La Compagnia Carlo Colla & Figli fra teatro, arte e gastronomia - InformaCibo

La Compagnia Carlo Colla & Figli fra teatro, arte e gastronomia

Quando il teatro incontra il cibo (senza calorie)

di Rebecca Piva

Ultima Modifica: 17/04/2025

Chi pensa che le marionette siano solo per bambini si sbaglia di grosso. A Milano esiste un luogo unico dove arte, teatro e gastronomia si intrecciano in un connubio straordinario, senza però aggiungere neanche una caloria alla vostra dieta: è il mondo della Compagnia Carlo Colla & Figli, una realtà storica che coltiva un’arte raffinata e affascinante. I loro spettacoli – pensati fin dalle origini per un pubblico adulto – raccontano storie avvincenti, spesso ambientate tra sontuosi banchetti di corte o taverne malfamate popolate da pirati, dove il cibo è parte integrante della narrazione.

Burattino o marionetta? Facciamo chiarezza

Prima di addentrarci in un mondo così peculiare, è bene chiarire un equivoco diffuso: burattino o marionetta? Spesso i due termini vengono confusi e, in parte, la colpa è da attribuire a Carlo Collodi. Il suo Pinocchio è universalmente definito burattino, ma in realtà è una marionetta. La parola “burattino” in Toscana è infatti usata per indicare un bambino capriccioso, da qui il malinteso. Tuttavia, nella tradizione della Compagnia Carlo Colla & Figli, il burattino non esiste: troviamo solo marionette, manovrate con maestria attraverso un complesso sistema di fili. Sono loro le vere protagoniste di un teatro che incanta e stupisce da oltre un secolo e mezzo.

Pinocchio locanda spettacolo compagnia Carlo Colla
Pinocchio ©️ArchivioGrupporiani

Una tradizione che non passa mai di moda

La Compagnia Carlo Colla affonda le sue radici nella Milano del passato. Nata nel 1861, ha origine da una famiglia di commercianti di foraggio e legname che, già nel Settecento, possedeva un piccolo teatro di marionette nel suo palazzo in Piazza Mercanti. Inizialmente, gli spettacoli erano un intrattenimento privato, ma nell’Ottocento, costretti a lasciare la città, i Colla intrapresero la professione di compagnia itinerante, portando il teatro di marionette in giro per l’Italia.

Durante il XIX secolo, la compagnia si specializzò in adattamenti popolari di opere liriche e balletti della Scala, oltre a rappresentazioni storiche dal forte valore divulgativo. Un esempio straordinario è la Battaglia di Palestro, in cui i costumi delle marionette furono realizzati con i vestiti dei caduti.

Nel 1912, la compagnia tornò stabilmente a Milano, trovando casa nel Teatro Gerolamo e modificando quindi il proprio approccio allo spettacolo. Le marionette, ad esempio, diventarono più alte per essere visibili anche dalle ultime file. Nemmeno la guerra riuscì a fermarli: gli spettacoli continuarono, interrompendosi solo per il discorso ufficiale del Duce o le prove antiaeree. 

Dietro le quinte: un lavoro artigianale unico

La magia della Compagnia Colla nasce dalla cura straordinaria per i dettagli. I marionettisti lavorano su un ponte di manovra a tre metri di altezza, un’attività faticosa, resa possibile solo grazie al grande affiatamento e spirito di squadra. D’altronde, tra spazi ristretti e movimenti calibrati, qualche imprecazione scappa sempre.

Ma il teatro delle marionette non è solo spettacolo: è arte totale. Nei laboratori della compagnia, visitabili su prenotazione, tutto viene realizzato a mano: scenografie, costumi, oggetti di scena e parrucche, con tanto di bigodini per rendere le acconciature perfette. Qui si può ammirare la genialità dell’artigianato teatrale, con trovate curiose come spaghetti fatti con corde, insaccati riempiti di sabbia o barattoli di marmellata e miele trasformati in contenitori per tempere.

Il cibo protagonista delle storie

Uno degli elementi più affascinanti della Compagnia Colla è il ruolo del cibo nei loro spettacoli. 

In passato, il teatro di marionette ha trovato spazio nei banchetti nobiliari e nelle celebrazioni pubbliche, con il fine di intrattenere i commensali. In molte corti europee del Rinascimento e del Barocco, le marionette erano protagoniste di spettacoli raffinati che univano arte teatrale e piacere conviviale, creando un’esperienza sensoriale completa.

Anche la Commedia dell’Arte ha un forte legame con il cibo: personaggi come Arlecchino, astuto e perennemente affamato, rappresentavano la fame e l’ingegno delle classi popolari. Ma anche altre maschere come Pantalone, Pulcinella, Gianduja e Balanzone (giusto per citarne alcuni) sono grandi amanti della buona tavola.

Questa tradizione rivive negli spettacoli della Compagnia Carlo Colla & Figli: la loro marionetta, Gerolamo, è un inguaribile ghiottone, protagonista di versi come:

“Stella del mio destino perversa e via.
Fammi presto trovar un’osteria
dove polenta e vino in pronto sian.”

 

La compagnia ha persino pubblicato un ricettario con le pietanze preferite da Gerolamo, tra cui piatti tipici milanesi e piemontesi come sopa mitona, capunot, rustin negà e molte altre prelibatezze.

Gerolamo ricettario

Il cibo quindi  è spesso un elemento narrativo centrale negli spettacoli portati in scena. Pinocchio, ad esempio, fin dalle prime battute ha una “fame da lupi, una fame da tagliarsi col coltello”: la parola più usata nel testo di Collodi, oltre a “burattino”, è proprio “fame”. Nella celebre scena dell’Osteria del Gambero Rosso, che nello spettacolo della Compagnia è caratterizzata da un’insegna meravigliosa, la Volpe e il Gatto si abbuffano mentre lui rimane a bocca asciutta. Ne La Bella Addormentata, il re offre ai suoi ospiti più illustri posate d’oro ricoperte di rubini. Ne L’Isola del Tesoro, il porto di Bristol profuma di ciambelle e salsicce, mentre i pirati canticchiano “…trangugiò e tracannò con allegro terror” e la tabacchiera del Dottor Livesey e lo scrigno perfetto per custodire del preziosissimo cacio. E naturalmente, in Hansel e Gretel, troviamo la celebre casa di marzapane, oltre a marionette a forma di pasticcini.

Uno spettacolo particolarmente suggestivo è poi quello dedicato a Benvenuto Cellini, dove compare la sua celebre Saliera,  simbolo di bellezza e maestria artigianale, riprodotta magistralmente dalla Compagnia e inserita in una narrazione teatrale dal grande fascino visivo. 

Saliera Benvenuto Cellini©️Laila Pozzo
Saliera Benvenuto Cellini©️Laila Pozzo

Le pubblicità nello spettacolo: il precursore di Carosello

Un dettaglio curioso della Compagnia Colla è la sua capacità di anticipare i tempi. Molto prima dell’arrivo del Carosello, i loro spettacoli includevano già spot pubblicitari, ovviamente recitati dalle marionette!

Tra i più iconici troviamo:

  • La Fata Aspirina con il suo assistente Baierino, che promuoveva il farmaco con un tocco di magia.
  • Mottino e la fata Ughetta che raccontavano la bontà del dolce natalizio milanese.
  • La Magnesia San Pellegrino, che con ironia e leggerezza spiegava i benefici di questo rimedio digestivo.

Queste trovate geniali erano una forma di product placement ante litteram, in cui teatro e commercio dialogavano con grande creatività.

Mottino e la Fata Ughetta©️ArchivioGrupporiani

Un’esperienza unica da vivere dal vivo

Vedere uno spettacolo della Compagnia Carlo Colla & Figli significa immergersi in un mondo di tradizione, passione e bellezza. Ogni marionetta, ogni movimento, ogni scena racconta una storia che affascina e sorprende.

Se deciderete di visitare i loro laboratori, cosa che consigliamo vivamente, sarete guidati dalla voce appassionata di Erika che con trasporto vi racconterà la storia della compagnia e, se sarete fortunati, potreste incontrare Franco Citterio, direttore artistico, storico collaboratore ed assistente di Eugenio Monti Colla, nonché scenografo e scultore della Compagnia, che, anche se presissimo a dipingere scenografie o intagliare marionette, essendo una fonte inesauribile di cultura, avrà sempre pronto un aneddoto o storia da condividere.

La Compagnia Carlo Colla & Figli  non è solo teatro. È arte, storia, passione, cibo e cultura.

 

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L'Autore

Social media manager e content creator

Guardo un’opera e immagino il suo sapore, il profumo che potrebbe avere. Perché l’arte, come il cibo, può essere insipida o esplosiva. Mi piace l’arte saporita, quella che nutre lo sguardo senza far ingrassare. Nella vita, invece, non so dire di no a una cena in compagnia e alla scoperta di nuovi sapori dal mondo. Raccontare il legame tra arte e cibo è il mio modo di assaporare entrambi.