La filiera alimentare, dai campi agli scaffali, è la prima ricchezza del Paese

Coldiretti su dati Istat: L’alimentare è l’unico settore italiano a tenere, con una produzione sostanzialmente stabile (-0,4%) sul 2019 a fronte del calo generale del -8%

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 13/09/2020

L’alimentare è l’unico settore italiano a tenere, con una produzione sostanzialmente stabile (-0,4%) sul 2019 a fronte del calo generale del -8%.

Un dato che emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’andamento della produzione industriale in luglio 2020.

Grazie all’impegno di 730.000 aziende agricole e 70.000 industrie alimentari, che non hanno mai smesso di lavorare durante la pandemia per garantire le forniture di cibo e bevande agli italiani, la filiera agroalimentare è diventata la prima ricchezza del Paese con 538 miliardi di valore.

Una realtà allargata dai campi agli scaffali che garantisce 3,8 milioni di posti di lavoro e vale il 25% del Pil, diffusa lungo tutto il territorio che, spiega la Coldiretti, viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane dove stalle, serre e aziende hanno continuato a produrre. Una filiera che ha registrato una continua crescita dell’export raggiungendo la cifra record di 44,6 miliardi di euro nel 2019.

Il commento del presidente Coldiretti, Ettore Prandini

“L’emergenza globale provocata dal Coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza – afferma il presidente Coldiretti, Ettore Prandini – l’Italia può contare su una risorsa da primato mondiale ma deve investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali”.

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