Vino rosato

Proibito chiamarlo ”pallido”, brindiamo in rosa - la carica dei “chiaretti”

08/09/2014

Vino rosato

Nei miei piccoli “lussi” non manca la fragilità del bicchiere.   Il mio calice ideale deve essere in cristallo trasparente, mostrare il proprio stile, realizzato a mano rispettando un procedimento antico.  Lo pongo contro luce e con  occhio attento cerco le piccole imperfezioni che ne mettono  in rilievo il carattere unico. Mi piace versarvi il vino lentamente,  godere il colore che si rinvigorisce nella mescita. Rilassata, assaporo il nettare, nel caso specifico vino rosato.   In un appropriato calice il nettare è sempre  migliore.   
La campagna di promozione dei vitigni rosè è  partita alla Puglia, è salita lungo lo stivale fino a raggiungere la Lombardia che passando da Brescia e Pavia ha raggiunto  Mantova, mettendo in mostra etichette eccellenti.
Italia,  Francia, Sati Uniti, Spagna e Germania  totalizzano l’88% delle bottiglie di questo vino sparse nel mondo.  Il rosato “made in Italy” sta crescendo sul mercato internazionale e, in dieci anni, è passato dal 26% al 40% di produzione. Il Concorso Rosati d’Italia, promosso dall’assessorato alle Risorse agroalimentari della Puglia, si tenuto nella splendida cornice del castello aragonese di Otranto,  ha  esaltato il trend di crescita costante di questo vino che sicuramente subirà una favorevole impennata anche in vista dell’Expo 2015 di Milano.  Il Veneto è risultato campione assoluto con tre ori, un argento ed  un bronzo,  seguito dalla Puglia con un oro, due argenti e due bronzi, terza la Lombardia cha ha ottenuto tre medaglie (un oro e due bronzi) .
Sono 19 i vini che hanno ricevuto particolari riconoscimenti al Concorso. Una veloce sintesi porta sul podio la Puglia per vini rosati tranquilli IGT e IGP; l’Emilia Romagna per i vini rosati  frizzanti DOC e DOP; sei medaglie al Veneto; due a Lombardia e Campagna; una all’Abruzzo, il cui Cerasuolo d’Abruzzo DOC “Fantini” risulta il Rosato Italiano col punteggio più alto.
 


I vini rosati sono stati dimenticati per anni, sicuramente per cattiva cultura e/o pregiudizi, probabilmente a causa  di una scarsa conoscenza, dal ritenere difficoltoso il loro abbinamento ai cibi che, in attenta analisi, è risultato essere facile ed accattivante.  Negli ultimi tempi gli esperti enologici stanno restituendo dignità a questi vini facendo innanzi tutto comprendere che non si tratta di rosso uscito male, ma che sono vini appartenenti ad una tipologia specifica in quanto sono vini a pieno diritto e titolo.   
Per ottenere un vino rosato sono tre i procedimenti: utilizzare uve rosse con poco colore o di colore rosa ; utilizzare un uvaggio misto con poche uve rosse e molte uve bianche; utilizzare uve rosse ma estraendo poco colore parzialmente dalle bucce. Il grande gioco avviene sulla fermentazione.
I procedimenti sono ben precisi e si pongono a metà strada tra quello del bianco e quello rosso, seguendo ovviamente tecniche diverse. Le uve rosse vengono pigiate e le bucce si lasciano macerare nel mosto il tempo necessario affinchè il vino prenda la colorazione desiderata. Il prodotto finale avrà quindi una tonalità che va dal rosa al cerasuolo fino ad arrivare al chiaretto. Il vino, prima di essere imbottigliato segue una fase di maturazione.
I vini rosati hanno sapore piacevole e profumato, aromi gradevoli. Sono molto adatti all’abbinamento col cibo ed offrono una incredibile variabilità in tutti quei casi in cui il bianco è poco e il rosso troppo a causa del contenuto di tannino.  Ottimi con gli antipasti, affettati misti, insalate di carne cruda, verdure ripiene.  Esaltano  tutti i piatti di pasta sia al   pomodoro, che alle ripiene ed al forno. Arricchiscono un buon riso, non temono il pesce, la carne,  funghi e tartufi, formaggi non stagionati. Grazie alla sua morbidezza e moderata alcolicità il rosato è abbinabile  agli sformati, alle verdure, senza trascurare i cereali. Da servire a temperatura 8-10 CC.
Questo vino si presenta di un bel colore rubino chiaro con riflessi violacei, ed  all’olfatto  sprigiona  un bouquet che richiama ciliegie, fragole, aromi di rosa.
Una piccola curiosità: fra le 245 cantine di tutta Italia, per un totale di 319 etichette, ventisei cantine lombarde si sono messe in gioco. Diciotto di queste hanno ottenuto il diploma di merito con una valutazione di almeno 80/100.
 

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