FOOD SOUND : quando mangiare diventa un’esperienza per le orecchie
di Rebecca Piva
Ultima Modifica: 05/12/2025
Avete presente la sensazione che provate quando date un morso a una mela croccante? Quel suono secco e fragrante non vi dice solo che è fresca: modifica la percezione della sua dolcezza, vi fa pregustare la succosità.
Eppure, quando parliamo di cibo, dimentichiamo sistematicamente le orecchie. Pensiamo alla sapidità di una carbonara, all’aroma che riempie la cucina mentre prepariamo una ricetta, alla consistenza di una fetta di salame. Ma i suoni? Restano nell’ombra, nonostante ci guidino continuamente.

Indice
Il suono invisibile del cibo
Può sembrare strano che un suono risulti gustoso o sgradevole al palato, eppure la sonorità del cibo è reale, complessa e merita attenzione. Ascoltare i rumori che ci circondano mentre mangiamo arricchisce l’esperienza culinaria in modi che non immaginiamo.
Da quando esistiamo, siamo immersi nelle vibrazioni. Il battito del cuore, il respiro, la masticazione che percepiamo attraverso due vie: l’aria che colpisce il timpano e le ossa, per conduzione ossea. Già solo essere vivi significa generare risonanze.
La gastrofisica (la scienza che studia i fattori che influenzano la percezione multisensoriale del cibo) ci dice che il suono è un condimento invisibile, ma fondamentale.
Come il suono costruisce il sapore
Il frizzare di una bibita non ci fa semplicemente venire sete: ci fa già pregustare la sensazione di dissetarci. Il rumore del riso versato in un contenitore ci comunica peso e consistenza prima ancora di vederlo. Il crepitio del bacon in padella attiva la salivazione.
Gli alimenti non emanano solo aromi. Diffondono onde sonore che ci attraversano, attivando memorie, emozioni, aspettative.
Le ricerche in neurogastronomia hanno dimostrato che:
- I suoni acuti evocano il dolce, quelli gravi l’amaro
- Il ritmo influenza la velocità della masticazione: una musica veloce ci fa mangiare più in fretta
- Il chiasso di un ristorante può far sembrare un piatto più o meno buono a seconda del contesto sonoro
- Il croccante amplifica la freschezza: più un alimento scrocchia, più lo percepiamo come fresco e appetitoso
Il potere del suono nelle scelte alimentari
Per il neuromarketing, il suono è fondamentale: influenza le nostre scelte d’acquisto in modo spesso inconsapevole. Persino i nomi dei prodotti guidano la percezione del gusto prima ancora di assaggiarli. Se contengono le lettere “S”, “I”, “E” o “F” ci sembrano più salutari rispetto a prodotti con “B”, “U”, “O” nel nome.
Il suono non è un dettaglio, valorizza il sapore, evoca ricordi, altera l’esperienza. Ogni alimento ha una sua melodia che ci accompagna durante la preparazione e il consumo. E quel motivo, volenti o nolenti, sta già guidando le nostre scelte.

Food Sound: l’esperienza al MUSE di Trento
Gustare il cibo con le orecchie è l’esperienza multisensoriale offerta dal MUSE di Trento con la mostra “Food Sound – Il suono nascosto del cibo”, visitabile fino all’11 gennaio 2026.
Cosa vi aspetta
Vi ritroverete nei luoghi consacrati al cibo: la cucina, il ristorante, il mercato. In questi ambienti immersivi, grazie a cuffie wireless, ascolterete gli alimenti e scoprirete come l’armonia sonora influenzi il vostro giudizio.
Vi siederete a tavola, ascolterete il suono delle pietanze e cercherete di indovinare quale portata è stata servita. All’inizio del percorso voterete quanto siete affamati, e di stanza in stanza aggiornerete il giudizio: gli stimoli sonori potrebbero rendervi molto affamati.
Più di un’esperienza: un contributo alla scienza
Ma c’è molto di più del semplice intrattenimento. La mostra fa parte di un progetto di ricerca scientifica che esplora le potenzialità del suono nell’esperienza alimentare, con ricadute economiche, sul benessere individuale e sulla sostenibilità sociale.
Durante la visita vengono raccolti dati preziosi: attraverso questionari ed esercizi interattivi, condividerete le vostre percezioni e sensazioni, contribuendo al progresso della neurogastronomia.
Un’esperienza che svela la profonda connessione tra suono, alimentazione e neuroscienze. E che ci ricorda una verità sorprendente: mangiare non è mai stata solo una questione di bocca. Le nostre orecchie hanno sempre avuto un ruolo fondamentale.

Concerto FOOD con Paolo Fresu e Omar Sosa
Giovedì 11 dicembre 2025 alle 20.45, il MUSE ospita il concerto FOOD, nato dalla collaborazione tra Paolo Fresu e Omar Sosa, due giganti della musica contemporanea che fondono mondi sonori apparentemente distanti in un dialogo profondo fatto di suoni, culture e sapori.
FOOD è un’esperienza multisensoriale che intreccia musica, field recordings e voci raccolte in cucine, cantine e ristoranti di tutto il mondo. Il tintinnio dei bicchieri, l’olio che sfrigola in padella, le voci di chi prepara e condivide il cibo ( in italiano, sardo, friulano, spagnolo, francese, inglese e giapponese ) diventano una partitura che racconta ricette, atmosfere culinarie e convivialità.
Fresu e Sosa danzano tra jazz, musica latina, africana e world music, creando un linguaggio unico e coinvolgente. La loro musica esplora il piacere del gusto e della scoperta, riflettendo anche sull’importanza di un’alimentazione consapevole e sostenibile.
I biglietti sono disponibili a 15€ per i posti seduti, mentre chi possiede la MyMUSE Membership può accedere a 12€, lo stesso prezzo valido anche per i posti in piedi. L’ascolto sarà in cuffia 🎧, per un’esperienza ancora più immersiva e coinvolgente.
FAQ – Informazioni pratiche mostra Food Sound – Il suono nascosto del cibo
Dove?
MUSE – Museo delle Scienze
Corso del Lavoro e della Scienza 3, Trento
Quando?
Fino all’11 gennaio 2026
Quanto dura?
Il percorso completo richiede circa 45-60 minuti
Quanto costa?
Biglietto MUSE + supplemento di 5€
Ci sono riduzioni?
Sì, per possessori di:
Trentino Guest Card (si ottiene soggiornando in strutture ricettive della regione)
Membership MUSE
Altre convenzioni territoriali
È necessario prenotare?
Consigliata la prenotazione online, specialmente nei weekend e nei periodi di maggiore affluenza
Come si prenota?
Sul sito ufficiale: www.muse.it
A chi è adatta?
Consigliata a partire dagli 8 anni. Pensata sia per il pubblico generalista, sia per professionisti del settore
Ci sono attività didattiche?
Sì, visite guidate e laboratori per scuole e gruppi
Accessibilità
Il MUSE è completamente accessibile a persone con disabilità motorie
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