Vo’ rinasce con i vini di qualità: da “zona rossa” a modello di solidarietà

Due vini, il Serprino Spumante Doc Colli Euganei e il Rosso Doc Colli Euganei, con il nuovo marchio Vo' scelti come protagonisti della ripartenza

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 14/06/2020

A Vo’, il paese del Veneto in provincia di Padova, prima zona rossa assieme a Codogno in Lombardia, parte il progetto di un nuovo marchio “VO'”, che contrassegna e valorizza alcuni vini di qualità dei Colli Euganei come atto di solidarietà.

Per promuovere la ricerca scientifica sul Covid – 19

Sono stati scelti due vini del territorio, il Serprino Spumante Doc Colli Euganei e il Rosso Doc Colli Euganei, (col nuovo marchio Vo’) come protagonisti della ripartenza e della speranza. Testimonial d’eccezione Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia di Padova. Grazie all’accordo con l’Università di Padova, il progetto contribuirà anche a sostenere la ricerca scientifica sul Covid 19.

Le parole dell’assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan e di Alessio Equisetto, della Cantina Colli Euganei

Da capitale del vino Vo’ diventa capitale della solidarietà – ha affermato l’assessore Pan –. Nella tragica esperienza della pandemia gli agricoltori sono stati un presidio costante e tenace, nonostante le incertezze e le limitazioni imposte dalle misure di contenimento al contagio. Il nuovo marchio che contrassegna alcuni dei vini più noti della Doc euganea, racconterà in giro per il mondo non solo il coraggio e la laboriosità dei viticoltori e delle loro famiglie, ma aiuterà anche il grande impegno di tutta la comunità di Vo’ a sostegno dell’Università di Padova. I produttori del primario giocano un ruolo da protagonisti nella ‘filiera della vita’”.

«A causa della pandemia, la Cantina Colli Euganei ha subito una perdita che abbiamo stimato intorno al 40% del fatturato, spiega il direttore della cantina, Alessio Equisetto. Siamo una realtà fortemente radicata nel territorio, con 550 viticoltori associati, 3 milioni di bottiglie prodotte l’anno, di cui il 90% DOC e DOCG e un prodotto che è destinato per il 75% al mercato italiano e per il 25% a quello estero. Con la passione e l’impegno di sempre, ripartiremo unendo qualità e solidarietà, perché si deve ripartire tutti insieme. Dal punto di vista enologico, gli esperti annunciano che sarà un’ottima annata».

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