Timorasso: un grande bianco piemontese

Quando Fabrizio Salce incontra a Tortona un superbo vino bianco

di Fabrizio Salce

Ultima Modifica: 08/07/2020

La storia di oggi getta la sua radici nel lontano 1923 quando Carlo e Zaira Salvarezza aprirono la Fitteria; ma come sempre cerchiamo di andare con ordine: siamo in Piemonte, a Tortona la romana Julia Dertona. Tortona è una città della provincia di Alessandria con una storia lunga e affascinante toccata dagli antichi romani, da Federico Barbarossa, i Templari, gli Sforza, il Risorgimento, la Seconda Guerra Mondiale, solo per citarne alcuni passaggi. Ed è in un borgo di Tortona che gli Salvarezza aprirono il loro bar ristorante con quel particolare nome che ricorda la “Faiteria” ovvero la conceria delle pelli.

La Fittera era un luogo di ritrovo per studenti, camionisti, operai, in particolare gli uomini che lavoravano alla Orsi, storica fabbrica di mezzi agricoli del “Siur Pipei”. Una storia d’altri tempi che ho ricordato con piacere qualche settimana fa gustandomi un vino antico e pregiato del territorio: il Timorasso. Parliamo di un vitigno autoctono della provincia dalla produzione limitata ma decisamente di qualità. Il vino che se ne ricava ha un passato al quanto remoto ma è negli ultimi decenni che è stato riscoperto e rivalutato.

Non scenderò nei dettagli tecnici dell’uva o del vino ma vorrei invitarvi a considerare con attenzione che stiamo parlando di un grande bianco amato e stimato dagli intenditori. Come dicevo, qualche settimana fa, ho partecipato alla degustazione della forza vendite della Cantina di Tortona, Vignaioli del Tortonese dal 1931, una realtà che oggi conta circa 180 soci operativi su 280 ettari; produce oltre 400 mila bottiglie e poi vino in bag in box e, come dalla nascita, vino sfuso.

Non solo Timorasso, ma anche Barbera, Cortese, Dolcetto, Bonarda, Croatina, Favorita, Chardonnay, Cellerina e altri.

La degustazione si è sviluppata su più tipologie di vini ma è del Timorasso che ero, e sono, interessato in modo particolare. E’ un vino che mi piace molto e che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il Piemonte non è terra solo di grandi rossi. Certo, ci sono vini che il mondo ci invida, basti fare capolino con la mente a Barolo e Barbaresco, o alle grandi Barbere, ma i bianchi non mancano e toccano punte di eccellenza davvero interessanti. Ricordo l’Arneis, il Cortese, e poi Gavi, l’Erbaluce, e senza ombra di dubbio il Timorasso.

Il suo colore paglierino carico con profumi avvolgenti, intensi, in bocca è pieno, equilibrato, presente; un vino da abbinare a piatti importanti ma anche piacevolissimo da gustare per il delizioso apprezzamento di bere bene. Un chicca enologica della regione che merita di essere conosciuta e apprezzata.

Alla degustazione presente uno storico produttore, dal 2018 nel consiglio di amministrazione della Cantina ma da tanto tempo passionario e traino anche per altri produttori nella la produzione di questo vino. Parlo di Valter Massa, i suoi Timorasso nelle varie declinazioni sono veramente molto buoni e, detto tra noi, me li sono goduti tutti: ma resta tra noi intimi.

Valter Massa

Una parentesi dedicata a Valter e a suo lavoro era doverosa da parte mia. Ma anche i Timorasso dei Vignaioli mi sono piaciuti molto, eleganti, armoniosi, profumati e dalla beva fresca ma al contempo importante. Vini a parte della Cantina ho anche apprezzato molto la scelta della delle etichette per linea Fiumana che riportano sulle bottiglie il pensiero di un pittore della provincia: Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il famoso “Quarto Stato” il dipinto realizzato dall’artista piemontese tra il 1989 e il 1901 e attualmente custodito al Museo del Novecento di Milano. Sulle etichette la figura del personaggio centrale del quadro su concessione delle istituzioni competenti.

E’ stato un bel momento, di degustazione e di conoscenza, di incontri con le persone delle Cantina a partire dal Presidente Antonino Casalinuovo, l’enologo Umberto Lucarno, con Matteo Ferri responsabile di produzione, Cristiano Vergagni responsabile vendite, naturalmente con la forza vendite presente e qualche collega della stampa.

Ma l’incontro per il mio palato è stato con un grande vino bianco: il Timorasso.

A cura di Fabrizio Salce

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