Vini, vigne e vignaioli di Calabria a Milano

La sfida è mettere in bottiglia tutto il territorio

23/05/2013

Vini, vigne e vignaioli di Calabria a Milano

di Mariella Belloni – foto by Canio Romaniello

Milano maggio 2013. La grande affluenza di stampa e di operatori ha contribuito al successo della prima tappa promozionale dell’Associazione EuVite, costituita dalle cinque aziende vitivinicole calabresi Librandi, Malaspina, Poderi Marini, Serracavallo e Statti, nell’elegante cornice dello Starhotels Rosa Grand in Piazza Fontana a Milano.

L’iniziativa, in collaborazione con Edizioni L’Informatore Agrario, insieme ai piatti della cucina “pitagorica” di Salvatore Murano, ha avvalorato il volto di grande tradizione dell’imprenditoria calabrese.

«La Calabria è una terra incredibilmente ricca e varia: abbiamo una varietà genetica, di suoli, di territori. Praticamente in ogni paese si produce vino: eppure nell’immaginario collettivo - ha esordito Nicodemo Librandi, presidente dell’Associazione nonché titolare dell’omonima azienda vitivinicola di Cirò, nel corso dell’incontro di presentazione del progetto EuVite in anteprima assoluta alla stampa milanese lo scorso 7 maggio - la Calabria non è percepita come una regione che produce vino. Si tratta di un vero e proprio paradosso che EuVite vuole scardinare. In Calabria, infatti, non solo la vite è presente da tempo immemore, ma è ricca di una variabilità genetica notevole. Inoltre il territorio offre una ricchezza di ambienti di coltivazione tali da permettere differenti espressioni qualitative ai molti vitigni autoctoni della regione. Tutto questo, insieme al livello qualitativo raggiunto da una buona parte dei vini regionali, stenta a emergere e a essere recepito».

L’obiettivo di EuVite è dunque quello comunicare che la Calabria produce vini di livello da annoverare a buon diritto nella rosa delle migliori produzioni nazionali e di portare avanti il nome del territorio di origine prima di quello dei marchi aziendali riuniti in associazione. Il progetto di EuVite, realizzato in collaborazione con Edizioni L'Informatore Agrario, si prefigge di aumentare la cultura del vino calabrese attraverso numerose azioni mirate a coinvolgere diversi target, dalla stampa, agli opinion leader di settore, fino agli eno-appassionati.

In questo ambito i prodotti editoriali realizzati dalla casa editrice veronese - accanto agli eventi di comunicazione e all’attività di formazione - rappresentano uno strumento concreto di divulgazione delle peculiarità della Calabria vitivinicola, comprese quelle delle cinque aziende di EuVite e delle altre eccellenze agroalimentari, storiche e culturali della regione.

«La ricerca sul patrimonio viticolo autoctono regionale - ha proseguito Librandi - avviata una ventina di anni fa e con pochi eguali in Italia, sta dando i suoi ultimi frutti: 8 cloni di Gaglioppo, 10 di Magliocco e 2 di Pecorello. Ma la ricerca continua con il saggio dei portinnesti più adatti in particolare a uno dei cloni di Gaglioppo, in collaborazione con il CRA di Conegliano (Treviso)». Dal vigneto alla cantina, con studi specifici sulle migliori tecniche di vinificazione degli autoctoni regionali, lo sguardo si allarga alla promozione dell’intero territorio».

«Siamo venuti a Milano perché è tempo di far conoscere EuVite - ha dichiarato Alberto Statti, che conduce con il fratello l’omonima azienda-. Vogliamo valorizzare il brand Calabria, facendo emergere le positività della nostra regione e per fare questo lavoriamo insieme al di là dei marchi delle singole aziende. Abbiamo deciso di costituire una rete tra aziende per comunicare i nostri valori più autentici e farli conoscere in tutta Italia - ha aggiunto Alberto Statti. La Calabria è spesso presentata come regione al centro di sperperi e malaffare. Oggi vogliamo mostrarvi il nostro genuino spirito imprenditoriale, che ci porta a guardare per il prossimo futuro alla realizzazione di una strada dei sapori e dei vini di Calabria, per promuovere l'identità regionale dei nostri vini e renderla visibile e riconoscibile dagli opinion leader e dai viaggiatori». In sintesi, recuperare vitigni autoctoni per riconquistare un’identità territoriale ed essere all’altezza dei mercati internazionali.

«Nei primi anni Novanta ero a una fiera a Bruxelles - ha spiegato Librandi -. Mi sono chiesto come potevo confrontarmi con i vini ottenuti da vitigni internazionali. La risposta è stata di puntare sulle particolarità del territorio da cui nascevano i vini calabresi e la loro riconoscibilità». E sempre proiettandosi in avanti, l’Associazione vuole aprirsi ad altre aziende vitivinicole calabresi che ne condividano la filosofia. Per la presentazione milanese, EuVite ha stretto una collaborazione con Salvatore Murano, chef e patron della «Trattoria Max» di Cirò Marina, in provincia di Crotone. Gli ospiti hanno così potuto degustare i vini delle cantine di EuVite in abbinamento con le creazioni in puro spirito "pitagorico", cioè essenziale e radicato alle origini storiche del territorio, di uno chef che ama utilizzare prodotti del territorio con cotture particolari, in acqua marina o con erbe tradizionali come timo o curiose come gli aghi di pino. Il risultato, apprezzabile al palato, è stato il trionfo di sapori tipici, tutti da riscoprire.

Per le cinque aziende il primo traguardo, forse quello più difficile, del “fare rete” è stato raggiunto: la nuova sfida, dichiarano, sarà la strutturazione e la promozione di una strada dei vini e dei sapori di Calabria per aprire le porte a un movimento del turismo del vino anche in questa regione. E già dai prossimi mesi EuVite ha in programma di avviare una serie di iniziative di comunicazione e corsi di formazione per promuovere e diffondere la cultura del vino calabrese.

L’associazione EuVite, costituitasi nel 2008, rappresenta la vitivinicoltura che nasce da uve e da un territorio del tutto originale, promossa da un nucleo di aziende di diverse dimensioni, collocate in aree differenti: Librandi di Cirò (Crotone), Malaspina di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), Poderi Marini di San Demetrio Corone (Cosenza), Serracavallo di Bisignano (Cosenza) e Statti di Lamezia Terme (Catanzaro). Il progetto è in perfetta sintonia con l’opera di recupero dei vitigni autoctoni e di riqualificazione della viticoltura, valorizzando le caratteristiche specifiche dell’ambiente calabrese, progetto stimolato dalla Regione Calabria dagli Anni Novanta per contrastare gli effetti di una produzione di massa che aveva progressivamente incentivato l’abbandono di vitigni storici a favore di quelli internazionali.

Ancora una volta la bevanda che accompagna l’uomo da secoli torna ad essere motore di «civiltà» ovvero attività economica, culturale e scientifica in una terra che non a caso gli antichi greci chiamavano «enotria tellus» (terra del vino).

La Calabria è una regione con bellezze naturali e paesaggistiche mozzafiato. Qui si viene stregati da una natura selvaggia e in gran parte sconosciuta, fatta di mare e montagne, laghi, sorgenti termali, cittadine dove si lavorano l’argento e i tessuti come secoli fa, salumi piccanti e formaggi salati. Qui si assapora la Calabria più vera.

La Calabria, una regione un po’ appartata capace di accontentare i naturalisti e gli intellettuali, i golosi e i pigri, gli sciatori e gli amanti del mare. Visitarla significa esplorare il lato più selvaggio e incontaminato dell’Italia: un privilegio che un turista dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita. C’è insomma una regione da scoprire.

Il Progetto EuVite

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