Cecchetto e il Raboso del Piave: la storia di un vitigno "difficile" e di chi ha scelto di scommetterci
Nel 1985, Sante Cecchetto smise di essere mezzadro e acquistò il podere che aveva coltivato per anni con le proprie mani. Non era un atto simbolico: era il miglior modo possibile per garantire un futuro al lavoro che aveva già fatto, e a quello che suo figlio Giorgio stava per cominciare. Giorgio aveva ottenuto infatti il diploma di enologo nel 1982 e nel 1986 prese in mano le redini dell'azienda agricola di Tezze di Piave, a pochi chilometri dalla Scuola Enologica di Conegliano. La domanda, a quel punto, era su cosa puntare.
La risposta, all'epoca, sembrava scomoda: il Raboso del Piave.