Etichetta “a batteria”: arriva il “no” del Parmigiano Reggiano

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, si pronuncia contro il sistema di etichettatura a batteria proposto dal Governo italiano

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 16/01/2020

Il Parmigiano Reggiano, così come le altre indicazioni geografiche, non ha bisogno di un logo ulteriore per imporsi per il suo valore. Inserire le eccellenze dell’agroalimentare italiano in qualsiasi sistema nutrizionale facoltativo significa banalizzarle, creare confusione nella testa del consumatore, vanificando lo sforzo del consorzio che si batte per evidenziare la specificità della Dop. Questa la chiara posizione assunta dal Consorzio del Parmigiano Reggiano

Il commento del presidente Bertinelli

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio si pronuncia quindi a favore dell’esclusione dei prodotti Dop e Igp nell’adozione su base volontaria del sistema di etichettatura a batteria proposto dal Governo italiano.

Il Parmigiano Reggiano non è una commodity

Il Parmigiano Reggiano -afferma il presidente Bertinelli-  è un prodotto ad alto valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori e dai nutrizionisti come formaggio dagli altissimi valori nutrizionali, ricco di proteine, vitamine, sali minerali. Non abbiamo bisogno di un logo in etichetta che rassicuri il consumatore. Il principio dell’esclusione deve essere pertanto ribadito nel decreto nazionale sul sistema a batteria così che lo si riesca a far valere secondo il principio di mutuo riconoscimento anche verso quei Paesi che applicano il nutriscore“.

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