“Filiera Italia”, alleanza tra Coldiretti e industria per “valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola”

di Redazione Informacibo

Ultima Modifica: 24/10/2017

La Coldiretti, fondata da Paolo Bonomi nel 1944, come sindacato di piccoli imprenditori agricoli, oggi associa 1,6 milioni di agricoltori ed è tra i soci printipali della nascente “Filiera Italia”, una nuova realtà associativa che vede il mondo agricolo e l’industria agroalimentare italiana insieme.

L'obiettivo, come è stato annunciato a Cernobbio, nell’ambito dell’edizione 2017 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato proprio da Coldiretti è quello di “difendere tutta la filiera agroalimentare nazionale”.
Un vero e proprio sindacato che già vede tra i soci promotori, oltre a Coldiretti, anche Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica).

Filiera Italia è aperta all’adesione di altre realtà produttive che si pongono come obiettivo quello di sostenere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola, con filiere che esprimono i valori comuni dell’identità territoriale e nazionale, della trasparenza e della sostenibilità, in una logica di consumo consapevole. Filiera Italia nasce anche per favorire la conoscenza e la diffusione di pratiche alimentari basate sui principi della dieta mediterranea, attraverso la combinazione di tutti gli ingredienti utili ad una alimentazione sana, variata ed equilibrata.

Secondo Luigi Cremonini Presidente designato dell’Associazione: “Vogliamo così dare voce alla filiera agroalimentare italiana, fatta da aziende grandi medie e piccole che credono nel valore nell’unicità e nella distintività della nostra produzione e del nostro Paese che per questo continuano ad investire per creare qui valore aggiunto ed occupazione e fare sempre più grande il made in Italy alimentare nel mondo. Una nuova forma di rappresentanza di filiera quindi in cui Coldiretti insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori sono uniti anche per la realizzazione di accordi economici e committment concreti finalizzati da un lato ad aumentare in quantità e qualità la produzione agricola del Paese e dall’altro per assicurarne la massima valorizzazione senza conflittualità ma anzi nella comune convinzione che si vince o si perde insieme

“Valorizzare i prodotti agricoli italiani nella trasformazione industriale è un obiettivo importante per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese ma è anche un vero elemento di distintività del Made in Italy che va difeso con responsabilità” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la nuova alleanza tra agricoltura ed industria è una risposta concreta alla fame d’Italia dei consumatori a livello globale”.

La prima battaglia di “Filiera Italia” è rivolta alla difesa delle eccellenze nazionali sui mercati esteri dove negli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di attacchi. Basti pensare al sistema dei “traffic lights” promosso in Gran Bretagna dall’industria delle “sottomarche”, creato per permettere ai loro prodotti, formulati con ingredienti scadenti con il solo fine di ottenere un bollino verde, di competere con le nostre eccellenze: in particolare il Parmigiano Reggiano, il latte, l’olio extra vergine di oliva o il Prosciutto di Parma che sono tutti additati come poco salubri secondo questo sistema perverso di etichettatura. Mentre prodotti con edulcoranti sintetici possono vantare in etichetta un bel bollino verde. “Filiera Italia” combatterà queste distorsioni in tutte le sedi opportune.

Secondo i dati diffusi da Federalimentare il fatturato del 2016 del settore agroalimentare rappresenta l’11,3% del PIL nazionale. Analizzando l’andamento, nel primo trimestre 2017, in Italia erano presenti nel Registro delle Imprese 751.000 imprese agricole. A cui si aggiungono circa 70.000 imprese dell’industria alimentare e delle bevande.

Per quanto riguarda i trend, dopo alcuni anni di recessione, secondo i dati Federalimentare nel 2016 il settore ha registrato un lieve miglioramento, tanto da segnare un +1,1% sul totale di fatturato. Destinato a crescere anche nel 2017, tanto che si prevede un aumento del fatturato intorno all’1,5%. L’obiettivo principale è quello di valorizzare la filiera agroalimentare che rappresenta uno dei poli principali della ripresa economica, oltre ad essere tradizione e storia del nostro paese.

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Capo Redattore