Stop cibo anonimo: presentata a Bruxelles una petizione

Raccolta di firme per chiedere alla Commissione di Bruxelles per la trasparenza e l’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia

di Silvia Armati

Ultima Modifica: 03/12/2018

L’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) “Stop cibo anonimo”  chiede che sulle etichette dei prodotti alimentari siano obbligatorie le dichiarazioni di origine. Come dare l’adesione  qui.

Nei giorni scorsi, mercoledì 29 novembre, è stata presentata nella sede di Bruxelles della Regione Lombardia la petizione (ICE – Iniziativa dei cittadini europei) che chiede all’Unione europea che sia obbligatorio indicare l’origine degli alimenti in etichetta, sulla scia di quella della Coldiretti ‘Stop cibo falso’.

Questo il testo della petizione: stop cibo falso

A chiedere la massima chiarezza e trasparenza sull’origine degli alimenti è un’alleanza formatasi intorno alla collaborazione avviata tra organizzazioni provenienti da altri sei Paesi Ue. Al lancio dell’iniziativa promossa da Coldiretti sono intervenuti anche alcuni eurodeputati del Movimento 5 Stelle.

Indicare la provenienza del cibo. Cosa chiede l’ICE

L’ICE nasce dalla petizione italiana “Stop al cibo falso”, conosciuta anche con l’acronimo inglese ECI (European Citizens Initiative), è uno strumento istituzionale tramite il quale un milione di cittadini europei può chiedere all’UE di modificare le sue leggi. In questo caso, le richieste sono:

  •  rendere obbligatoria l’indicazione del Paese di origine per tutti gli alimenti, trasformati e non trasformati, in circolazione nell’UE, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche
  •  per quanto riguarda gli alimenti trasformati, rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli ingredienti primari quando essi hanno un’origine diversa dal prodotto finale
  • migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni armonizzate circa la produzione e i metodi di trasformazione per garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare

 

In Italia sono state raccolte un milione di firme

L’obbligo di indicare l’origine in etichetta è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta in Italia di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare, ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004.

L’Italia è all’avanguardia in Europa con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati dal pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

In Eu il percorso etichetta è iniziato dalla carne bovina

A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

Condividi L'Articolo

L'Autore

Redattore