L’Italia verso un Natale blindato. Il premier Conte: “Non abbassare la guardia”

Il presidente del Consiglio spiega agli italiani le ragioni del nuovo provvedimento. Le prese di posizione di Fipe-Confcommercio, Ristoworld Italy e Coldiretti

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 03/12/2020

L’Italia nella giornata che vede il numero record di morti si incammina verso un Natale blindato per cercare di bloccare  la Pandemia.

Stop agli spostamenti tra le Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, anche tra quelle in zona gialla, ed anche quelli tra Comune e Comune. E’ possibile l’apertura dei locali a mezzogiorno nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Nessuna deroga per i ricongiungimenti. Si conferma che nella notte di Capodanno il coprifuoco sarà esteso dalle 22 alle 7. Chi andrà all’estero per turismo durante le feste, al rientro in Italia dovrà mettersi in quarantena e la stessa misura sarà prevista per i turisti che arrivano in Italia in quel periodo, tra il 21 dicembre al 6 gennaio.

Ancora una volta quindi chi viene duramente penalizzato è il settore della ristorazione, dell’horeca in generale e del turismo. Il governo a detta di molti ha sposato  la linea dura nella definizione del nuovo Dpcm.  

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, le nuove misure per l’emergenza da Covid19

Il presidente del Consiglio spiega agli italiani le ragioni del nuovo provvedimento: “Se affrontassimo le festività con le misure ora in vigore nelle aree gialle, sarebbe inevitabile un’impennata dei contagi“. “Dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e non essere meno violenta della prima ondata“, dice il premier. “Abbiamo evitato un lockdown generalizzato ma ora, verso il Natale, non dobbiamo abbassare la guardia per evitare l’impennata dei contagi”.

Ecco la conferenza stampa del premier

Dura protesta di Fipe-Confcommercio: “dicembre costerà 6 miliardi, oltre ai 27 già persi”

Stare chiusi a dicembre costa al settore ulteriori 6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 27 miliardi già persi. I ristori erogati sono purtroppo inadeguati e insufficienti a compensare danni così rilevanti ed è, quindi, urgente e vitale intervenire rafforzandoli, se si vuole evitare la chiusura di oltre 60.000 imprese e la perdita di 300.000 posti di lavoro, oltre che la dispersione di professionalità, fondamentali per due filiere strategiche per il Paese: Agroalimentare e Turismo”, ha sottolineato  la Fipe/Confcommercio in una nota, ribadendo di ritenere “difficile da comprendere sotto il profilo scientifico, economico, sociale e persino umano” l’atteggiamento del Governo, con un settore che si sente penalizzato nonostante tutte le precauzioni prese come imposto dalla legge”.

Coldiretti: “lo stop agli spostamenti mette in ginocchio gli agriturismi”

Protesta anche la Coldiretti: “le misure del Governo per le feste mettono in crisi anche gli agriturismi. La possibilità per le strutture della ristorazione di rimanere aperti a pranzo durante le festività è vanificata dai limiti agli spostamenti tra comuni che impedisce agli ospiti di raggiungere le campagne. Un vero paradosso se si considera che gli agriturismi spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto. Si parla di realtà già duramente colpite dalla crisi generata dalla pandemia con oltre 1 miliardo di perdite per le oltre 24.000 a strutture presenti in Italia nel 2020. I limiti imposti per le festività di fine anno – precisa la Coldiretti – arrivano dopo che il primo lockdown ha azzerato le visite in campagna nei tradizionali weekend di primavera e di Pasqua, mentre durante l’estate ha pesato l’assenza praticamente totale degli stranieri che in alcune regioni rappresenta la maggioranza degli ospiti degli agriturismi. A rischio è un sistema che può contare su 24.576 strutture con 493.319 posti a tavola e 285.027 posti letto. e che lo scorso anno ha sviluppato un valore di 1,5 miliardi di grazie a poco più di 14 milioni di presenze, delle quali ben 8,2 milioni provenienti dall’estero, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al primo gennaio 2020”.

Ristoworld Italy: si affonda la corazzata economica italiana e cioè la ristorazione e il turismo

Dicembre non è un mese come gli altri, da solo vale 7,9 miliardi di euro, circa il 20% del fatturato annuo”, lo afferma in una nota Ristoworld Italy.

Se in questo Natale si vuole impedire ai lavoratori della ristorazione di lavorare a cena e, rinunciare ad una voce molto importante del fatturato, allora bisogna compensare le perdite al 100%, basandosi sui fatturati dello scorso dicembre.

«Ristoworld Italy – spiega il presidente Marcello Proietto di Silvestrochiede che, nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale e l’occupazione, si riapra immediatamente la ristorazione, nella consapevolezza che in estate, mentre nelle piazze e nei luoghi pubblici è andato di scena il delirio, nei ristoranti e negli esercizi pubblici si è mantenuto fede agli impegni per la garanzia della salute. Le imprese della Ristorazione Collettiva siano inserite tra i fruitori dei contributi a fondo perduto. Servono ulteriori interventi immediati: rinforzo dei contributi a fondo perduto, crediti d’imposta più robusti e duraturi sulle locazioni commerciali, moratorie fiscali e contributive, accesso facilitato al credito».

Condividi L'Articolo

L'Autore