ogni caso ingannevoli, disposizioni che hanno sostituito gli artt. dal 18 al 27 del D. Lgs. 206/2005 , c.d. Codice del Consumo).
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner