Gran Selezione 2016, i vini “top quality” del Gallo Nero a Roma

Un'annata memorabile secondo il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, Giovanni Manetti, che ai “cugini” del Chianti dice:”Non copiateci!”

di Collaboratori

Ultima Modifica: 23/11/2019

Presentazione in grande stile, a Roma, nell’elegante cornice di Palazzo Rospigliosi, per il Chianti Classico Gran Selezione 2016, da poco immesso sul mercato, espressione di un’annata memorabile, definita dallo stesso Consorzio del Gallo Nero come “la migliore del Nuovo Millennio”. Oltre la tipologia top di qualità della denominazione, il Consorzio Vino Chianti Classico ha presentato a Roma anche etichette di Riserva e Annata, per un totale di 60 “gioielli” di uno dei territori del vino più apprezzato e considerato nel mondo.

Ian d’Agata e il presidente del Consorzio Chianti Classico, Giovanni Manetti

“Come produttori di vino Chianti Classico non possiamo che essere orgogliosi di presentare il frutto di una vendemmia come la 2016 – ha dichiarato il presidente del Consorzio, Giovanni ManettiNon solo per la valenza simbolica che ha per il territorio e le nostre radici (nel 2016 si sono festeggiati i 300 anni della delimitazione del territorio di produzione da parte di Cosimo III de’ Medici, ndr), ma anche perché il nostro impegno verso la qualità in ogni nostra etichetta, complice l’annata eccezionale, è stato riconosciuto dalla critica italiana e internazionale”. Il successo più recente è stato l’inserimento del Chianti Classico 2016 della Fattoria San Giusto a Rentennano al terzo posto della Top 100 2019 di Wine Spectator, considerata la più influente delle classifiche internazionali del vino.

Il 2016 è stata un’annata classica, molto regolare, che nelle mani dei viticoltori del Chianti Classico ha dato risultati importanti, come ha spiegato Ian D’Agata, uno dei più importanti wine writer al mondo, conducendo la degustazione della Gran Selezione riservata alla stampa.

Ma anche la vendemmia del 2019 dovrebbe regalare grandi soddisfazioni ai produttori del Chianti Classico. Le condizioni climatiche sono infatti state ottimali – ha osservato il presidente Manetti – e i vini si prospettano freschi ed equilibrati grazie a un buon rapporto tra forza acida e tannini, con una giusta concentrazione e un ottimo profilo aromatico.

Un’altra annata eccellente, dunque – ha sottolineato il Consorzio – in grado di esaltare la meglio le caratteristiche del sangiovese e le sfaccettature di un territorio, così variegato dal punto di vista di diversità di suoli e di microclimi, come quello del Gallo Nero.

Il territorio di produzione del Chianti Classico Docg, secondo l’originaria delimitazione da parte del Granduca di Toscana Cosimo III, si estende per 70mila ettari tra le province di Firenze e Siena, comprendendo per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e, in parte, quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. Nel 2013, con l’approvazione dell’ultimo disciplinare da parte dell’assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti Classico, l’assetto della denominazione è stato modificato con l’introduzione della Gran Selezione, che si è andata ad aggiungere alle altre due tipologie Annata e Riserva, a tre.

Il presidente Manetti sul “caso” Gran Selezione: “Ci tuteleremo con le unghie e con i denti”

Ma è recentemente sorto un “caso” Gran Selezione dopo la decisione del Consorzio del Vino Chianti, realtà enologica ben diversa dal Chianti Classico e la cui attività di produzione si svolge peraltro al di fuori della zona geografica chiamata “Chianti”, di introdurre la tipologia Gran Selezione anche per i suoi vini. Uno “schiaffo” al marchio del Gallo Nero che il Consorzio Chianti Classico naturalmente non ha gradito e la presentazione a Roma della Gran Selezione 2016 è stata l’occasione per reiterare l’intenzione di opporsi in ogni modo a questa eventualità. “Mentre noi cerchiamo di differenziarci sempre di più ha detto il presidente Manettiloro cercano solo di copiare quello che facciamo. Lo dico con tristezza e amarezza. Speravo avessero un minimo in più di fantasia e originalità e studiassero un’altra parola. Ci tuteleremo con le unghie e con i denti. Ora ci sono i passaggi istituzionali, spero vivamente siano le istituzioni a fermare il percorso in cui si é avviato il Consorzio Chianti, anche perchè comporterebbe un aumento della confusione presso i consumatori” .

A cura di Cristina Latessa

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