ALMA Talks: la ristorazione italiana nel mondo vale 209 miliardi euro

Presentata a Fico la ricerca Alma - Deloitte: trend e impresa nel mercato internazionale

di Redazione

Ultima Modifica: 12/06/2018

Durante l’ultimo appuntamento del ciclo ALMA Talks, “La ristorazione italiana nel mondo. Trend e impresa nel mercato internazionale” è stata presentata la ricerca commissionata da Alma, la Scuola internazionale di Cucina Italiana, a Deloitte, volti a formare la Next Generation Chef.

Quanto vale la cucina italiana?

Ecco le cifre: 209 miliardi di euro di volume d’affari generato a livello mondiale, di cui 60 miliardi in Cina e 56 miliardi negli Usa, seconda dopo quella cinese (13% di quota di mercato), mostrando una penetrazione più elevata in termini di numero di transazioni in Usa (15%), Uk (15%), Brasile (13%) e India (13%), e in un mercato della ristorazione mondiale che, nel complesso, ha raggiunto un valore 2.210 miliardi di euro nel 2016, con l’area Asia-Pacific che copre il 46% del totale ed il canale Full-Service Restaurant (ristoranti con servizio più o meno formale al tavolo) che pesa per il 52%. Questi i dati più significativi emersi dalla ricerca presentata a Fico Eataly World a Bologna nei giorni scorsi.

A fare gli onori di casa all’incontro svoltosi a Bologna,  Tiziana Primori, Ceo di FICO, che ha dato il suo personale benvenuto agli ospiti. Si sono alternati sul palco del Centro Congressi: Cristiano Musillo, consigliere presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Tommaso Nastasi, Coordinatore Business Advisory di Deloitte Financial Advisory; Enzo Malanca, Presidente di ALMA.

Enzo Malanca: nostro obiettivo formare cuochi e professionisti consapevoli

L’indagine non si configura solamente come uno strumento di inchiesta, il presidente di ALMA Enzo Malanca ha affermato: «Abbiamo ritenuto opportuno condurre un’analisi approfondita circa il vasto e crescente mondo della ristorazione italiana, orientandola ad un’ottica internazionale con la quale ALMA si sta confrontando sempre di più. Con il progetto MAM e con gli incontri Next Generation Chef la mission della Scuola è quella di rispondere all’esigenza di formare cuochi e professionisti consapevoli tramite una didattica aggiornata e moderna, comunque basata sulla tradizione italiana dell’ospitalità. Sostenibilità, sovranità alimentare e benessere legato alle abitudini di consumo sono i temi cardine attorno ai quali ALMA si impegna nel formare la futura generazione di professionisti. Il Next Generation Chef è un esperto responsabile, con precise conoscenze e abilità tecniche. Essere un professionista nel campo della ristorazione, oggi, significa essere custodi di un sapere immateriale. Il cuoco e i professionisti del gusto diventano così anche ‘figure di riferimento’ in grado di dettare le nuove abitudini di consumo a tavola».

A questa riflessione del presidente di Alma si aggiunge quella di Cristiano Musillo, impegnato sul lato istituzionale nel promuovere l’Italia nel mondo: «La cucina italiana di qualità e tutte le attività di ristorazione collegate rappresentano un grande patrimonio culturale ed economico del nostro Paese, un asset che la Farnesina è impegnata a tutelare e far conoscere attraverso la sua rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura all’estero. La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, che ha visto la realizzazione nel corso delle sue due passate edizioni di 2.500 eventi in 110 Paesi, è divenuto un appuntamento annuale del ‘Vivere all’Italian’, in grado di veicolare un’immagine del Paese legato ai territori, alla tradizione e, allo stesso tempo, alla manifattura e all’innovazione».

Tommaso Nastasi, Partner del Business Advisory & Value Creation Service di Deloitte Financial Advisory Italia, presentando i risultati della ricerca ha affermato: «La cucina italiana nel mondo risulta la seconda a livello globale dopo quella cinese con il 13% di quota di mercato in termini di numero di transazioni con un volume d’affari generato pari a 209 miliardi di euro. La principale sfida della ristorazione Italiana è quella di adattarsi ai nuovi trend di consumo fuori casa orientati a una cucina meno codificata senza perdere quei caratteri distintivi del Made in Italy”.

Ecco qui di seguito elencati, in dettaglio, i 10 punti chiave emersi durante l’esposizione della ricerca.

  • Il mercato della ristorazione mondiale ha raggiunto un valore 2.210 miliardi euro nel 2016, con l’area Asia-Pacific che copre il 46% del totale ed il canale Full-Service Restaurant (ristoranti con servizio più o meno formale al tavolo) che pesa per il 52%.

  • I canali distributivi in maggiore crescita sono quelli dello Street Food e Quick Service Restaurant (ristoranti di bassa/media qualità con assenza di servizio al tavolo), rispettivamente +6,1% e +5,3% di tasso annuo di crescita composto 2011-2016 (ndr da ora abbreviato nella sigla inglese di CAGR). Il canale Full-Service Restaurant rappresenta il principale canale e cresce del + 4,9% CAGR 11-16.

  • In termini di aree geografiche, Asia-Pacific e Nord America guidano la crescita (rispettivamente +5,6% e +4,0% CAGR 2011-16), mentre l’Europa è stabile (+0,4% CAGR 2011-16).

  • Tra i fattori trainanti la crescita del mercato in Asia-Pacific vi è l’aumento dei consumi fuori casa; i consumatori assidui (più di tre pasti fuori dall’ambito domestico alla settimana) sono passati dal 27% al 30% (2012-16).

  • Nei prossimi anni si prevede una crescita del mercato (+3,1% CAGR 2016-21), trainato principalmente dalla performance del Nord America (+4,1% CAGR 2016-21). L’Europa torna a crescere con un ritmo superiore rispetto all’andamento storico a fronte di uno scenario macroeconomico complessivamente più positivo (+ 3.3% CAGR 16-21).

  • All’interno del canale Full-Service Restaurant, i primi 10 Paesi per dimensione rappresentano quasi il 90% del mercato globale; l’Asia-Pacific è il principale mercato a valore e in termini di crescita (+6,7% CAGR 2011-16); il Nord America mostra un trend migliore rispetto all’Europa (+3,6% vs +0,3% CAGR 2011-16); l’Italia è il quinto Paese con una quota del 4% (42 miliardi di euro il volume d’affari generato).

  • La cucina italiana risulta la seconda a livello globale dopo quella cinese (13% di quota di mercato), mostrando una penetrazione più elevata in termini di numero di transazioni in Usa (15%), UK (15%), Brasile (13%) e India (13%).

  • Secondo il giudizio degli esperti di settore, la cucina italiana è prevista in forte crescita, favorita dalla qualità percepita delle materie prime e dall’effetto positivo e dalla diffusione nei programmi TV.

  • A livello mondiale il volume d’affari generato dalla cucina italiana si stima pari a 209 miliardi di euro, di cui 60 miliardi in Cina e 56 miliardi negli Usa.

  • L’occupazione nel settore della ristorazione è tendenzialmente in crescita in particolare nei principali Paesi emergenti, con i ruoli di Chef e Cuoco che rappresentano il principale impiego per i diplomanti in Culinary Art Education (54% e 23% rispettivamente).

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