Le bollicine made in Italy per il brindisi di Natale e Capodanno

Dopo lo studio Ovse-Ceves arriva il rapporto Uiv-Ismea: il mondo beve italiano e nel BelPaese i consumi di spumante tengono, quasi 74 milioni

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 22/12/2020

L’ Italia si conferma protagonista nei brindisi nel mondo anche nell’anno del Covid-19.

Le prime previsioni sono in linea con lo scorso anno.

Nelle scorse settimane Giampietro Comolli, da circa 30 anni analista economico dell’osservatorio Ovse-Ceves, ci aveva offerto uno studio con il quadro dei consumi enoici con questo commento: “per le feste meno convivialità in presenza, ma più condivisione, più partecipazione a distanza, ma le bollicine italiane reggono ancora il confronto con i cugini francesi. Fra brindisi virtuali, bottiglie a casa, acquisti in gastronomie e enoteche, regali, il boom dell’e-commerce e il trend della Gdo….. fanno ben sperare anche per il dato complessivo annuale. Nel 2019 si toccò il record di 75/76 milioni/bott nazionali stappate solo per le Feste di fine anno”.

Panettone di Romagna, Parmigiano Reggiano e lo Spumante abruzzese di Villa Martello

Il rapporto Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e Ismea: oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati nel mondo

Ora, a pochi giorni dal Natale, arrivano le stime sui consumi di bollicine nelle prossime festività rilasciate dall’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e da Ismea, con questi dati: in linea con lo scorso anno sul fronte dei volumi, con 273 milioni di bottiglie tricolore vendute nel mondo sotto le feste (+1,3% sul 2019) di cui quasi 74 milioni in Italia (-2,3%), per un totale su scala globale di oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati. Diverso invece il trend a valore, segnalato complessivamente in contrazione del 9% tra domanda interna ed estera.
In Italia, sempre secondo dati Uiv-Ismea, le bottiglie di bollicine consumate solo 3,5 milioni parleranno straniero sulle tavole delle feste più autoctone degli ultimi anni.

Cosa si vende di più?

In testa c’è il Prosecco fino alle più raffinate proposte di ‘metodo classico’ che ormai arrivano da tutte le aree del Paese, non solo dai territori classici come Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa, Oltrepò Pavese.

Il Prosecco Doc infatti conferma le sue quote di mercato con un +1,6% degli imbottigliamenti nei primi 11 mesi del 2020, conseguito grazie ai maggiori acquisti nella Gdo e al debutto del Prosecco rosé che ha generato da solo circa 13 milioni di bottiglie in poco più di un mese e mezzo.

Il commento del segretario Uiv, Paolo Castelletti

Il segretario Uiv, Paolo Castelletti, sottolinea “la grande versatilità delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato” ma mette in guardia anche “da inaccettabili condotte speculative riscontrate lungo le catene commerciali off e on line”.

Buon Natale e Cin Cin a tutti i lettori!

Condividi L'Articolo

L'Autore