Vincitori XI edizione premio Sirena d'Oro di Sorrento

Premio sirena d'oro, sul podio gli Oli: Dop Garda, Dop Canino e Dop Sardegna

15/03/2013

Vincitori XI edizione premio Sirena d'Oro di Sorrento

Roma, 14 marzo 2013– Dop Garda, Dop Canino e Dop Sardegna gli oli vincitori dell’11ma edizione del Premio Sirena d’Oro, il concorso nazionale dedicato agli oli dop – e da quest’anno anche igp – promosso dalla Città di Sorrento in collaborazione con Unaprol e FederDop Olio.

Gli oli giudicati migliori nelle tre categorie del Premio – fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso – sono stati resi noti nel corso di un convegno che si è svolto a Roma, presso la Sala delle Mercede di Palazzo Marini (Camera dei deputati), alla presenza del presidente della commissione Agricoltura della Camera, on. Paolo Russo, della sen. Colomba Mongiello dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Madama, del sindaco e vice sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo e Giuseppe Stinga, del consigliere delegato della Regione Campania per l’Agricoltura, Daniela Nugnes, del presidente di Unaprol, Massimo Gargano, del presidente di FederDop Olio, Silvano Ferri, e del presidente dell’Aifo Piero Gonnelli.

Nella categoria fruttato leggero la Sirena d’Oro è stata assegnata all’azienda agricola Riva del Garda con la Dop Garda – Trentino, la Sirena d’Argento all’azienda agricola Tommaso Masciantonio con la Dop Colline Teatine, e la Sirena di Bronzo a Redoro Frantoi Veneti con la Dop Veneto.

L’Azienda Agricola Laura De Parri con la Dop Canino si è aggiudicata la Sirena d’Oro nella categoria fruttato medio. Nella stessa categoria, Sirena di Bronzo all’Azienda Biancheri con la Dop Colline Pontine e Sirena di Bronzo all’Az. Agricola Marfuga con la Dop Umbria – Colli Assisi Spoleto.

La Sirena d’Oro nella categoria fruttato intenso è stata attribuita alla Cooperativa agricoltori Valle del Cedrino con la Dop Sardegna. La Sirena d’Argento è stata vinta dall’azienda agricola biologica Titone con la Dop Valli Trapanesi. I Frantoi Cutretra con la Dop Monti Iblei – Gulfi si sono aggiudicati la Sirena di Bronzo.

Gli oli in gara in questa edizione sono stati 178, in rappresentanza di 37 aree dop e igp. I quindici oli ammessi alla selezione finale sono stati scelti da due giurie di preselezione con la partecipazione di 36 assaggiatori. Una giuria di 19 capi panel ha successivamente decretato i 9 oli vincitori.

La consegna dei premi avverrà a Sorrento, in occasione della terza edizione della Borsa Valori del Territorio, kermesse in programma dal 25 al 28 aprile, in cui gli oli dop e igp saranno protagonisti di percorsi enogastromici tra gusto, storia e tradizione.

In calendario, inoltre, convegni e attività didattiche presso le scuole di Sorrento.

LE DICHIARAZIONI

“I prodotti di qualità sono il simbolo di territori e paesaggi, di luoghi cioè che evocano bellezza, tradizioni, impegno e passione – ha dichiarato Paolo Russo – E’ il caso di Sorrento e della penisola sorrentina, scenario ineguagliabile ed esclusivo che ha in sé tutto quello di cui il nostro meraviglioso Paese è custode. Parte anche da questi presupposti la legge “salva olio” che abbiamo approvato in extremis, prima dello scioglimento delle Camere, e che non solo tutela le produzioni italiane ma le rende più competitive sui mercati internazionali”.
Intervenendo sulla legge “salva olio”, la senatrice Colomba Mongiello ha ricordato che “il capo 2° del provvedimento, entrato in vigore lo scorso primo febbraio, reca le norme sulla trasparenza e sulla tutela del consumatore”. “Con questa legge – ha aggiunto – il legislatore ha correttamente interpretato le esigenze di trasparenza del settore delle denominazioni di origine protetta vietando, tra l’altro, pratiche commerciali ingannevoli, sanzionando l’illiceità dei marchi e la fallace indicazione dell’uso dei marchi con l’applicazione dell’articolo 517 del codice di penale che prevede la reclusione fino ad un anno o multa fino a 20mila euro. Abbiamo così difeso l’italianità del prodotto e della sua origine, con l’introduzione di norme che delimitano il campo delle frodi e delle sofisticazioni e la conseguente applicazione di multe e sanzioni. Questa legge, ci auguriamo tutti, scongiurerà ulteriormente comportamenti scorretti e pratiche fraudolente in questo settore”.

Il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, ha dichiarato che il “Premio Sirena d’Oro è un omaggio della Città di Sorrento alla migliore Italia agricola, quella grazie alla quale abbiamo sulle nostre tavole prodotti genuini e salutari. E’ la celebrazione dell’olio, l’oro giallo simbolo della Dieta Mediterranea e punta di diamante del nostro Made in Italy. Siamo lieti di promuovere questo concorso per l’undicesimo anno consecutivo – ha proseguito – e diamo appuntamento ad aprile per una serie di eventi di promozione degli oli dop e igp e dell’agroalimentare della costiera sorrentina.

Appuntamenti che saranno realizzati con l’importante sostegno degli chef del nostro territorio: gli ambasciatori del gusto grazie ai quali la penisola sorrentina è considerata meta d’élite del turismo enogastromico”.

“Il Premio Sirena d’Oro ha l’obiettivo di sostenere le aziende produttrici di oli a marchio, aiutandole a valorizzare le proprie produzioni, nella consapevolezza che la loro attività debba coniugarsi con l’imprescindibile esigenza di generare profitto – ha affermato Giuseppe Stinga, vice sindaco di Sorrento e assessore all’Agricoltura – E’ per questo motivo che a Sorrento, in aprile, in occasione della premiazione delle aziende vincitrici del concorso, da tre anni realizziamo la Borsa Valori del Territorio: un evento di quattro giorni, con un calendario ricco di appuntamenti finalizzati a diffondere la conoscenza degli oli a marchio e favorire l’incontro dei produttori con i residenti e i turisti.  Il programma di quest’anno è ancora più ricco rispetto a quello degli anni passati. Tutta la Città parteciperà alla festa degli oli dop e igp in una modalità inedita che coniugherà tradizione, storia e arte. Saranno realizzati dei percorsi enogastronomici nelle strade e nei vicoli del centro storico, facendo rivivere a residenti e turisti suggestioni antiche, e ridando lustro agli antichi mestieri.

Il consigliere delegato per l’Agricoltura della Regione Campania, Daniela Nugnes, ha sottolineato che “l’olio extravergine di oliva è uno dei capisaldi della nostra alimentazione” e  che “in Campania  quasi 74mila ettari sono riservati all’olivicoltura, un dato che ci colloca al sesto posto tra le regioni italiane per estensione territoriale destinata a questa coltura”. “Attualmente – ha poi spiegato –  la nostra regione può fregiarsi di ben cinque aree a Denominazione di origine protetta. Per promuovere questo patrimonio, l’assessorato all’Agricoltura, di concerto con l’assessorato alle Attività produttive, sta lavorando ad Olivitaly, una grande manifestazione che vuole valorizzare gli oli di eccellenza campani ed italiani, rafforzandone la presenza sui mercati nazionali ed internazionali e, al tempo stesso, sensibilizzando tutta la filiera produttiva per il miglioramento della qualità. L’olivo, d’altra parte, è senza dubbio uno degli elementi più caratteristici dell’ambiente del Mediterraneo, una risorsa economica e paesaggistica per l’Italia sulla quale investiere sempre più”.

“Quello delle Dop è un settore in continua espansione. Da noce nello schiaccianoci a settore in attesa di sviluppo che ha sempre voglia di crescere – ha riferito il presidente di Unaprol, Massimo Gargano – Nel 2011 (ultimi dati disponibili), rispetto al 2010 cresce del 15% il volume dell’export che sfiora le 6mila tonnellate e il valore di 49 milioni di euro. Nel 2012 in Italia, invece,  volumi di oli a denominazione venduti nella GDO hanno mantenuto una sostanziale stabilità, registrando un incremento dell’1% sia a volume, sia a valore, rispetto al 2011, passando da un livello di 2.735.533 litri ad uno di 2.770.764 litri. In Italia, i nuovi modelli di olivicoltura tendono a prediligere lo sviluppo di identità territoriali. Tra le leve di marketing, un’importanza centrale è assegnata alla provenienza italiana, tutelata  attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. Primi in Europa per numero di riconoscimenti comunitari il settore va sostenuto perché rappresenta il primo esempio di legame forte con il territorio e di sostegno del concetto di “made in Italy”.

“Il Sirena d’Oro – ha dichiarato il presidente di FederDop Silvano Ferri – rafferma il principio dell’unicità d’Italia perché con questa premiazione  copriamo il territorio nazionale da Veneto fino al cuore del mediterraneo Sicilia e Sardegna.  Viene  esaltata la ricchezza dei profumi e sapori dei nostri 42 oli dop ed 1 IGP. La biodiversità è rappresentata da oltre 170 cultivar che sono all’interno dei disciplinari di produzione che contraddistinguono i diversi territori di produzione dalla penisola sorrentina, agli oliveti secolari della Puglia e dell’Abruzzo, all’olivicoltura di frontiera che si spinge fino alle pendici delle alpi. Pratiche agronomiche all’avanguardia e forte attaccamento ai diversi territori di produzione, rendono il nostro prodotto competitivo e sempre più apprezzato sui mercati di tutto il mondo”.

Il presidente dell’Aifo, Piero Gonnelli, si è soffermato sul sistema di trasformazione dell’olio, “un anello importante della catena del valore del prodotto legato alle denominazioni di origine protetta”. “Leva competitiva della filiera di prodotto e di trasformazione – ha aggiunto – l’Aifo da quest’anno, stringe una nuova collaborazione con il sistema della rappresentanza delle Dop, rafforza il gioco di squadra dell’offerta di qualità italiana di olio extra vergine DOP nel mondo. Con un numero di frantoi dieci volte superiore alla Spagna, il sistema della trasformazione del settore oleario italiano rappresenta uno dei punti di forza che fa leva sulla diversità dei territori e rende competitivamente virtuosa l’offerta di eccellenza del nostro prodotto che è unico e irripetibile proprio perché prodotto da un territorio continuamente discontinuo”.

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