VINO IN VESPA

27/05/2016

VINO IN VESPA
Di Clara Ippolito
 
In nessun posto come a Pontedera, cittadina in provincia di Pisa, è più “bello andare in giro con le ali sotto i piedi”, per dirla con la famosa canzone 50 Special dei Lunapop. Perché di fatto è proprio qui, negli stabilimenti della Piaggio, che è stata prodotta la celeberrima due ruote, oggi arrivata al suo 70° compleanno: veneranda età non solo portata alla grande ma anche celebrata all’interno della storica fabbrica con una bella mostra visitabile fino al 4 giugno (http://www.museopiaggio.it).

E quale miglior brindisi poteva essere pensabile se non quello fatto con i vini di queste parti, il Chianti Docg in primis, un abbinamento nato sotto l’egida del Movimento Turismo del Vino Toscana con l’intento di esaltare un territorio poco noto, ma non per questo meno vocato e adatto a dare ottimi nettari, espressioni di Bacco in una zona con un proprio e particolare genius loci.
Noi, infatti, abbiamo festeggiato, alzando i calici riempiti dai vignaioli di San Miniato (http://www.vignaiolisanminiato.it), un’associazione nata nel 2007 per iniziativa di alcuni produttori locali convinti che, solo unendo le forze, si poteva attirare l'attenzione dei wine lover su un angolo di Toscana quasi per niente esplorato oltre che più defilato degli altri.
Sei le aziende che si sono messe insieme. Molto diverse tra loro hanno un’unica, condivisa, mission, sostenuta da varie filosofie vitivinicole, interpretate in vigna e in cantina a soggetto grazie ai tanti vitigni storici: autoctoni e non a bacca bianca (dal Trebbiano toscano al Vermentino fino al Pinot Grigio), uve rosse, quali quelle del Sangiovese, re di queste terre (da cui si ottengono vini austeri, specialmente nella versione Chianti), ma anche altri vitigni tradizionali vinificati in purezza, dal Canaiolo alla Malvasia Nera, dal Temprillo al Colorino, che in bottiglia dicono a gran voce la loro.
VINO IN VESPA
Magnifiche, tra l’altro, alcune versioni di Vinsanto e Occhio di pernice, anche questi prodotti che sono il frutto più schietto e verace di una terra composta d’argilla, sabbia e fossili marini, caratteristica quest’ultima che rende i vini assai minerali e sapidi. Un suolo adatto a dare veramente dei bei risultati nel bicchiere, specie quando c’è dentro oltre alla dedizione una grande passione per un ramo di Toscana molto diverso da quella canonico conosciuto dai più.

Peraltro, San Miniato, anche detta la città delle XX miglia per via della sua posizione baricentrica, posta all’incrocio delle vie di comunicazione tra Firenze e Pisa, Lucca e Siena, lungo la Via Francigena, è anche terra di ottimi tartufi bianchi, celebri funghi ipogei dal gusto prezioso cui qui è dedicata una mostra-mercato nazionale.

Ormai giunta alla sua 46° edizione, quest’anno si terrà dal secondo fine settimana di novembre fino al primo week end del mese di dicembre (http://www.sanminiatopromozione.it); intanto, però, prima, dal 28 al 29 maggio, si potrà andar in Vespa per grandi vini e sigari toscani, seguendo il fil rouge enoturistico della XXIV edizione di Cantine aperte 2016.
Un modo che permette di vivere il territorio in un’intensa due giorni a dir poco inebriante.
Condividi facebook share twitter share google+ share pinterest share
Sigla.com - Internet Partner