Vigevano, comunità in dialogo tra metropoli, industria e territorio

09/09/2017

A Vigevano, nell'ambito del Grande Viaggio Insieme Conad, presentato lo studio “Fare Comunità nella Comunità di Vigevano” condotto dall’istituto di ricerca Aaster. Una fotografia sulla comunità vigentina per spiegare le dinamiche che la attraversano in questo momento di profondo cambiamento.

Quale futuro si delinea per Vigevano, città cerniera tra Milano e la campagna Lomellina? Quale identità va ad assumere, dopo avere vissuto epopea e declino dell’industria calzaturiera, e mentre si affaccia al XXI secolo con il suo patrimonio di cultura e saper fare? È questo il tema al centro dello studio condotto dall’istituto di ricerca Aaster, incaricato da Conad di condurre un momento di ascolto sulla comunità vigentina per comprendere i fenomeni che la attraversano in questi anni di passaggio e di trasformazione per molte realtà italiane.
Lo studio è stato presentato venerdì 8 settembre nel corso dell’incontro “Fare Comunità nella Comunità di Vigevano”, presso la Sala dell’Affresco nel Castello di Vigevano, evento che si inserisce nell’ambito dell’iniziativa Il Grande Viaggio Insieme Conad.

Con Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster e Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad, erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Vigevano Andrea Ceffa, il direttore generale Ecopneus Spca Giovanni Corbetta, la presidente dell’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina Alda La Rosa, il direttore della Caritas di Vigevano Don Moreno Locatelli, il titolare della tenuta San Massimo Dino Massignani, il portavoce Slowfood Lomellina Franco Ranzani, il presidente dell’Ascom di Vigevano Renato Scarano, il titolare della gelateria Vero LatteMassimiliano Scotti.
 

La ricerca: “Vigevano deve mantenere il suo forte legame con Milano”

L’identità di Vigevano è quella di una città da secoli abituata a fare da cuscino tra la realtà cittadina e rurale: una comunità operosa e dialogante tra le due realtà, come dimostra l’alto flusso di cittadini pendolari verso il capoluogo, e di milanesi che qui si trasferiscono per trascorrere il tempo libero in una dimensione meno frenetica.
Chiusasi l’epoca d’oro della manifattura, che in questi territori aveva trovato espressione nell’industria tessile e soprattutto calzaturiera, Vigevano ha assistito nel recente passato al dissolversi della comunità industriale, che l’aveva caratterizzata per quasi due secoli. “Le comunità oggi sembrano essere non una, ma diverse e aggregate attorno a molteplici interessi politici, come la difesa del territorio e della terra, della coscienza e cultura di luogo, la cultura, l’attenzione e la cura per gli ultimi”.
La sfida di oggi è quindi quella di tenere insieme le diverse anime della comunità che sono in evoluzione, evitando, dopo l’indebolimento dell’industria manifatturiera locale, che la sua forza identitaria si diluisca per effetto della vicinanza con Milano.
La stessa industria manifatturiera, però, può costituire uno dei motori da cui l’identità vigentina può prendere forza. Chiuso il capitolo del boom, hanno resistito sul posto imprese e marchi di alto livello nei diversi settori calzaturiero e meccano calzaturiero, mentre ci si prefigge l’obiettivo di rivitalizzare gli impianti industriali dismessi con l’arrivo di capitali e imprenditori provenienti da fuori. Anche l’agricoltura, che qui a Vigevano non ha mai rivestito un ruolo di primo piano, guarda al futuro puntando al biologico, in forte espansione, e a produzioni tipiche locali di alta qualità, come il fagiolo di Gambolò, l’asparago di Cilavegna e la cipolla di Breme. Sono molte, inoltre, le fattorie didattiche e le strutture di agro turismo, segno che è in atto un processo di evoluzione del settore agricolo, che trae vigore anche dalla varietà dell’offerta.

Strettamente connesso al mondo dell’agricoltura è quello delle nuove espressioni nel mondo del commercio, legate soprattutto alle attività di ristorazione e del food. Un esempio in tal senso sono le storie di numerose collaborazioni tra attività commerciali e produttori locali, che valorizzano e promuovono antichi saperi rurali.

Altro asset di crescita e di identità è il patrimonio artistico e culturale di Vigevano, che conferisce al territorio un forte potenziale turistico, ancora tutto da sviluppare. “In questa visione Vigevano deve mantenere il suo forte legame con Milano rinnovando la sua matrice originaria, da un lato, e dall’altro rafforzare il rapporto con il suo territorio, il resto della Lomellina”, si legge nello studio. È quindi dalle sue campagne e dalla metropoli lombarda che Vigevano può trarre linfa vitale, prendendo forza dalle sue ricchezze: terra, paesaggio, natura e Storia.

Il Grande Viaggio Insieme Conad 2017 fa tappa a Vigevano

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