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Primato mondiale per l’Italia delle denominazioni Dop, Igp e Stg

Rapporto Ismea Qualivita 2018: 882 prodotti a marchio, la DopEconomy vale 15,2 mld e cresce del 2,6%

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 14/12/2018

I brand Dop&Igp sono ambasciatori del made in Italy. La DopEconomy vale 15,2 miliardi di euro; un sistema quello del Made in Italy certificato (Dop, Igp e Stg) che continua a crescere (+2,6%). Food: Formaggi da 3,9 miliardi e Prodotti a base di carne da 2,0 miliardi; export +3,5%, Aceti balsamici pesano il 26% Nel Vino cresce ancora il Sistema Prosecco, buon trend per la maggior parte delle grandi produzioni; +5,8% l’export. Questi dati sintetizzano il patrimonio delle produzioni tipiche italiane che oggi è stato presentato a Roma all’Hotel Quirinale.

Il Veneto è la prima regione e Parma guida le province (QUI su InformaCibo)

Il commento del ministro Gian Marco Centinaio: dietro i numeri c’è la passione e il lavoro dei nostri imprenditori

“I numeri – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo Gian Marco Centinaio nel corso della presentazione del Rapporto – delineano uno scenario chiaro, dietro il quale c’è la qualità delle nostre eccellenze, c’è la passione, il lavoro dei nostri imprenditori. Ci sono storie e tradizioni da preservare e continuare a tramandare. C’è il sistema Italia“.

Coldiretti Emilia Romagna commenta i dati del Rapporto Ismea – Qualivita 2018

Due primati dell’Emilia Romagna nel settore del cibo di qualità: con il Parmigiano Reggiano la nostra regione è sul gradino più alto del podio per il primo prodotto per valore all’origine (1,34 miliardi di euro), mentre con l’Aceto balsamico di Modena Igp è al primo posto per il valore delle esportazioni (897 milioni di euro).

Ma Coldiretti Emilia Romagna lancia l’allarme,”sale il valore del falso made in Italy”

Insieme al valore di cibo e vino a denominazione d’origine – commenta Coldiretti Emilia Romagna – sale anche il valore del falso made in Italy agroalimentare nel mondo che con un aumento record del 70% negli ultimi dieci anni ha raggiunto i 100 milioni. L’Emilia Romagna, i cui prodotti imitati hanno raggiunto un valore di oltre 12 miliardi, con il Parmigiano Reggiano ha anche il primato del prodotto italiano più imitato nel mondo dove i vari parmesan, parmesao e regianito hanno ormai superato l’originale.

Questo in sintesi quello che emerge dal Rapporto Ismea Qualivita 2018

Gli ultimi prodotti registrati

Ancora primato mondiale per l’Italia che conta 822 prodotti DOP, IGP, STG registrate a livello europeo su 3.036 totali nel mondo (dati al 05/12/2018): nel 2018 sono stati registrati in Italia la Pitina IGP (Friuli-Venezia Giulia), il Marrone di Serino IGP (Campania), la Lucanica di Picerno IGP (Basilicata) e il Cioccolato di Modica IGP (Sicilia), primo cioccolato a Indicazione Geografica al mondo.

Il comparto delle IG italiane esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi e per la prima volta supera i 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per un contributo del 18% al valore economico complessivo del settore agroalimentare nazionale. Se il settore agroalimentare italiano ha visto crescere il proprio valore del +2,1%, il settore delle DOP IGP ha ottenuto un risultato migliore pari al +2,6%. Continua a crescere l’export delle IG made in Italy che raggiunge gli 8,8 miliardi di euro (+4,7%) pari al 21% dell’export agroalimentare italiano. Bene anche i consumi interni nella GDO che continuano a mostrare trend positivi con una crescita del +6,9% per le vendite Food a peso fisso e del +4,9% per il Vino. Il settore Food sfiora i 7 miliardi di valore alla produzione e 3,5 miliardi all’export per una crescita del +3,5%, mentre raggiunge i 14,7 miliardi al consumo con un +6,4% sul 2016. Il comparto Wine vale 8,3 miliardi alla produzione (+2%) e 5,3 miliardi all’export (su un totale di circa 6 miliardi del settore). Il Sistema delle DOP IGP in Italia coinvolge 197.347 operatori e garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che conta 275 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft e oltre 10mila interventi effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

La presentazione di oggi è stato da questo punto di vista anche un momento di confronto tra gli attori del comparto delle certificazioni agroalimentari italiane

Le dichiarazioni

Raffaele Borriello, Direttore Generale IsmeaI dati che emergono dal Rapporto Ismea-Qualivita dimostrano come il sistema delle Indicazioni Geografiche rappresenti ormai una solida realtà dell’economia agroalimentare italiana e quanto esso contribuisca al consolidamento della reputazione del made in Italy nel mondo. Senza dimenticare l’enorme valore aggiunto che per il nostro Paese può derivare dal legame tra il territorio, il turismo e l’enogastronomia. In questo contesto, il sistema delle Indicazioni Geografiche può avere un ruolo centrale in un nuovo progetto di politica agraria nazionale in grado di valorizzare il nostro modello di agricoltura nelle sue distintività produttive e territoriali, dove l’origine e la qualità dei prodotti sono elementi fondanti.

Mauro Rosati, Direttore Generale QualivitaSi afferma in Italia la #DopEconomy che conta 200.000 imprese, 822 denominazioni e oltre 15,2 miliardi di valore alla produzione; nonostante questi dati positivi dobbiamo guardare subito al futuro perché nei mercati globali – dove ormai trovano il loro maggiore valore economico i prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP italiani – gli scenari cambiano sempre più rapidamente. Le sfide da cogliere sono molte: la riorganizzazione della governance del sistema delle Indicazioni Geografiche partendo dall’Europa, una produzione con più rispetto verso l’ambiente, il rischio dazi e la costruzione di una nuova politica nazionale sulla qualità su cui rafforzare le basi dei distretti agroalimentari”.

Nicola Cesare Baldrighi, Presidente Origin ItaliaCon la costituzione di Origin Italia, abbiamo concretamente avviato una strada per riunire tutte le associazioni dei Consorzi di Tutela in un organismo con cui intessere uno scambio istituzionale. All’interno di esso è stato costituito un Comitato Strategico in cui i Presidenti delle Associazioni possono esprimere il loro parere e programmare strategie utili, con l’obiettivo di rappresentare un riferimento concreto nei confronti del sistema DOP, IGP, STG. Unendo gli interessi di tutta la filiera delle Indicazioni Geografiche, viene quindi a crearsi un soggetto interlocutore unico. Gli obiettivi più importanti sono due: aggiornamento normativo per i Consorzi di Tutela e PAC (Politica Agricola Comunitaria) per dare efficacia al sistema delle Indicazioni Geografiche per quanto concerne tutela, valorizzazione, promozione”.

Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc La mission della Federdoc è di valorizzare e di tutelare il patrimonio vitivinicolo italiano a Denominazione di Origine, attraverso i Consorzi associati che garantiscono la qualità e la sicurezza delle nostre denominazioni. Il Rapporto Ismea-Qualivita rappresenta un valido strumento attraverso il quale conoscere ed analizzare i dati sia in valore che in export delle nostre DO, al fine di definire le migliori strategie per affrontare i mercati sia comunitari che internazionali. I dati del 2017 dimostrano come anche quest’anno, le nostre DO abbiano avuto un incremento export del +6% in valore, creando un nuovo record storico per tutto il settore vino, con 6 miliardi in euro in valore esportato”.

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