“ViVite”, il Festival del vino cooperativo a Milano

Ruenza Santandrea, coordinatrice settore Vino dell’Alleanza cooperative: “Sarà una festa del vino, rivolta al pubblico degli appassionati e agli operatori del settore, ricca di eventi e di ospiti”

di Redazione

Ultima Modifica: 14/11/2018

Nel fine settimana, sabato 17 e domenica 18 novembre si svolge ViVite, il Festival del vino cooperativo.

Come sono i dati di questo settore?

Le prime 15 realtà vitivinicole italiane, per fatturati, ben otto sono cooperative e a livello europeo le prime due cooperative sono: Cantine Riunite & Civ (594 milioni di euro di fatturato nel 2017) e Gruppo Caviro (304 milioni di euro di fatturati).

Sono dati significativi che dimostrano l’alto valore della cooperazione del vino cooperativo che si prepara al suo secondo Festival, organizzato dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, presentato nei giorni scorsi a Milano alla Sala Belvedere del Palazzo della Regione Lombardia.

Il Festival del vino cooperativo si chiama “ViVite” e si svolgerà nella cornice del Museo Nazionale della Scienza e della TecnologiaLeonardo da Vinci” di Milano, il 17 e 18 novembre 2018.

Ruenza Santandrea, Coordinatrice settore Vino dell’Alleanza cooperative

Sarà una festa del vino, rivolta al pubblico degli appassionati e agli operatori del settore, ricca di eventi e di ospiti”. Ha esordito Ruenza Santandrea, Coordinatrice settore Vino dell’Alleanza cooperative. “Il nostro obiettivo è creare un momento di festa e interrogarci nel contempo sul nostro settore. Quest’anno la manifestazione si incentra sulla sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale, economica culturale ed etica. A fianco delle degustazioni, degli eventi ludici, ci sarà tanto spazio ai talk show con relatori importanti, della scienza, dell’enologia, del marketing, rappresentanti istituzionali, di aziende grandi e piccolissime, per ragionare di vino e sul vino, fuori da schemi paludati. Con tanta semplicità e voglia di far conoscere cosa c’è dietro una bottiglia di vino. Storie di persone e di lavoro, autenticità e tanto legame col territorio”.

Il manifesto dell’invito diffuso da ViVite

La cooperazione con oltre 480 imprese esprime un fatturato di 4,5 miliardi di euro

La cooperazione vitivinicola riveste anche un ruolo economico di primo piano nel comparto, come ha evidenziato nel suo intervento Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine-Monitor: “In un settore come il vino, che negli ultimi 5 anni cresce nell’export del 27% e che rappresenta il principale ambasciatore del Made in Italy agroalimentare, la cooperazione – ha spiegato – con oltre 480 imprese e più di 140.000 soci viticoltori, esprime un fatturato di 4,5 miliardi di euro e fa registrare una crescita che dal 2008 (anno di scoppio della recessione globale) al 2016 ha superato il +40%, più della media dell’intero settore vitivinicolo italiano (+38%) raggiungendo addirittura un +53% nel caso delle prime 20 cooperative per fatturato”.

Tale crescita – ha proseguito Pantini – è stata trainata proprio dall’export: basti pensare che le esportazioni cumulate di vino di queste top cooperative sono cresciute a valori del 44% nell’ultimo quinquennio (contro il +27% precedentemente segnalato). Lo sviluppo delle performance economiche ha portato oggi ad annoverare 8 cooperative nella classifica delle prime 15 imprese italiane del vino nonché 8 italiane nella graduatoria delle principali 15 cooperative vinicole europee”.

Il ruolo della cooperazione vitivinicola non è solo economico, ma anche sociale

Negli anni della crisi le cooperative hanno garantito livelli adeguati di remunerazione ai soci, ma anche livelli occupazionali sopra la media, e nelle Regioni in cui la cooperazione è più forte, come Emilia Romana, Veneto e Trentino Alto Adige, le superfici vitate sono cresciute, mentre dove è debole o persino assente, si sono perse quote importanti di superfici vitate: in Basilicata addirittura il -59,7% tra il 2012 ed il 2017, in Calabria il -21,2% ed in Umbria il -30,5%.

Oggi la sfida è quella della sostenibilità e durante ViVite ci sarà un talk show il 17 novembre dove verrà affrontato proprio questo tema: “Le cooperative sono pronte a fare la loro parte, esattamente come nel biologico, in cui siamo spesso in prima fila, specie dove le dinamiche climatiche ce lo consentono”, dice Ruenza Santandrea, che aggiunge: “i nostri 550 vitigni sono unici, all’inizio è stato difficile comunicare così tante differenze, ed ancora lo è, ma poi piano piano la distintività ci sta iniziando a premiare”. E non è detto che non sia proprio la distintività l’arma per rispondere ai successi dei francesi, che sul mercato Usa, ad esempio, “hanno avuto la capacità di occupare una nicchia promettente come quella dei rosati, con una forza commerciale unica. Noi scontiamo ancora un gap, siamo arrivati dopo, però la frenata del nostro export in Usa credo sia momentanea, e d’altro canto quando parlo con i colleghi della cooperazione francese, per loro siamo noi il problema, perché al boom del Prosecco è coinciso un calo importante dei consumi dello Champagne”, conclude la coordinatrice dell’Alleanza Cooperative – Settore Vino.

La manifestazione milanese sarà prodotta anche quest’anno da Lievita, Format House milanese specializzata nella creazione e nella produzione di format di grandi manifestazioni dedicate al mondo Food & Wine che vede Federico Gordini, come co-fondatore e direttore creativo.

I numeri della cooperazione vinicola in Italia fotografata da Nomisma-Wine Monitor

484 cantine cooperative

140.700 soci viticoltori riuniti

9.000 dipendenti

60% del vino italiano

4,5 miliardi di euro di fatturato

8 cooperative nella classifica delle prime 15 aziende italiane per fatturato.

8 cooperative italiane nella classifica delle prime 15 cooperative Ue.

In particolare, l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari raggruppa 35 mila cooperative, per 35 miliardi di fatturato.

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