Torna la Carrettesca: a Roccaverano due giorni di Roccaverano DOP
Il 27 e 28 giugno la XXV edizione celebra il formaggio caprino DOP e la comunità che lo tiene in vita: degustazioni delle Pro Loco, premi ai migliori casari, il nuovo Premio Giselda e laboratori di caseificazione per i più piccoli.
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 19/06/2026
Segnatevi le date: il 27 e 28 giugno Roccaverano torna a fare festa. Il borgo più alto della provincia di Asti ospita la XXV edizione della Carrettesca, la manifestazione che celebra il Roccaverano DOP e la comunità che lo rende vivo — produttori, ristoratori, Pro Loco, aziende del progetto ROB-IN e, da quest’anno più che mai, anche le scuole. Organizzata dal Consorzio per la Tutela del Roccaverano DOP insieme ai produttori, è l’appuntamento-simbolo del territorio: venticinque edizioni che hanno trasformato una piccola fiera di paese in un sistema capace di tenere insieme tradizione, cultura contadina e promozione.
Indice
Due giorni, 27-28 giugno, quaranta banchi e una Big Band

Si parte sabato 27 dalle 19, con le prime degustazioni affidate alle Pro Loco del territorio e la musica della Jerry Carriello’s Big Band. Domenica 28, dalle 10 fino a sera, il borgo si riempie di circa quaranta banchi tra mostra mercato e intrattenimento.
Cosa si mangia alla Carrettesca di Roccaverano?
I produttori del Consorzio restano i protagonisti, ma intorno a loro si muove tutto il resto. Le Pro Loco presidiano la cucina di tradizione con un piccolo atlante di piatti: la puccia fritta di Monastero Bormida (un minestrone a base di polenta), il panino con le acciughe di Montechiaro d’Acqui, le friciule di San Giorgio Scarampi, la farinata di Castel Rocchero (solo domenica), i ravioli fritti di Spigno, i friciò dolci di Cessole (solo domenica), le focaccine con Roccaverano e salumi di Ovrano (frazione di Olmo Gentile) e — naturalmente — gli gnocchi al Roccaverano del paese padrone di casa. Sul fronte dei calici, il Consorzio Barbera d’Asti e l’associazione di produttori Escamotage con il loro moscato secco.
A rappresentare la ricchezza dell’intero territorio c’è poi il paniere del progetto ROB-IN: formaggi DOP, vini DOC, DOCG e biologici, miele bio, Nocciola IGP, salumi, erbe officinali fino allo zafferano, prodotti cerealicoli e ortofrutta, comprese confetture, cognà e conserve.
A raccontare tutto in diretta, Radio Valle Belbo, con interviste ai protagonisti e tanta musica.
Una DOP che sta tutta in un palmo

Vale la pena ricordare di cosa parliamo, perché è il cuore della festa. Il Roccaverano è una delle pochissime DOP italiane legate al latte di capra: il disciplinare prevede almeno il 50% di latte caprino (razze Roccaverano e Camosciata Alpina), con un percorso che dal 2023 apre alla produzione interamente caprina, premiando chi torna alle origini. Si produce in 19 comuni a cavallo tra Astigiano e Alessandrino, nelle Langhe orientali che scivolano verso la Val Bormida, ed è anche Presidio Slow Food.
Ha forme minuscole che, stagionando, si raccolgono ancora di più su sé stesse: un formaggio che invecchiando rimpicciolisce, concentrando tutto quello che ha da dire. Lo trovo un dettaglio quasi poetico, se pensate che il borgo che le dà il nome ha seguito una parabola simile — da circa 2.500 abitanti di fine Novecento a meno di 400 di oggi. Eppure la festa, contro ogni logica demografica, continua a crescere.
I premi: la qualità sotto esame
La Carrettesca è anche il momento in cui la denominazione si mette alla prova. Due i riconoscimenti ai migliori Roccaverano DOP: “Il Miglior Roccaverano DOP in Tavola”, selezionato dalla giuria ONAF della delegazione di Asti, e “Il Miglior Roccaverano DOP in Fiera”, votato dal pubblico con una degustazione alla cieca.
Giselda, la memoria che diventa premio
C’è poi il capitolo più commovente di questa edizione. Il Cavaliere del Roccaverano DOP 2026 sarà conferito alla memoria di Giselda Nervi, storica proprietaria e cuoca dell’Osteria del Bramante, scomparsa prematuramente a 64 anni. La sua famiglia ha custodito la ricetta del Roccaverano DOP, partecipando a quel percorso di riscoperta avviato alla fine degli anni Settanta grazie al lavoro congiunto di casari, Consorzio e Slow Food.
In suo onore nasce il Premio “Giselda”, che ogni anno andrà a un ristoratore capace di esaltare la denominazione con il proprio lavoro. In questa prima edizione va, non a caso, proprio all’Osteria del Bramante, sulla piazza del paese, tra i resti del castello e la chiesa bramantesca, di fronte alla Scuola del Roccaverano.

«La Carrettesca è la sintesi più autentica di ciò che siamo: una comunità che lavora insieme. Premiare i produttori vuol dire difendere la qualità. Coinvolgere i bambini vuol dire costruire il futuro».
— Matteo Marconi, presidente del Consorzio per la Tutela del Roccaverano DOP
Progetti per i bambini
E i bambini, appunto. Il Progetto “Come nascono i prodotti del territorio: biodiversità, pascolo, semi e filiere locali” ha coinvolto circa 70 ragazzi delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo delle Quattro Valli (Bubbio, Vesime, Monastero Bormida, Loazzolo e Castel Boglione) in un ciclo di incontri sulla filiera corta, tra didattica e gioco. I loro lavori saranno esposti durante la festa e votati dal pubblico: la scuola vincitrice riceverà un buono da 200 euro per materiale scolastico, e tutti i partecipanti un omaggio. Domenica, poi, dalle 11 alle 15, i più piccoli potranno mettere — letteralmente — le mani nel latte, con i laboratori di caseificazione.
Memoria e futuro, nello stesso piatto
È questa, alla fine, la geometria della Carrettesca: una festa che tiene insieme chi ha custodito una ricetta e chi sta appena imparando a riconoscere il sapore di casa. Un formaggio che rimpicciolisce, un borgo che si è svuotato e una comunità che — testarda — continua a moltiplicare banchi, premi e bambini con le mani sporche di cagliata. Venticinque edizioni dopo, il messaggio resta lo stesso: le cose buone non hanno bisogno di farsi grandi per durare.
📍 Se ci andate
- Cosa: XXV Carrettesca — festa del Roccaverano DOP
- Dove: Roccaverano (AT), centro del borgo
- Quando: sabato 27 giugno (dalle 19) e domenica 28 giugno (dalle 10 a sera)
- Programma: mostra mercato del Consorzio, cucina delle Pro Loco, paniere ROB-IN, premi ONAF e degustazione alla cieca, Premio “Giselda”, laboratori di caseificazione per bambini (domenica 11–15)
- Colonna sonora: Jerry Carriello’s Big Band (sabato) e diretta di Radio Valle Belbo
Fonti
- Comunicato stampa Consorzio per la Tutela del Roccaverano DOP (9 giugno 2026)
- Disciplinare e dati di filiera: Consorzio per la Tutela del Formaggio Robiola di Roccaverano DOP; Piemonte Agri (Regione Piemonte)
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