Tra Cammini e piccoli borghi l’Italia è culla del 92% dei prodotti Dop e Igp

La Fondazione Symbola ha presentato il lavoro di ricerca “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia”, un viaggio composto da 44 itinerari in 15.400 km che si snoda lungo tutta la Penisola e le isole

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 17/06/2020

5.498 piccoli comuni italiani  (il 69,5% del totale), sono la spina dorsale del Paese con il  92% dei prodotti Dop e Igp e del 79% dei vini italiani più importanti.

Un patrimonio enorme, che avvalora ancora di più la grande attenzione che la pandemia ha riportato sulle piccole comunità e sulle zone rurali. E se c’è chi li riscopre ora, c’è chi li vede, da anni, non come luoghi in via di estinzione da salvare, che è comunque una esigenza utile per far ripartire l’Italia.

La ricerca “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia”

Questa mattina la Fondazione Symbola ha presentato il lavoro di ricerca “Piccoli Comuni e Cammini d’Italia” alla presenza, via zoom,  del ministro del MiBCT, Dario Franceschini,  del presidente IFEL Fondazione Anci, Guido Castelli, del presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e ai presidenti del Tci, Franco Iseppi; di Federparchi, Giampiero Sammuri; dell’Uncem, Marco Bussone, tutti  in dialogo con il presidente Symbola Ermete Realacci.

Dopo aver raccontato i Piccoli Comuni italiani attraverso le tipicità DOP/IGP e gli Appennini, Symbola, in collaborazione con Fondazione IFEL, esplora i Cammini d’Italia per analizzare il valore e la ricchezza dei Piccoli Comuni: veri e propri cantieri di diversità culturale e territoriale, dove l’accoglienza diventa una risorsa, la sostenibilità si tramuta in spinta alla crescita e l’identità si trasforma in competitività. All’interno di questa rete i Cammini d’Italia si configurano come un network di percorsi che collega tradizioni, natura e bellezza, economia a misura d’uomo e agroalimentare a filiera corta, multinazionali tascabili e associazioni non profit.

La parola a Ermete Realacci, Dario Franceschini

Ermete Realacci e Dario Franceschini 

Cogliere le potenzialità dei Cammini d’Italia in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi ci invita a scommettere per affrontare le sfide del nostro tem­po. Supereremo le prove difficili e impegnative di questa crisi anche grazie alla forza dei territori, alla loro capacità di tenere insieme tecnolo­gia ed empatia, dignità delle persone, benessere e vi­talità delle comunità, accoglienza, saperi antichi. Una visione ben chiara nelle parole di saluto della cam­pagna ‘Voler bene all’Italia’ di Legambiente dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi:Scommettere sui piccoli comuni, investire su que­sti luoghi da parte di giovani imprenditori, grazie allo sviluppo dell’informatica e delle nuove tecnologie, può diventare una grande avventura da cogliere”. I piccoli comuni, i territori e le comunità sono una straordinaria opportunità per l’Italia: sono l’esempio di un’economia più a misura d’uomo che punta sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi. Possiamo far ripartire il turismo e l’economia e possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’italia fa l’italia”.

 “In Italia si deve puntare sul turismo sostenibile – sottolinea il ministro del turismo Dario Franceschininon su quello ‘mordi e fuggi’. E’ già da tempo che si lavora al progetto di decongestionare le grandi città a favore dei piccoli centri” e questo, secondo il ministro, è possibile farlo promuovendo “un turismo alto, lento, colto” che valorizzi le migliaia di borghi e bellezze artistiche e architettoniche sparse per tutta l’Italia. Un obiettivo che si può raggiungere incentivando anche i Cammini perché, osserva Franceschini , “c’è un reticolo di Cammini fantastico che tocca quasi tutte le regioni italiane” e che va potenziato perché è anche con il rilancio di questo settore turistico, “assolutamente in crescita“, che si può far ripartire l’economia.

Il presidente Ifel, Guido Castelli

Tutta l’Italia – dichiara Guido Castelli, presidente dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL) – deve ritrovare la strada della crescita e dello sviluppo.  È vitale farlo soprattutto nei territori interni e nei piccoli Comuni. Il turismo è il loro settore di punta. Riavvicinarsi all’”Italia dei cammini” è un invito per le prossime vacanze degli italiani ma è anche un invito alla politica a mettere in campo azioni di promozione.  Questo insieme di percorsi, comunità, identità, tradizioni deve diventare un unico sistema di offerta. Una rete di attrazioni di bellezze che deve diventare conosciuta e facile da visitare”.

“L’Italia deve rimettersi “in cammino”

Gli scenari offerti dai Cammini d’Italia sono davvero vasti e diversi, attraversano Parchi nazionali e regionali, fiumi, boschi e foreste, paesaggi agrari, costeggiano laghi e zone umide, raggiungono borghi, pievi, abbazie, santuari, monasteri, fortezze e castelli.

Troviamo itinerari regionali come il Sentiero Liguria e il Viaggio nella Storia d’Abruzzo: il primo, da Luni a Ventimiglia, attraverso la Liguria lungo la costa, salendo per alcuni tratti sui pendii delle montagne; il secondo ci conduce nella regione forte e gentile attraverso cinque diversi itinerari, passando per oltre quaranta comuni in provincia de L’Aquila e di Pescara, incrociando siti archeologici, chiese ricche di bellezza, paesaggi mozzafiato e luoghi di elevato interesse naturalistico. O la Magna Via Francigena, che divide in due la Sicilia in un percorso che collega Palermo ad Agrigento.

Altri cammini invece attraversano il Bel Paese partendo fuori dai confini nazionali, come la Via Francigena, che arriva fino a Roma e ha inizio dal Valico di San Bernardo – in Italia al confine con la Svizzera – incontrando 145 comuni in un percorso lungo oltre 1000 km. O come la Via Romea Germanica, che partendo dal Brennero giunge sempre a Roma in un viaggio di 1020 km attraverso 6 regioni.

Tanti anche i cammini religiosi: ad esempio la Via di Francesco, che ripercorre i principali luoghi e santuari della vita del Patrono d’Italia. I Cammini d’Italia rafforzano anche il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare i primati internazionali che può vantare il nostro Paese: come quello che secondo la classifica stilata nel 2019 da The Spectator index vede la cultura italiana come la più influente al mondo, potente e suggestivo retroterra del Made in Italy e dei molti successi dell’export tricolore.

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