Un viaggio lento nel tempo fra tradizione e prodotti di qualità in Molise

10/04/2017

di Alba Simigliani foto di Nicola Zinni


Più il mondo diventa complicato, veloce, complesso, più grande si fa  il desiderio di un rifugio dove ritrovare luoghi, dimensioni, atmosfere e sapori antichi, rassicuranti e dove basta poco per vivere bene!

Se pensate ad una vacanza rinfrancante e di sicuro ristoro il Molise è la regione giusta!
Fra le più piccole d'Italia, ingiustamente fuori dai grandi circuiti turistici, offre un concentrato di bellezze, di bontà autentiche e schiette difficili da trovare altrove.
Se si vuole partire dai sapori del mare Termoli è il primo centro da visitare, facile da raggiungere uscendo dall'autostrada A14. Cittadella fortificata, si affaccia sull'Adriatico dal suo promontorio dove il Castello Svevo di epoca normanna guarda lontano e domina il mare. Città del pesce e dell'olio buono, ha storia e tradizioni antiche raccontate dalla bianca Cattedrale romanica dedicata a Santa Maria della Purificazione del XII sec., da case, palazzi, archi e vicoli, fra cui all'improvviso spunta l'azzurro del mare, ma anche dai numerosi ristoranti dove i piatti di mare sono preparati a regola d'arte.

Lasciando alle spalle il mare e lungo un comodo percorso fra dolci colline sapientemente coltivate, si arriva a Larino, uno dei massimi centri del Basso Molise situato a circa 400 s.l.m. su uno sperone tufaceo. Importante centro economico e commerciale nel territorio dei Frentani, è fulcro di vie di comunicazione che uniscono la costa  alla parte interna del Sannio. Sito di frontiera sia rispetto alla Daunia che all'area Sabellica,  ad appena una ventina di chilometri dalla costa  e dalla mediterranea Termoli, è circondata da vigneti e frutteti in fiore, oltre che da vasti campi di olivo, su cui spicca l'autoctona Gentile di Larino.  Proprio con l'ingresso della primavera qui iniziano i preparativi per la ”Carrese di San Pardo”, la festa del Patrono, la più importante dell'anno e una delle più belle d'Italia, che si svolge in questa città dal 25 al 27 maggio.  Circa 130 carri, rivestiti di fiori di carta crespa lavorati a mano dagli abitanti del paese, trainati da pecore, vitelli, mucche e buoi, anch'essi artisticamente addobbati, sfilano trionfanti  in una processione molto partecipata. Simbolo della devozione della comunità salvata, grazie al Santo, dall'invasione dei Saraceni dell' 842, questa festa è segno tangibile della continuità con la tradizione e del forte carattere identitario di questa comnità.
Un viaggio lento nel tempo fra tradizione e prodotti di qualità in Molise
Il centro storico è interessante e dominato dalla Cattedrale Romanico-Gotica dedicata al Santo Patrono San Pardo, dal caratteristico, ed unico nel suo genere, Rosone a 13 raggi.  Degni di nota e di visita sono anche il Palazzo Ducale, fondato nel XI sec., sede attualmente del Museo Civico, della Biblioteca Comunale  e dell'Archivio Storico,  il Palazzo Vescovile , il Convento dei frati Cappuccini, oltre ad alcuni palazzi e  ville nobiliari del XVIII e del XIX secolo. La città di Larino vanta anche il primo seminario vescovile della Cristianità, fondato dal vescovo Belisario Balduino nel 1564.

Notevoli sono le testimonianze dell'età antica nel vicino sito archeologico fra cui l'Anfiteatro, il Foro romano e gli edifici termali con importanti mosaici.


Dopo la visita alla città ci si può ristorare nel corpo e nello spirito godendo di un panorama infinito e gustando il meglio della autentica cucina molisana, alla Sorgente di Luna, nella vicina Contrada    Guardiola. Immerso nel verde l'Agriturismo ha sede in una dimora ottocentesca che porta l'impronta della padrona di casa.
Ad accogliervi c'è l'eclettica Dilva Anna Antonietta Baldassare con un carosello di antipasti e di pietanze tipiche: scarpelle, patate con la buccia sotto la coppa, fagioli arracanati, soffritto di maiale con peperoni e uno spruzzo di aceto, pallotte cace e ove,  pizza di granone con peperone cruncio e alicetta fritta, saporiti primi e carni di prim'ordine cotti secondo la tradizione, ma anche con il suo talento creativo.
Fra una portata e l'altra, il ricco menù è accompagnato anche dai racconti sulla storia del luogo e della sua vita. Vi parlerà sicuramente anche della bellezza delle feste al suo paese: Guardialfiera, a pochi chilometri da Larino. Ma anche  del suo rammarico di non poter cucinare  nel suo Agriturismo le specialità di pesce di cui la gastronomia tradizionale è ricca e soprattutto di non poter proporre agi ospiti la pietanza tipica di Guardialfiera: l'acretto, ovvero un piatto a base di merluzzo in cui gli elementi fondamentali sono il mostocotto, la  frutta secca e l'aceto.
Se ci si vuole spingere fino al capoluogo, Campobasso non deluderà anche per sorprendenti proposte culturali come la Mostra di ceramiche e grafiche di Picasso che fino al 17 aprile, nello spazio espositivo del Palazzo Gil, ospiterà circa 200 opere del maestro. La Mostra più prestigiosa che il Molise abbia mai ospitato!
Tra i fiumi Biferno e Fortore, questa città dominata dal Castello quattrocentesco, ha un centro storico interessante che conserva testimonianze medievali, come la duecentesca Chiesa di San Leonardo.  Neoclassica è, invece, la Cattedrale della Santissima Trinità.

A pochi chilometri da Campobasso è presente l' interessante sito archeologico di Sepino che testimonia l'importanza che questo territorio ha avuto anche in epoca sannita e successivamente in quella romana. 
Qui non sarà difficile trovare prodotti tipici locali e prelibatezze di ogni genere: olio evo pregiato, vini tipici locali come  Aglianico,  Sangiovese e Montepulciano e fra questi il Biferno Rosso, il Molise Falangina, e il Pentro di Isernia, e naturalmente ottimi prodotti caseari. Tra le bontà da gustare c'è sicuramente il Caciocavallo di Agnone.

In questa regione la civiltà agropastorale è ancora protagonista e l'Azienda Agrozootecnica   della famiglia Colantuono continua a far rivivere il cammino secolare della Transumanza, transitando circa 300 capi bovini prevalentemente di razza podolica  sull'antico tratturo d' erbal fiume silente. Dalla contrada Acquavive di Frosolone, l'attività di famiglia con tutto il bestiame  trascorre 6 mesi invernali nel pianoro pugliese di San Marco in Lamis, per tornare, a fine maggio, nelle alture molisane per l'altra metà dell'anno producendo tutto il meglio dei prodotti della civiltà pastorale. Formaggi dai sapori e profumi unici come la Manteca podolica, ovvero un formaggio a forma di pera col cuore di burro, o il  Caciocavallo podolico, assolutamente da conoscere e gustare a passo lento.
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