Brand: in Italia violazioni per il 69% dei marchi

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 11/02/2019

Aumentano nel mondo i casi di violazione dei marchi. Dal nome di social media al nome commerciale, dai domini web alle campagne pubblicitarie e mercati online.

Otto aziende su dieci hanno registrato attività di violazione dei marchi nel 2018, con un incremento rispetto al 2017 in cui sono state il 74%. Questi sono solo alcuni dati diffusi da CompuMark, azienda leader nel settore della protezione e ricerca dei marchi.

In Italia la percentuale è un po’ più bassa anche se consistente: il 69% dei marchi dichiara di aver subito violazioni. E il 33% ha dovuto cambiare nome a causa della violazione. E l’83% delle aziende in Italia ha detto di aver avviato un’azione legale contro i marchi illeciti.

Da 1 a 10 casi di violazione, mentre il 22% ne ha subiti da 11 a 20. La ricerca L’ecosistema dei marchi: prospettive globali su registrazione, violazione e sfide comuni è il report annuale sviluppato da CompuMark e ha intervistato 352 professionisti del settore appartenenti a team legali interni ed esterni negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Francia e in Italia.

La tecnologia viene indicata da questi professionisti come il fattore principale che potrebbe facilitare la ricerca e protezione dei marchi e allo stesso tempo semplificare la creazione dei nomi. Un terzo delle persone intervistate ha detto di aver assistito a un aumento della registrazione di marchi non tradizionali, come per odori, movimenti e colori.

Il plagio anche a Sanremo e nella risotorazione

Ora lasciamo stare i marchi violati ma parliamo di plagio, si copiano anche le canzoni. Al recente festival di San Remo, che si è concluso sabato notte, la canzone rock di Rolls Royce di Achille Lauro è stato accusato di plagio da numerosi frequentatori di twitter e non solo. La canzone assomiglierebbe troppo a 1979 degli Smashing Pumpkins ma, scrivono i giornali, Achille Luuro “non si scompone e anzi si dice onorato di questo paragone”.

Oltre al plagio anche molti i ristoratori che lamentano che le loro insegne del ristorante vengono copiate. Ma di questo problema, che sembrerebbe diffuso, ne parleremo presto.

Ma cosa comporta la violazione di un marchio?

Per gli utenti e i consumatori, una maggiore confusione, oltre a danni alla reputazione del brand e una riduzione del tasso di fiducia dei clienti stessi. A livello internazionale, quasi tre quarti delle aziende hanno detto di aver avviato un’azione legale contro i marchi illeciti e il 30% dice di aver dovuto modificare un marchio a causa di una violazione. Le violazioni riguardano ampi settori, dal design industriale ai nomi di social media, dai domini web al nome commerciale alle campagne pubblicitaria.

Le infrazioni sperimentate in Italia nel 2018 vedono al primo posto violazioni del nome commerciale (56%), seguite da infrazioni su domini web (42%), su design industriale (39%), su campagne pubblicitarie (33%), mercati online (19%) e nomi dei social media (14%).

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