Olio campano, presentata la richiesta del riconoscimento Igp

Sabino Basso: "Prossimamente potremo pregiarci della denominazione"

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 17/01/2020

La Campania è l’ ultima regione del centro-sud a muoversi per l’ottenimento della Indicazione Geografica Protetta, Igp, del proprio olio, dopo Puglia e Marche.

Ma ora il dossier per il riconoscimento Igp all’olio campano è stato presentato, proprio  in questi giorni  di gennaio, al Ministero, per poi essere inoltrato alla Commissione Europea.

L’ Olio campano verso il marchio Igp

Lo annuncia Sabino Basso, vicepresidente del comitato promotore e patron di Olio Basso, tra le aziende leader del settore: «In realtà siamo la quarta regione per produzione complessiva sul suolo italiano – chiarisce Basso – in Campania ci sono tantissimi olivicoltori che producono per le loro famiglie e che quindi non compaiono nei dati ufficiali. Ci auguriamo che prossimamente potremo pregiarci del marchio Igp».

Anche la Regione, attraverso l’on. Nicola Caputo, Consigliere delegato per l’agricoltura, ha assicurato il pieno sostegno all’iniziativa, perchè l’Igp “può diventare il primo importante tassello per costruire finalmente una politica di filiera del settore dell’olio di oliva in Campania”.

La necessità per la filiera di varare iniziative di maggiore impatto sui mercati per affermare il valore dell’olio extravergine di oliva prodotto in Campania, ha convinto gli operatori, sia gli olivicoltori che i trasformatori e i confezionatori, a rilanciare il progetto  di dotare il settore del marchio comunitario di Indicazione Geografica Protetta (Igp), da qui la decisione di presentare la richiesta.

Come riporta il quotidiano “Sole 24 ore” la Campania è una regione che ha una grande tradizione di olivicoltura con una produzione media, secondo i dati di Federolio, di quasi 12mila tonnellate di olio, il 4% di quella nazionale, posizionandosi come sesta regione più produttiva di Italia.

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