Lambrusco, nasce un unico grande Consorzio di tutela tra Modena e Reggio Emilia

I consigli di amministrazione hanno dato parere favorevole, all’unanimità, alla fusione. A settembre l’assemblea plenaria dei soci

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 27/06/2020

Verso l’unione dei consorzi di tutela del Lambrusco tra Modena e Reggio: arriva il primo parere favorevole, a settembre la decisione finale. 

Prima tappa lungo il percorso che porterà alla nascita di un unico grande Consorzio di tutela.

I consigli di amministrazione del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, del Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa e del Consorzio di Tutela Vini del Reno Doc, hanno espresso all’unanimità parere favorevole alla fusione per incorporazione, a partire dal prossimo anno.  

Giacomo Savorini, direttore dei Consorzi che oggi tutelano il vino lambrusco

Questo primo passo, afferma Giacomo Savorini, ci consente di poter raggiungere, finalmente, l’obiettivo di poterci rivolgere, agli occhi del consumatore finale, in modo coeso e uniforme, valorizzando ancora meglio le singole ricchezze delle diverse denominazioni».

Il futuro nuovo Consorzio Tutela Lambrusco rappresenterà circa 1,3 milioni di quintali d’uva, per la stragrande maggioranza di Lambrusco, anche se includerà altri vitigni. Tutti i consociati, ora, hanno due mesi di tempo per interrogare i relativi consorzi in merito alla fusione per incorporazione e a settembre saranno convocati all’interno di un’assemblea plenaria sovrana che dovrà definitivamente votare l’intera operazione.

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