Se ne va un grande critico, il giornalista Gianni Mura

Nel 1991 aveva iniziato a tenere insieme alla moglie Paola una rubrica di enogastronomia sul Venerdì di Repubblica

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 22/03/2020

È morto stamane  a 74 anni il giornalista e scrittore Gianni Mura: lo ha reso noto il suo giornale la Repubblica, per cui scriveva dal 1976.

Mura, scrive Repubblica, è morto all’ospedale di Senigallia, in provincia diAncona, per un attacco cardiaco improvviso.

Gianni Mura era nato a Milano il 9 ottobre del 1945 e aveva iniziato a lavorare come giornalista praticante alla Gazzetta dello Sport nel 1964.

Aveva poi collaborato con il Corriere d’InformazioneEpoca e L’Occhio, ed era arrivato a Repubblica per seguire le Olimpiadi di Montreal del 1976. In seguito era diventato uno dei giornalisti sportivi più noti del giornale, seguendo in particolare il campionato di calcio e il ciclismo. Nel 1991, inoltre, aveva iniziato a tenere insieme alla moglie Paola una rubrica di enogastronomia sul Venerdì di Repubblica.

Con Gianni Mura a Salsomaggiore a “Mangiacinema”

Una grande penna, figlioccio di Gianni Brera (lo scritto in morte di Brera), UN MITO PER ME, una persona perbene, un giornalista vicino agli “umili”, lo ricordiamo condirettore di “E” l’ex mensile di Emergency e collaboratore di “Scarp de’tenis”, la rivista dei senza tetto, un abbraccio a tutti i giornalisti de la Repubblica. Ciao Gianni

Le foto di questa pagina, in copertina con il direttore della Gazzetta di Parma Claudio Rinaldi, sono state scattate a Salsomaggiore durante Mangiacinema, la manifestazione ideata da Gianluigi Negri.

Addio a Gianni Mura fuoriclasse della parola e maestro di umanità

Ed ecco l’articolo di Claudio Rinaldi direttore de La Gazzetta di Parma (cliccare qui)

Matteo Pucciarelli giornalista di Repubblica ha scritto su Twitter: “Era in redazione con noi fino a pochi giorni fa. Un anti-divo, un taciturno che parlava con la sua penna, anche da quello capivi che era davvero migliore degli altri”

Lo ricordiamo con il suo ultimo scritto su la Repubblica

Imbecilli senza confini ma la brava gente è di più (leggere qui)

Il ricordo di Gianni Mura: Le parole più belle di tutti,  oggi 21 marzo di Maurizio Crosetti (leggere qui)

Morto Gianni Mura: un fuoriclasse nel trovare le parole. Quando io, lui e Brera lavoravamo assieme. Quella poesia per un appuntamento mancato. Era quasi snob nel suo bisogno di popolo. Dava il meglio di sé nelle gare tra individui di Mario Sconcerti (sul Corriere)

Gianni Mura da Wikipedia

Mura nasce a Milano nel 1945. La sua formazione si indirizza verso gli studi classici, compiuti al Liceo Ginnasio Statale Alessandro Manzoni.

Nel novembre 1964 ottiene un posto da praticante al quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport (direttore Gualtiero Zanetti), grazie alla segnalazione del proprio istituto, che era uso proporre i migliori studenti in italiano alla testata; intanto si iscrive all’Università, alla Facoltà di Lettere moderne. Quello che doveva essere un impiego temporaneo diventa il suo posto di lavoro per otto anni. Durante il periodo alla Gazzetta lavora dapprima come corrispondente per incontri di calcio di differenti categorie, e dal 1965 viene inviato come corrispondente al Giro d’Italia.

Dato il suo impegno come giornalista, rinuncia agli studi per dedicarsi pienamente alla professione. Si iscrive all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia il 14 aprile 1967,  successivamente scrive anche per il Corriere d’InformazioneEpoca e L’Occhio.  Dal 1976 collabora con la Repubblica; segue le Olimpiadi di Montreal e nel 1983 diventa membro fisso della redazione.  Per tutta la durata del campionato di calcio di Serie A, tiene una rubrica domenicale intitolata Sette giorni di cattivi pensieri. Sul settimanale Il Venerdì si occupa invece di recensioni eno-gastronomiche insieme con la moglie Paola nella rubrica dal titolo Mangia e bevi. Dal 1998 è presidente della giuria del premio L’Altropallone, riconoscimento simbolico sportivo per la pace e solidarietà.

Nel maggio 2007, edito da Feltrinelli, esce il suo primo romanzo, Giallo su giallo, vincitore del Premio Grinzane – Cesare Pavese per la narrativa 2007,[5] ambientato durante lo svolgimento del Tour de France, corsa che il giornalista segue da tempo.[6] Alla stessa corsa, raccontata da alcuni suoi articoli al seguito del Tour, ha dedicato il libro La fiamma rossa. Storie e strade dei miei Tour, uscito nel 2008 per minimum fax.

Dal 2011 è direttore, insieme a Maso Notarianni, di E – Il mensile, rivista di Emergency, che terminerà le pubblicazioni il 25 luglio del 2012.

Nel 2012 esce, sempre per Feltrinelli, il suo secondo romanzo che ha per protagonista il commissario Magrite: Ischia.

Dal 2015 ha una sua rubrica su Scarp de’ tenis, intitolata Le storie di Mura.

Muore la mattina del 21 marzo 2020 per un improvviso attacco cardiaco mentre si trova all’Ospedale di Senigallia.

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